Start Mapp

Se l’epicentro è la Silicon Valley, Skolkovo in Russia è un’adeguata periferia della tecnologia. Se San Francisco è innovativa, Los Angeles non lo è da meno. Tel Aviv, Pechino, San Paolo, Toronto, anche lì si pensa digital e si pensa alla grande, alla grandissima.

Non solo Silicon Valley: in ogni angolo del mondo sorgono distretti hi-tech pronti a rivoluzionare la nostra visione d'impresa

Nuovi distretti hi-tech li chiamano e sono meravigliose cittadelle ricche di cultura, innovazione ed eccezionale senso di misura verso le cose. Siamo abituati a parlare di Facebook e Google e a tracciarne le origini finendo sempre al solito posto: Silicon Valley. Ma quando ci spostiamo dalla grande mela di Steve Jobs e dai soliti baluardi, Intel, Microsoft e i soliti noti, scopriamo davvero un universo che guarda al futuro in ogni parte del mondo.

Un mondo globalizzato e sempre più digital, un mondo dove vengono alla ribalta dei fenomeni sociali sotto una visione sempre più tecnologica: i nuovi distretti hi-tech sono infatti il vero e proprio riflesso di una cultura strettamente connessa al territorio nel quale sorgono.

Prendiamo ad esempio la Silicon Valley, ci si chiede a cosa sia dovuto il proliferare di tutte questi miracoli digitali, la risposta è semplice in effetti, in California esiste un mix socio-culturale che permette tutto ciò in modo assolutamente naturale: forte propensione imprenditoriale da parte degli abitanti, ottimo sistema universitario e una giusta pressione fiscale.

Stesso discorso nel meno celebrato Israele. Secondo alcune importanti statistiche non a caso Israle per numero di abitanti ha la maggiore concentrazione al mondo di start up, una su 1841 abitanti! Incredibile ma vero! E tutto ciò, secondo gli esperti è anche facilmente spiegabile. Vivere alla giornata cercando di superare alcune difficoltà connesse ad una concezione del rischio davvero elevata, e un’esperienza in ambito militare dove si viene a contatto con un apparato bellico ultra-tecnologico consente ai giovani israeliani di avere tutte le carte in regola per diventare giovani startupper di successo.

Israele è un caso europeo, o forse medio-orientale di territorio feritile per l’esppolosione del digitale. Nel vecchio continente invece è proprio dove si stenta ancora a creare mentalità. Cultura e innovazione a livello sociale, e i distretti hi-tech scarseggiano. Se non consideriamo Londra e Berlino, capitali hi-tech europee l’unico esempio di cittadella vera e propria è nei pressi di Parigi.

Paradossale da un lato, perché la Francia digitalmente non ha molto di più dell’Italia. App celebri come Bla Bla Car e poche altre innalzano il valore dei transalpini nel ranking mondiale, ma l’Italia con Milano in testa, non è tutto sommato troppo indietro. Il problema italiano è insisto nella mentalità degli stessi imprenditori prima che delle istituzioni, segnalano gli esperti. Se in California ‘fallire’ è sinonimo di esperienza che fa curriculum, nel paese di Leonardo e Michelangelo l’imprenditore che si macchia di sconfitta aziendale è ancora bagnato da un’onta insormontabile.

Milano ha tutto volendo per competere a livello europeo; il sistema universitario marcatamente privatizzato lo potrebbe sostenere con una visione moderna delle cose, un tessuto industriale comunque sempre di livello mondiale e una robustezza in termini di capacità produttiva caratterizzano da sempre la regione Lombardia e la sua capitale meneghina. Però, al di là dei buoni propositi si fa fatica. Si fa fatica a vedere sorgere tanti luoghi di condivisione digitali, tanti luoghi dove giovani startupper possono condividere le loro idee, lavorare e sognare in grande. Si fa fatica sempre tenendo presente il confronto coi giganti che vengono dall’estero.

Il caso russo è uno dei più discussi al mondo. Fortemente voluto da Putin, la Russia ha messo in piedi Skolkovo. Cittadella ultratecnologica che è stata tacciata dall’opinione pubblica sovietica come fonte di sprechi inimmaginabili. Si parla di circa 740 milioni di euro distratti da manager pubblici spericolati che hanno speculato sull’intento iniziale e di fatto Skolkovo ancora non decolla.

In Canada la situazione presenta alcune analogie, Waterloo nei pressi del lago Ontario è la vera base digitale canadese, anche qua: territorio fertile, banche accondiscendenti e voglia di fare, ma le cose non sembrano aver preso una piega come si era immaginato all’inizio. Il Canada è diviso in due realtà digitali prepotentemente divise: Toronto e Vancouver, un duello saporito, dai contorni tipicamente campanilistici, un dualismo che non ha consentito l’ascesa di un’unico modo di vedere le cose, per un paese enorme ancora troppo disabitato e “sparpagliato” demograficamente.

L’oriente, con Cina e Giappone presenta anch’esso punti di confronto davvero interessanti. I giapponesi hanno insegnato a molti come si fa impresa. Sono stati i primi a far capire come si risorge socialmente da una disfatta incredibile come la seconda guerra mondiale: vedesi il caso Toyota. Non sembra però un paese quello nipponico capace di convertire l’industria di massa al concetto principe dell’economia digitale: il networking. Chi infatti investe nel digitale non ha più in testa il modello Ford, deve assolutamente socialzzare prima di concentrare muscoli e forza nella produzione di massa.

Pare forse la Cina più adatta, anche se vive un web tutto suo da “secoli”. Baidu è forte quanto Google, Alibaba quanto Amazon. Facebook non piace al partito, e vivere sereni vuol dire anche interpretare secondo l’opinione pubblica l’esigenza digital. Applicazioni legate a intrattenimento e inquinamento vanno fortissime da quelle parti, meno invece tante altre, che potrebbero diseducare il palinsesto del cittadino medio abituato ai dettami del partito.

Abbiamo una Start Mapp ricca, ricchissima e piena di interessanti luoghi da scoprire. Non manca all’appello nemmeno l’esplosione del Brasile, i miglioramenti di Messico e Argentina, tutti nel bene o nel male sempre più digital. Anche realtà piccole ma significative si contraddistinguon. Basti pensare alla fertile Amsterdam e alla forse ancora più fertile Stoccolma. La Svezia infatti nel digitale è una mina vagante che presenta risorse davvero infinite. Il paese nordico è infatti, secondo alcune statistiche tra i consumatori elettronici più evoluti in Europa, e ha un tessuto di start up davvero florido che lascia sbigottiti.

In Italia si discute di banda larga e di agenda digitale da mesi. Si sente la volontà ma non la partecipazione da parte di tutti. Si sentono dibattiti intensi ma ancora troppo attaccati a concetti antichi di velocità online e di qualche appuntamento mancato con un qualcosa che non pare nemmeno troppo identificato dagli stessi interlocutori, in Italia non manca realmente un distretto hi-tech, manca la volontà hi-tech.

Confronta Offerte Internet Mobile »

Commenti Facebook: