Tariffa Rca: perché sale quasi sempre?

Rc auto alle stelle, una questione tutta italiana. Che non ha eguali in Europa: addirittura, paghiamo il doppio rispetto a quanto sborsano nei nostri vicini Paesi del Vecchio Continente. E perfino chi è in prima classe di merito subisce spesso rincari. Ma perché?

Caro-Rca, questione italiana

Primo: liberalizzazione farlocca

Anzitutto, qualcosa non ha funzionato a livello macroeconomico. Le tariffe Rc auto, sino al 1994, erano fissate da una commissione dello Stato. Dopodiché, s’è deciso di liberalizzare il settore Rc auto. E qui casca l’asino.

Infatti, se il mercato non è totalmente libero e competitivo, se l’accesso è permesso a tutti i competitor, allora le Rc auto scendono. Invece, da noi, le cose non stanno così.

Secondo le sigle della Carta di Bologna, capitanate da Davide Galli (Federcarrozzieri), ci sono non più di sei Gruppi che hanno in mano l’80% del mercato Rca.

Secondo: colpa nostra

Sì, è anche colpa nostra. Gli strumenti per indurre le Assicurazioni a farsi di più la guerra ci sono: dobbiamo dare la disdetta Rc auto ogni anno e cercare una Compagnia che costi meno.

Dobbiamo farlo ogni anno. È facile: ci sono i comparatori online che sfornano tariffe a tutto andare. Basta inserire pochi dati e il gioco è fatto.

Ma siamo tradizionalmente pigri a livello assicurativo: lo dicono le ricerche. Lo dicono i fatti. È anche la nostra mentalità che deve mutare, affinché ci si avvicini agli altri Paesi dell’Europa che conta.

Terzo: le truffe

Non c’è dubbio che, specie in certe zone del Sud (vedi Napoli e Caserta), le frodi nel settore Rc auto costituiscano una piaga. Difficilissima da combattere.

Va però detto che lo Stato ancora non ha creato un’agenzia anti-frode. E le stesse Compagnia si danno alla fuga da certe zone del Meridione, chiudendo anche gli uffici sinistri.

Le Assicurazioni si limitano ad alzare le tariffe Rc auto. Così, i furbetti della truffa vincono: ottengono il risarcimento con pochi rischi di subire indagini.

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