Stati Uniti, successo per il nucleare «pulito»

Una possibile svolta arriva da oltreoceano per il mondo dell’energia: per la prima volta, infatti, un processo di fusione nucleare effettuato in un esperimento negli Stati Uniti e riportato su «Nature»  ha prodotto più energia di quanta ne è servita per innescarlo.

Livermore-laboratories
Ma gli ostacoli tecnici restano ancora molti

Un primo passo importantissimo, ottenuto nel centro di ricerca statunitense del Lawrence Livermore Laboratory, in California. Durante l’esperimento si è riusciti ad avviare il processo di fusione in una piccola pastiglia (grande all’incirca quanto un pisello) di deuterio e trizio grazie all’apporto di 192 laser, secondo la tecnica definita di «confinamento inerziale». Nel processo di ignizione l’energia ottenuta dalla compressione e implosione del combustibile è stata di dieci volte superiore a quella ottenuta finora in esperimenti di fusione, con ridottissima produzione di scorie.
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Quello americano non è però l’unico progetto volto a ottenere un nucleare «pulito». In Europa, e precisamente in Francia, è in preparazione il progetto Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), un reattore sperimentale a fusione che costerà 15 miliardi di euro e sfrutterà il principio del confinamento magnetico. Inutile sottolineare come in entrambi casi, comunque, la strada da fare sia ancora molto lunga, e che gli ostacoli tecnici al momento sono ancora di difficilissima risoluzione. Intanto, però, il gruppo di ricerca californiano dei Livermore Labs, guidato da Omar Hurricane, ha registrato un successo destinato a fare scalpore.

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