Targa auto smarrita: ecco cosa fare

Perdere la targa dell’auto (oppure essere vittima del furto di una o di entrambe, o averle così danneggiate da rendersi necessaria la loro sostituzione) ci impedisce di circolare con quel veicolo: è però possibile fare richiesta per una nuova immatricolazione ed iscrizione al PRA, seguendo attentamente una procedura piuttosto dettagliata. Qui di seguito, ecco tutti i particolari.

Tutte le procedure per una nuova immatricolazione ed iscrizione al PRA

Che cosa succede (e cosa si rischia) quando si perde la targa

Magari è caduta mentre sfrecciavamo in autostrada e non abbiamo sentito il tonfo. Magari abbiamo ritrovato la nostra auto rubata, ma purtroppo non del tutto intatta. O, ancora, qualche vandalo ha voluto giocarci un tiro ben poco gentile.

Comunque sia, la perdita della targa o di entrambe le targhe è una bella scocciatura, perché circolare senza è ovviamente vietato e sanzionato (e lo stesso accade nei casi in cui la targa è danneggiata o semplicemente sporca, quando cioè l’identificazione del veicolo e del suo proprietario non è agevole): oltre alla multa, infatti, c’è la sanzione amministrativa accessoria del fermo della vettura.

Tutti i passi da seguire per avere una nuova targa

La disciplina in caso di smarrimento, furto o distruzione della targa (una o entrambe, non si può circolare soltanto con una) è la stessa. La prima cosa da fare, come sempre in questi casi, è denunciare agli organi di Polizia l’accaduto; se nei quindici giorni successivi non si ritrovano le targhe, l’unica possibilità è quella di richiedere la reimmatricolazione e il rinnovo dell’iscrizione al PRA della vettura.

L’iter cambia a seconda che si sia in possesso della carta di circolazione e del certificato di proprietà oppure no (eventualità, quest’ultima, che può ad esempio verificarsi quando si ritrova la propria auto rubata ma senza più i documenti al suo interno, come il libretto o l’assicurazione auto, e senza targhe). Vediamo come ci si deve comportare in entrambi i casi.

Se si possiedono certificato di proprietà e carta di circolazione

Per prima cosa è bene stabilire chi può presentare la richiesta: l’intestatario oppure una persona incaricata, che però deve avere due deleghe (una per il PRA e una per la Motorizzazione Civile, cioè il modello TT2120) più, come di consueto, la fotocopia di un documento di identità o riconoscimento del delegante.
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Per quanto riguarda la documentazione vera e propria, si tratta di una serie piuttosto articolata di certificazioni e moduli, ovvero i seguenti:

  • Il modulo di richiesta di reimmatricolazione (mod. DTT2119), la cui versione “generica”, e quindi non precompilata per il PRA locale, può essere scaricata dal Portale dell’Automobilista, il sito del Ministero dei Trasporti che fornisce diversi servizi a chi guida. In alternativa, il modulo viene distribuito gratuitamente presso gli Sportelli Telematici dell’Automobilista del PRA e degli uffici provinciali della Motorizzazione Civile.
  • Il modulo di richiesta di rinnovo di iscrizione al PRA: è il Mod. NP2 (anch’esso scaricabile sui siti delle istituzioni relative oppure distribuito gratuitamente) e sopra va indicato anche il codice fiscale dell’intestatario
  • La carta di circolazione
  • Il certificato di proprietà (CdP)
  • Nei casi di furto, smarrimento o distruzione bisogna anche allegare la relativa denuncia presentata agli organi di pubblica sicurezza o una dichiarazione sostitutiva di aver reso denuncia con l’indicazione della data e del luogo dove è stata presentata
  • Le targhe deteriorate in caso di danneggiamento, e in caso di una sola targa rubata, smarrita o distrutta, la targa rimasta
  • La fotocopia del documento di identità/riconoscimento dell’intestatario (se il documento è redatto in lingua straniera, con tanto di traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, oppure da un traduttore ufficiale)
  • La dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’intestatario, se la residenza non è riportata sul documento presentato
  • La dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante per attestare la sede della persona giuridica, se l’intestatario è una persona giuridica (società, ente, associazione e così via)

Che cosa succede se il richiedente non è cittadino comunitario

Fattispecie specifiche sono quelle che riguardano i cittadini extracomunitari residenti in Italia. In questo caso, infatti, ci vogliono anche o la copia del permesso di soggiorno in corso di validità oppure  la copia del permesso di soggiorno scaduto con allegata la copia della ricevuta postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo, o ancora la fotocopia del documento di identità e fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio. Naturalmente è valida anche la copia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Se invece l’intestatario è un familiare extracomunitario di un cittadino dell’Unione Europea residente in Italia, serve la copia della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione Europea oppure copia della carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei.

Quanto costa una nuova targa

Per quanto riguarda i costi, si pagano 27 euro all’ACI, 32 euro di imposta di bollo per l’iscrizione al PRA, 10,20 euro di diritti DT, 32 euro di imposta di bollo per reimmatricolazione (più i costi legati ai versamenti postali). Per quanto riguarda il costo della targa vera e propria, questo è fissato dal Dipartimento dei Trasporti Terrestri: in linea di massima, con qualche eccezione territoriale (Aosta, Bolzano, Trento) costa sui 40-45 euro.

Quando non si hanno la carta di circolazione o il certificato di proprietà

Se non si ha il certificato di proprietà o la carta di circolazione, o in altri casi (ad esempio se il veicolo ha più di due destinatari o il veicolo è ancora in possesso del foglio complementare) bisogna prima rivolgersi all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (UMC) per reimmatricolare il veicolo e solo dopo chiedere al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) il rinnovo dell’iscrizione.

Da ricordare che in questo caso è necessario produrre anche il certificato di residenza dell’intestatario o dichiarazione sostitutiva di certificazione, qualora la residenza non sia riportata sul documento presentato, anche se l’acquirente è un cittadino italiano residente all’estero e iscritto all’AIRE (per i cittadini UE basta la fotocopia dell’attestazione rilasciata dal comune comprovante l’avvenuta richiesta di iscrizione anagrafica, oppure la fotocopia dell’attestazione di soggiorno permanente rilasciata dal comune di residenza).

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