Tariffe energia: le domande frequenti

Sostariffe vuole cercare di chiarire tutti i dubbi dei propri utenti riassumendo le domande più frequenti sulle tariffe che riguardano l’energia elettrica.

Ecco le risposte ai vostri dubbi:

1. Cos’è la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica?

Il Decreto Legislativo n. 77/1999 ha decretato la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, anche detto Decreto Bersani. In particolare, dall’1 luglio 2004 si è liberalizzato il mercato dei clienti non domestici mentre dal 1 luglio 2007 è stato consentito l’accesso al mercato libero per tutti i consumatori. La conseguenza è che le attività di produzione, acquisto, vendita, importazione ed esportazione di energia elettrica sono libere mentre rimangono sotto controllo dello Stato e concesse al gestore della rete di trasmissione nazionale, le attività di trasmissione e dispacciamento.

2. Cosa succede se cambio fornitore di energia elettrica?

Cambiando venditore cambia solo la gestione commerciale della fornitura. L’energia elettrica continua ad essere consegnata attraverso le reti e gli impianti gestiti dall’impresa di distribuzione locale. A quest’ultima resta anche la gestione tecnica (gli impianti, i lavori sul contatore, etc.) e la lettura del contatore. La continuità del servizio resta assicurata.

3. E’ possile rimanere senza energia?

E’ assolutamente impossibile restare senza fornitura di energia elettrica: la quantità di energia corrispondente ai propri consumi è sempre assicurata e garantita dal distributore locale.

La possibilità di restare “senza corrente” si ha solo nel caso di insolvenza da parte del cliente o per impossibilità del sistema di soddisfare le richieste di energia; in questo caso si verifica un black out che interessa tutti gli utenti, qualsiasi sia il loro fornitore.

4. Quali sono i tempi di attivazione?

I tempi per l’attivazione di un contratto con un nuovo fornitore sono regolati dalla legge. In particolare, se si passa dal mercato vincolato al libero mercato, l’attivazione partirà dal primo giorno del secondo mese successivo al giorno in cui è avvenuta la richiesta di recesso dal fornitore precedente (per esempio se il contratto viene firmato il giorno 30 settembre, l’attivazione del nuovo contratto avverrà l’1 novembre).

5. E se non si cambia fornitore?

Chi decide di non cambiare fornitore pagherà nuove tariffe, ancora non definite, che in seguito alla liberalizzazione saranno calcolate diversamente da come vengono calcolate al momento.

6. Come si fa a cambiare fornitore?

Per cambiare fornitore è necessario firmare un nuovo contratto con un’impresa di vendita e comunicare il recesso all’attuale fornitore. Non è previsto alcun costo salvo le eventuali imposte di bollo relative al cambio di contratto . Spesso l’impresa di vendita prescelta si fa carico di gestire per conto del cliente la comunicazione del recesso al precedente fornitore; la lettera di recesso deve comunque essere firmata dal cliente.

7. Posso cambiare più volte fornitore?

Sì, basta sottoscrivere un nuovo contratto e rispettare i tempi di preavviso previsti per comunicare il recesso al vecchio fornitore. La prima volta che si sceglie un venditore se si vuole recedere dal contratto lo si deve fare almeno 30 giorni in anticipo mentre, per chi è già nel mercato libero e ha scelto una nuova tariffa, il preavviso varia a seconda dei fornitori fino ad un massimo di 6 mesi.

8. Come devo ricevere il contratto?

Deve poter essere visionata una copia del contratto prima di sottoscriverlo. Se l’accordo è concluso al telefono, il contratto deve essere consegnato al cliente entro 10 giorni.

9. Come faccio a capire chi mi conviene di più?

Sarà possibile capire la convenienza dei diversi fornitori nel momento in cui saranno disponibili tutte le tariffe e sarà possibile effettuare una comparazione a breve su SosTariffe.

Per valutare la convenienza di una nuova offerta bisogna verificare, oltre al prezzo del servizio e a tutte le possibili voci di spesa, anche i diritti e gli obblighi stabiliti nel contratto (ad esempio quanto dura il contratto, cosa succede in caso di pagamento in ritardo, etc.).

10. L’Autorità ha stabilito dei criteri a riguardo?

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha stabilito alcuni criteri, che i venditori devono rispettare, per facilitare le scelte dei consumatori. Al cliente verrà consegnata una scheda riassuntiva che riporta il prezzo del servizio, gli eventuali sconti o bonus previsti dal contratto e un calcolo di spesa per un cliente tipo sulla base dei prezzi in vigore al momento dell’offerta.

