Stop al Centro Olio di Viggiano, ma eni torna a investire

Si è fermato ieri il più grande impianto di processo upstream d’Europa, il Centro Olio Val d’Agri di eni, a Viggiano: uno stop di una ventina di giorni al giacimento lucano (che contribuisce all’80% della produzione di petrolio italiana) dovuto alla necessità di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, per effettuare le verifiche ispettive e infine predisporre le attività preliminari all’avvio della V linea di trattamento gas.

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In programma la manutenzione straordinaria e la predisposizione delle attività preliminari all’avvio della V linea di trattamento gas

Proprio questa linea di trattamento è essenziale per far salire la produzione a 104mila barili al giorno, incrementando così la produzione italiana, segnale della ripresa degli investimenti nel settore oil&gas nostrano.
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Come ha spiegato eni, per la fermata del Centro Olio «sono stati previsti 35 milioni di euro di investimenti con un incremento di occupazione dell’indotto pari a oltre 1.200 lavoratori (il 66% sono lucane). Una somma che si aggiunge ai circa 250 milioni di euro previsti per la realizzazione della quinta linea».

L’obiettivo è quindi quello di ottimizzare gli impianti, migliorando anche i sistemi di alimentazione elettriche con positive ricadute sull’ambiente e la sicurezza dell’impianto, come ha ricordato Franco Terlizzese, direttore generale per le risorse minerarie ed energetiche del Mise.

Sarà necessario, per mantenere il ritmo degli 80-85mila barili al giorno, sbloccare le autorizzazioni a estrarre nel giacimento della Val d’Agri, di buon potenziale; anche l’Europa, ricorda Terlizzese, ha chiesto ai Paesi membri di incrementare le produzioni nazionali.

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