Stop Canone Rai in bolletta? bocciato per troppe criticità

Era tutto pronto per partire, ma il Consiglio di Stato ha detto NO: stop Canone Rai in bolletta, bocciato per troppe criticità in materia di privacy e non solo. Manca una definizione adeguata di “apparecchio televisivo“. Adesso il Mise deve rivedere il tutto se vuole risolvere questa clamorosa bocciatura in tempo.

Canone Rai in bolletta bocciato clamorosamente dal Consiglio di Stato

Stop Canone Rai in bolletta? Il Consiglio di Stato ha bocciato l’idea del Governo di introdurre il pagamento del canone televisivo nella bolletta elettrica. Troppe criticità, mancanza di definizioni adeguate, tempi strettissimi: ora abbondano le incertezze.

Ora il Ministero dello Sviluppo Economico, se vuole far partire il canone Rai in bolletta da luglio come pianificato, dovrà rivedere le modalità con cui riscuotere il canone. In teoria, la bocciatura del Consiglio di Stato non è vincolante ma molto probabilmente il MISE si adeguerà.

Niente Canone Rai in bolletta?

Secondo il Consiglio di Stato, manca un riferimento allo scambio dati tra vari enti fondamentale per l’addebito, ed è anche necessario un chiarimento su come verrà rispettata la normativa sulla privacy. Altra criticità riscontrata dal Consiglio è che “non tutte le norme risultano formulate in maniera adeguatamente chiara“.

D’altronde il MISE non ha dato un formale via libera al provvedimento, tramite il meccanismo del “concerto”. E non solo: il decreto non include una “definizione di apparecchio tv, e non precisa nemmeno se il canone si versa una volta sola nel caso di avere più televisori in casa.

Il Consiglio di Stato vuole che sia chiaro che una stessa famiglia deve versare il canone televisivo una sola volta, e unicamente se possiede una tv che riceve i programmi in maniera diretta o tramite decoder. Solo così il decreto chiarirà definitivamente che non i possessori di uno smartphone o un tablet non dovranno pagare, pur se oggi sono in grado di intercettare il segnale televisivo.
Con la tv streaming non paghi

Che succederà adesso?

Le criticità erano troppe, i tempi ristrettissimi. Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, spiega come continuerà questa storia:

«Ora Governo e Parlamento devono modificare urgentemente la legge di stabilità, rinviando le scadenza della prima rata al mese di ottobre. Erano troppi i quesiti ancora irrisolti».

L’UNC poi ha ricordato che nel modello di dichiarazione predisposta dall’Agenzia delle Entrate si fa riferimento alla nota emanata dal MISE il 22 febbraio 2012, per niente chiara e ormai superata. Massimiliano Dona spiega il problema:

«In pratica si costringeva il consumatore, ad esempio per le radio, a dichiarare il falso. La nota 2 della dichiarazione predisposta dall’Agenzia delle Entrate, infatti, fa riferimento agli apparecchi indicati nella nota del Ministero per lo Sviluppo Economico del 22/2/2012, nella quale le radio sono indicate tra gli apparecchi atti a ricevere. Di conseguenza, il modello costringeva il cittadino che possiede solo radio (e non deve, quindi, pagare il canone) a dichiarare il falso barrando ugualmente la casella, visto che non esiste altra strada per l’esenzione dal canone. Insomma come pretendere che il contribuente non faccia una dichiarazione non mendace, se non si spiega chiaramente cosa deve dichiarare?».

La situazione è più incerta che mai, e adesso bisognerà aspettare per capire che decisione prenderà il Governo e come il MISE pensa di risolvere questa clamorosa bocciatura.
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Aggiornamento al 22 aprile 2016: il Canone Rai si paga a partire da luglio 2016

Nessuna retromarcia da parte del Governo, malgrado l’opinione del Consiglio di Stato. Si va avanti quindi con il Canone Rai in bolletta a partire da luglio 2016.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, in una nota, ha chiarito la questione riguardante il concetto di apparecchio televisivo, sollevata dal Consiglio di Stato. Unicamente i proprietari di televisori sono tenuti a pagare il canone Rai, ovvero di “un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente (in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari) o tramite decoder o sintonizzatore esterno“, come precisa il sottosegretario alle Comunicazioni Antonio Giacomelli.

Per quanto riguarda il problema della privacy: il sottosegretario ha dichiarato che il Mise:

“ha inteso recepire e valorizzare suggerimenti del Consiglio di Stato, sicché anche a seguito di una costruttiva interlocuzione con il Garante Privacy, nella versione finale del decreto ministeriale si sono previste specifiche disposizioni a tutela della riservatezza dei dati personali e si è altresì stabilito che le imprese elettriche tratteranno i dati acquisiti esclusivamente ai fini dell’addebito delle rate relative al canone Rai nella fattura elettrica o del rimborso del canone non dovuto, nonché ai fini del riversamento delle somme relative al canone Rai all’Erario”.

I tempi erano troppo stretti però, e così il Governo ha deciso di prorogare il termine della presentazione della dichiarazione sostitutiva per chiedere l’esenzione del canone televisivo, inizialmente prevista per il 30 aprile. Con il nuovo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, ci sarà tempo fino al 16 maggio 2016 per presentare la dichiarazione cartacea oppure online.

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