11. Qual è la tariffa elettrica più conveniente?

Ad oggi il mercato non offre particolari differenziazioni tra gli operatori e le tariffe sono molto simili. Nella scelta della tariffa bisogna verificare che il nuovo fornitore non offra un aumento della potenza del contatore, di cui non si ha bisogno. Questo introduce dei costi fissi maggiori rispetto alla tariffa attuale e solitamente determina un incremento dei consumi finali. Il vero risparmio si può ottenere con particolari accorgimenti sui risparmi energetici. In particolare è importante stare attenti agli stand-by lasciati accesi tutto l’anno: televisione, videoregistratori, modem, decoder, piccoli elettrodomestici, ricariche di cellulari, videocamere, etc. Questi consumi rappresentano il 10-15% dei consumi finali. Un altro accorgimento importante è la sostituzione delle lampadine tradizionali con lampadine a risparmio energetico. Con questa operazione si possono dimezzare i consumi e i costi dell’illuminazione. Infine, bisogna ricordarsi che sul mercato sono presenti elettrodomestici (frigoriferi) di classe d’efficienza superiore (A, A+ e A++).

12. La tariffa bioraria è conveniente?

La tariffa bioraria non è sempre più conveniente: dipende dal profilo dei consumi. Per un risparmio reale occorre che almeno il 67% del consumo di energia venga effettuato dalle ore 19 8 del mattino. Attenzione, però , perchè spesso la scelta di una tariffa bioraria si accompagna ad un incremento della potenza del contatore di cui non si ha bisogno. Dal punto di vista ambientale, consumare energia di giorno o di notte non fa alcuna differenza.

Solitamente, al di là di particolari esigenze, la tariffa tradizionale per residenti con potenza di 3 kW è l’opzione più conveniente.

13. Che si intende per tariffa”verde”ed è utile sottoscriverla?

Una tariffa verde è un’opzione che permette al consumatore di approvvigionarsi unicamente di energia prodotta da fonti rinnovabili: acqua, sole, vento, risorse geotermiche. In Italia, il 16% dei consumi elettrici sono soddisfatti grazie all’energia rinnovabile. Il ruolo del consumatore è molto utile per far crescere la cultura e la promozione di queste fonti che non emettono gas serra. Tuttavia, ad oggi, non tutti i contratti “verdi” sono supportati da una certificazione attendibile che ne garantisca l’effettiva rinnovabilità. WWF ed Altroconsumo suggeriscono di orientarsi verso proposte tariffarie che offrano qualcosa in più della semplice garanzia di origine. Anche in questo caso, prudenza e pazienza non guastano. Non c’è fretta di cambiare il proprio fornitore, meglio farlo con regole certe e benefici ambientali sicuri.

tariffe vuole cercare di chiarire tutti i dubbi dei propri utenti riassumendo le domande più frequenti sulle tariffe che riguardano l’energia elettrica.

Ecco le risposte ai vostri dubbi:

1. Cos’è la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica?

Il Decreto Legislativo n. 77/1999 ha decretato la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, anche detto Decreto Bersani. In particolare, dall’1 luglio 2004 si è liberalizzato il mercato dei clienti non domestici mentre dal 1 luglio 2007 è stato consentito l’accesso al mercato libero per tutti i consumatori. La conseguenza è che le attività di produzione, acquisto, vendita, importazione ed esportazione di energia elettrica sono libere mentre rimangono sotto controllo dello Stato e concesse al gestore della rete di trasmissione nazionale, le attività di trasmissione e dispacciamento.

2. Cosa succede se cambio fornitore di energia elettrica?

Cambiando venditore cambia solo la gestione commerciale della fornitura. L’energia elettrica continua ad essere consegnata attraverso le reti e gli impianti gestiti dall’impresa di distribuzione locale. A quest’ultima resta anche la gestione tecnica (gli impianti, i lavori sul contatore, etc.) e la lettura del contatore. La continuità del servizio resta assicurata.

3. E’ possile rimanere senza energia?

E’ assolutamente impossibile restare senza fornitura di energia elettrica: la quantità di energia corrispondente ai propri consumi è sempre assicurata e garantita dal distributore locale.

La possibilità di restare “senza corrente” si ha solo nel caso di insolvenza da parte del cliente o per impossibilità del sistema di soddisfare le richieste di energia; in questo caso si verifica un black out che interessa tutti gli utenti, qualsiasi sia il loro fornitore.

4. Quali sono i tempi di attivazione?

I tempi per l’attivazione di un contratto con un nuovo fornitore sono regolati dalla legge. In particolare, se si passa dal mercato vincolato al libero mercato, l’attivazione partirà dal primo giorno del secondo mese successivo al giorno in cui è avvenuta la richiesta di recesso dal fornitore precedente (per esempio se il contratto viene firmato il giorno 30 settembre, l’attivazione del nuovo contratto avverrà l’1 novembre).

5. E se non si cambia fornitore?

Chi decide di non cambiare fornitore pagherà nuove tariffe, ancora non definite, che in seguito alla liberalizzazione saranno calcolate diversamente da come vengono calcolate al momento.

