Startup ed energia, ecco la digital energy

Tra cervelli in fuga e angel investors, se l’Italia ha davvero una possibilità di cavarsela nel dopo-crisi sarà, secondo molti, merito delle startup. Al di là di un certo compiacimento verso il concetto di startup in sé – non tutto quello che è ipertecnologico, giovane e in ansiosa attesa di fondi è per forza buono – è indubbio che il talento e le idee rappresentino un vantaggio competitivo non da poco per chi è in grado di sfruttarlo. Anche (e forse soprattutto) nell’energia, una delle grandi sfide del ventunesimo secolo.

Digital-energy
15 finalisti per il Digital Energy Tour, tra app innovative e domotica

Scoprire questi talenti è stato lo scopo del Digital Energy Tour, iniziativa promossa da Legstartambiente, Gse e Sviluppumbria per trovare in giro per l’Italia idee vincenti su smart grid ed efficienza energetica.  Il tour ha individuato 15 finalisti, che hanno appena presentato a Terni i loro progetti.
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Le idee spaziano dagli alberghi controllati dalla domotica avanzata, autogestito dai clienti, alle app per prenotare parcheggi e ricariche per le auto elettriche, passando per i programmi fedeltà che trasformano in moneta virtuale i comportamenti virtuosi delle aziende (un po’ come i Solarcoin). Soprattutto sembra emergere la figura del prosumer, cioè di quel consumatore autosufficiente che si produce da sé l’energia e vende l’eccedenza sul mercato. È la digital energy: efficiente, rinnovabile e distribuita, pensata con logiche diverse da quelle della vecchia rete elettrica e che – si spera – potrà far fare il salto di qualità a un Paese ancora troppo indietro nelle sue politiche energetiche.

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