Taglio da 14 miliardi alla bolletta di gas e luce: nuova strategia energetica nazionale

I prezzi dell’energia elettrica e il gas scenderanno per recuperare una maggiorazione di costi del 25% rispetto al centro Europa, secondo la nuova strategia energetica nazionale. E’ previsto un risparmio sulla bolletta energetica pari a 14 miliardi di euro l’anno, così come la diminuzione dall’84 al 67% della dipendenza energetica dall’estero e il rilancio dell’economia con 180 miliardi di euro. Di seguito, tutti gli obiettivi della nuova strategia energetica nazionale.

energia verde

Con uno scenario innovativo, sopratutto dal punto di vista ambientalista, e dopo mesi di audizioni, arriva l’ultima versione della Sen (Strategia energetica nazionale) elaborata dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, con la proiezione dell’Italia al 2020 in materia di energia.

I punti principali sono:

  • Discesa del prezzo dell’energia in bolletta, per allinearsi con quelli del resto dell’Europa Centrale, recuperando un aumento dei costi che ha raggiunto il 25%;
  • Risparmio sulla bolletta dell’energia pari a 14 miliardi all’anno;
  • Rilancio dell’economia con ben 170-180 miliardi di euro provenienti da privati;
  • Maggiore impulso alle energie rinnovabili al di sopra degli obiettivi europei, attorno al 20% dei consumi totali di energia elettrica (34-38% dell’elettricità);
  • Diminuzione dall’86 al 76% della partecipazione dei combustibili fossili, e
  • Rafforzamento della quota nazionale di produzione di idrocarburi.

Non mancano però le obiezioni, principalmente riguardanti gli strumenti per raggiungere gli obiettivi dichiarati, i quali sarebbero un po’ vaghi. Vediamo la nuova strategia nel dettaglio.

Le rinnovabili protagoniste della Sen

La nuova strategia nazionale risponde alla richiesta mondiale di fornire indicazioni per uno scenario di lungo periodo.

In particolare, al 2050, quando è prevista in Europa una diminuzione delle emissioni di gas serra dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990, il nostro Paese progetta di raggiungere una riduzione del 40% sui consumi rispetto al 2005 spingendo sull’efficienza energetica, e di superare il 55% dei consumi totali di energia rinnovabile.

In effetti sono le rinnovabili le protagoniste centrali della economia ambientale, dato che possono attrarre “investimenti nel mondo fino a circa 6.000 miliardi di dollari cumulati nel periodo 2012-2035, di cui 1.300 in Europa (in cui rappresenteranno circa il 77% degli investimenti in generazione elettrica). In Italia sono previsti nelle rinnovabili elettriche – inclusi i rifacimenti – circa 45-55 miliardi di euro di investimenti cumulati al 2020, con importanti ricadute su un settore industriale in cui l’Italia ha costruito competenze importanti“.

Stando a quanto riportato nel giornale La Repubblica, sebbene sia vero che nel nostro Paese le rinnovabili hanno comportato dei costi in bolletta, pari a 10,5 miliardi di euro l’anno, hanno inoltre “determinato benefici ambientali (ad esempio la riduzione di 18 milioni di tonnellate di CO2), occupazionali ed economici (tra cui la riduzione di importazioni di combustibili fossili per 2,5 miliardi l’anno e l’appiattimento della curva di domanda sul mercato all’ingrosso, con un valore stimato in circa 400 milioni di euro l’anno) e di sicurezza energetica“.

Nel settore del gas, è previsto che nei prossimi 20 anni cresceranno notevolmente le importazioni in Europa (circa 190 miliardi di metri cubi extra, secondo dati IEA).

L’Italia ha fissato l’obiettivo di aumentare l’attuale produzione di circa 24 milioni di boe/anno (barili di olio equivalente) di gas e 57 di olio, raddoppiando dal 7 al 14% il contributo al fabbisogno energetico totale e generando investimenti per 15 miliardi di euro.

Nella nuova strategia, è previsto inoltre il miglioramento dell’efficienza delle piattaforme, diminuendo del 5% l’occupazione di suolo per le attività di estrazione di idrocarburi.

I ministri Passera e Clini hanno dichiarato che “rispetto al documento messo in consultazione a ottobre, sono stati recepiti numerosi contributi. La modernizzazione del settore energia rappresenta un elemento cardine per la crescita sostenibile del Paese“, sottolineando questo documento di programmazione “era molto atteso dal settore” sin dall’ultimo PAN (Piano Energetico Nazionale), in 1987.

Ciononostante, il responsabile energia di Legambiente, Eduardo Zanchini, ritiene che “la Sen continua ad avere due punti deboli“, specificando dopo che “Il primo è che mancano indicazioni pratiche sulle misure di sostegno. Il secondo è l’omissione sul carbone: la quota di energia da carbone sta crescendo. Senza una carbon tax che freni l’inquinamento e offra il volano economico per gli investimenti virtuosi la strategia rischia di produrre poco di concreto“.

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