6. Come si fa a cambiare fornitore?

Per cambiare fornitore è necessario firmare un nuovo contratto con un’impresa di vendita e comunicare il recesso all’attuale fornitore. Non è previsto alcun costo salvo le eventuali imposte di bollo relative al cambio di contratto . Spesso l’impresa di vendita prescelta si fa carico di gestire per conto del cliente la comunicazione del recesso al precedente fornitore; la lettera di recesso deve comunque essere firmata dal cliente.

7. Posso cambiare più volte fornitore?

Sì, basta sottoscrivere un nuovo contratto e rispettare i tempi di preavviso previsti per comunicare il recesso al vecchio fornitore. La prima volta che si sceglie un venditore se si vuole recedere dal contratto lo si deve fare almeno 30 giorni in anticipo mentre, per chi è già nel mercato libero e ha scelto una nuova tariffa, il preavviso varia a seconda dei fornitori fino ad un massimo di 6 mesi.

8. Come devo ricevere il contratto?

Deve poter essere visionata una copia del contratto prima di sottoscriverlo. Se l’accordo è concluso al telefono, il contratto deve essere consegnato al cliente entro 10 giorni.

9. Come faccio a capire chi mi conviene di più?

Sarà possibile capire la convenienza dei diversi fornitori nel momento in cui saranno disponibili tutte le tariffe e sarà possibile effettuare una comparazione a breve su SosTariffe.

Per valutare la convenienza di una nuova offerta bisogna verificare, oltre al prezzo del servizio e a tutte le possibili voci di spesa, anche i diritti e gli obblighi stabiliti nel contratto (ad esempio quanto dura il contratto, cosa succede in caso di pagamento in ritardo, etc.).

10. L’Autorità ha stabilito dei criteri a riguardo?

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha stabilito alcuni criteri, che i venditori devono rispettare, per facilitare le scelte dei consumatori. Al cliente verrà consegnata una scheda riassuntiva che riporta il prezzo del servizio, gli eventuali sconti o bonus previsti dal contratto e un calcolo di spesa per un cliente tipo sulla base dei prezzi in vigore al momento dell’offerta.

11. Qual è la tariffa elettrica più conveniente?

Ad oggi il mercato non offre particolari differenziazioni tra gli operatori e le tariffe sono molto simili. Nella scelta della tariffa bisogna verificare che il nuovo fornitore non offra un aumento della potenza del contatore, di cui non si ha bisogno. Questo introduce dei costi fissi maggiori rispetto alla tariffa attuale e solitamente determina un incremento dei consumi finali. Il vero risparmio si può ottenere con particolari accorgimenti sui risparmi energetici. In particolare è importante stare attenti agli stand-by lasciati accesi tutto l’anno: televisione, videoregistratori, modem, decoder, piccoli elettrodomestici, ricariche di cellulari, videocamere, etc. Questi consumi rappresentano il 10-15% dei consumi finali. Un altro accorgimento importante è la sostituzione delle lampadine tradizionali con lampadine a risparmio energetico. Con questa operazione si possono dimezzare i consumi e i costi dell’illuminazione. Infine, bisogna ricordarsi che sul mercato sono presenti elettrodomestici (frigoriferi) di classe d’efficienza superiore (A, A+ e A++).

12. La tariffa bioraria è conveniente?

La tariffa bioraria non è sempre più conveniente: dipende dal profilo dei consumi. Per un risparmio reale occorre che almeno il 67% del consumo di energia venga effettuato dalle ore 19 8 del mattino. Attenzione, però , perchè spesso la scelta di una tariffa bioraria si accompagna ad un incremento della potenza del contatore di cui non si ha bisogno. Dal punto di vista ambientale, consumare energia di giorno o di notte non fa alcuna differenza.

Solitamente, al di là di particolari esigenze, la tariffa tradizionale per residenti con potenza di 3 kW è l’opzione più conveniente.

13. Che si intende per tariffa”verde”ed è utile sottoscriverla?

Una tariffa verde è un’opzione che permette al consumatore di approvvigionarsi unicamente di energia prodotta da fonti rinnovabili: acqua, sole, vento, risorse geotermiche. In Italia, il 16% dei consumi elettrici sono soddisfatti grazie all’energia rinnovabile. Il ruolo del consumatore è molto utile per far crescere la cultura e la promozione di queste fonti che non emettono gas serra. Tuttavia, ad oggi, non tutti i contratti “verdi” sono supportati da una certificazione attendibile che ne garantisca l’effettiva rinnovabilità. WWF ed Altroconsumo suggeriscono di orientarsi verso proposte tariffarie che offrano qualcosa in più della semplice garanzia di origine. Anche in questo caso, prudenza e pazienza non guastano. Non c’è fretta di cambiare il proprio fornitore, meglio farlo con regole certe e benefici ambientali sicuri.

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