Tariffe Autostrade: entro 5 anni nuovi prezzi per tutti

Nel corso dei prossimi anni dovrebbero registrarsi una serie di importanti modifiche per la rete autostradale italiana. In particolare, come prescritto dal decreto Genova, il Governo punta a modificare tutta la struttura tariffaria della rete con importanti vantaggi per tutti gli automobilisti italiani. Entro 5 anni, infatti, ci dovrebbero essere nuovi prezzi ed un nuovo sistema per il calcolo per tutta la rete autostradale italiana. Ecco tutti i dettagli.

Ecco come cambieranno le tariffe autostradali in futuro

Con il decreto Genova, il Governo ha affidato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti il potere di determinare, in modo analitico, gli aumenti delle tariffe autostradali con l’obiettivo di porre un limite a quelli che il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Toninelli ha definito “maxi guadagni dei concessionari”.

I costi per accedere alle autostrade rappresentano, insieme ai costi del carburante (su cui pesano in modo notevolissimo le varie accise che, per ora, il Governo non ha intenzione di cancellare) ed ai costi dell’assicurazione auto, una spesa davvero considerevole per tutti gli automobilisti italiani che, soprattutto per questioni di lavoro, utilizzano molto le loro vetture.

L’obiettivo di Toninelli è di bloccare il rincaro dei pedaggi ed introdurre un sistema efficace in grado di portare ad una progressiva riduzione dei costi per gli automobilisti che utilizzano la rete autostradale italiana. Questa riduzione dei costi dovrebbe essere accompagna dall’introduzione di un sistema tariffario unico.

Come sottolineato in un post su Facebook da Toninelli, il nuovo sistema che permette all’Autorità di Regolazione dei Trasporti di determinare in modo analitico gli aumenti permetterà di dire addio ai “vantaggi sproporzionati basati su piani di investimento mai realizzati, d’ora in poi verranno riconosciuti solo gli investimenti realmente fatti e pertinenti con i servizi autostradali”

Nel corso dei prossimi anni, quindi, si dovrebbe registrare un radicale cambiamento nella determinazione delle tariffe autostradali. Secondo il parare del ministro, questa soluzione permetterà di ridurre i rincari evitando, quindi, le stangate con cui gli automobilisti hanno dovuto fare i conti in passato. Il nuovo sistema, secondo Toninelli, verrà applicato a tutte le concessioni autostradali nel corso dei prossimi cinque anni, al massimo.

Ulteriori dettagli sulla questione e sulla possibile modifica delle tariffe autostradali per gli automobilisti italiani arriveranno, di certo, nel corso dei prossimi mesi. La nuova normativa potrebbe, progressivamente, modificare il sistema di tariffazione autostradale ma i suoi effetti pratici potranno essere giudicati solo nel lungo periodo.
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Tariffe autostrade: Di Maio vuole imitare la Svizzera

Mentre la modifica al sistema delle tariffe autostradali è già iniziata, il ministro dello sviluppo economico Di Maio, un paio di settimane fa, ha lanciato un’interessante proposta relativa all’eliminazione dei caselli autostradali ed all’adozione del sistema utilizzato in Svizzera (ed in altri Paesi vicini all’Italia come l’Austria e la Slovacchia).

Il metodo svizzero prevede il ricorso alla Autobahnvignette, una vignetta obbligatoria che permette l’accesso alla rete autostradale del Paese. Di fatto, si tratta di un pass, della durata di 14 mesi, che, una volta acquistato, permette all’automobilista di utilizzare liberamente tutta la rete autostradale elvetica.

La proposta di Di Maio prevede l’introduzione di un sistema simile al Telepass, quindi diverso a quanto accade in Svizzera dove la vignetta è, di fatto, un adesivo che viene applicato sulla vettura che ha ottenuto l’autorizzazione ad accedere alla rete autostradale del Paese per un preciso periodo di tempo.

Questa proposta, per ora, è rimasta tale e, almeno nel breve periodo, non dovrebbe tradursi in nulla di concreto. In futuro, in ogni caso, l’ipotesi lanciata da Di Maio potrebbe essere riproposta ed anche in Italia potremmo registrare l’introduzione di un sistema simile a quello adottato dai nostri vicini svizzeri. Anche in questo caso, ulteriori dettagli arriveranno solo nei prossimi mesi.

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