Taglio alle commissioni interbancarie: e se danneggiasse gli utenti?

Un taglio delle tariffe che finisce con lo svantaggiare gli utenti? Può sembrare un paradosso, ma secondo l’Abi questo sarà il risultato del previsto tetto alle commissioni interbancarie che il Parlamento europeo sta cominciando ad approvare proprio in questi giorni. Si tratta di costi intermedi che al momento sono invisibili per i titolare di un conto corrente, ma che rischiano di scaricarsi «a valle» su di loro.

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Secondo l'Abi, le banche potrebbero finire col rivalersi sugli utenti

La proposta della Commissione Ue, appoggiata dalla Commissione economica, è quella di tagliare allo 0,3% per le carte di credito e allo 0,2% per i bancomat (fino a un massimo di 7 centesimi) le commissioni interbancarie: un mercato che secondo le stime può valere fino a dieci miliardi di euro l’anno, e che pertanto l’Europa sta avvicinando con le dovute cautele (il voto finale potrebbe slittare anche a dopo il 7 luglio, quando inizierà il semestre di presidenza italiana).
Confronta offerte conti correnti
Secondo l’Abi, senza le commissioni interbancarie le banche saranno di fatto costrette ad aumentare i costi stessi delle carte per i possessori e quindi dei conti correnti, come in passato era già accaduto per Spagna, Usa e Australia. I problemi, secondo il Movimento dei Consumatori, è che le economie dell’Eurozona sono molto differenti tra di loro, per cui imporre un unico tetto è una decisione forzata; inoltre, non esiste ancora uno studio in grado di valutare l’impatto sulle singole economie e i commercianti, i grandi beneficiari del provvedimento visto l’abbassamento dei costi per loro, finiranno con il non trasferire il risparmio sui prezzi finali.

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