Spesa per mantenere un conto corrente 2012: l’evoluzione degli ultimi anni

Fra tutti i prodotti bancari e non solo per la gestione e il movimento di denaro quotidiane senza alcun dubbio quello più diffuso, e in molti casi indispensabile, è il conto corrente. Quanto può costare mantenere un conto corrente nel 2012? Sarà più o meno caro rispetto che agli anni passati? Abbiamo cercato di capirlo anche per aiutare a districarsi nella spesso complicata giungla delle offerte dei diversi Istituti Bancari. 

Il conto corrente è lo strumento che più viene utilizzato sia da privati che aziende e che spicca per praticità e semplicità di utilizzo visto che in molti casi i conti sono accessibili direttamente dia pc domestici e aziendali senza bisogno di particolari strumenti o accessori.
Dal punto di vista dei privati il conto corrente è sempre più, se non esclusivamente, il luogo virtuale all’interno del quale vengono depositati stipendi o pensioni nonché dove vengono addebitate bollette e pagamenti rateali quali mutui e finanziamenti. In moltissime di queste eventualità il conto corrente è anzi un requisito fondamentale per poter accedere a finanziamenti e per poter usufruire di un mutuo a tutti gli effetti.

Per quanto riguarda le aziende senza dubbio il conto corrente è lo strumento privilegiato per pagamenti e spostamenti di cifre nonché per sopperire di tutte le spese che un’azienda si trova ad affrontare, sia a livello nazionale che internazionale.

In poche parole si può affermare senza alcun tentennamento che il conto corrente è il principale protagonista finanziario d’Italia, nonostante i più stretti controlli a cui sarà sottoposto nell’arco del prossimo anno secondo le ultime normative in materia.

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 Ma cos’è in definitiva un conto corrente?

Il conto corrente è uno strumento nato come bancario, ma poi diffusosi anche ad altre tipologie di enti e istituti che comunque ne hanno mantenute intatte le caratteristiche, che permette al titolare o possessore del conto di utilizzare moneta bancaria, o elettronica, per i proprio acquisti o per gli spostamenti della stessa.
Essenzialmente quindi gli elementi che determinano l’esistenza di un conto bancario sono l’ente erogante, il proprietario e la movimentazione delle somme all’interno del conto stesso.
Dal 2008 a definire l’unicità di un conto corrente è il codice IBAN, ossia un codice alfanumerico (in Italia composto da 27 cifre) che permette l’identificazione del proprietario del conto. Al conto corrente vengono spesso abbinati servizi aggiuntivi, che sono quelli che vanno ad incidere sulle spese di gestione, come bancomat, carte di credito e possibilità di rilasciare assegni.

Quali sono i costi fissi di un conto corrente? E i costi di gestione?

In qualità di servizio erogato è ovvio che il conto corrente abbia dei costi fissi ai quali sopperire che vengono stabiliti in fase di creazione del conto stesso e che garantiscono i servizi stipulati in fase di contrattazione.
Uno di questi costi è l’imposta di bollo obbligatoria per tutti i prodotti bancari che viene pagata a cadenza annuale e che ammonta a 34,20 euro. Molte banche propongono però delle nuove aperture di conto a tasso agevolato che non prevedono questa imposta. Utilizzando il nostro strumento di SOS Tariffe per un breve confronto fra i vari prodotti si potranno individuare quelli adatti alle proprie esigenze e che garantiscono sconti davvero convenienti.

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I costi di gestione di un conto corrente si compongono essenzialmente di due tipologie di spesa ossia quelle fisse che rivestono una percentuale pari al 57,3% e quelle variabili pari al 26,2% e quelle relative alle commissioni sugli utilizzi a debito (ossia il ben più noto andare in rosso) che ricoprono una percentuale pari al 16,5%.

Se si guardano i dati degli scorsi anni si può facilmente notare come nel corso del 2011 le spese fisse siano diminuite fino al 7% compensate dall’aumento delle spese di invio dell’estratto conto (aumentate di 0,2 euro). E’ da evidenziare anche come le commissioni siano calate di 1,7 euro mentre siano invece aumentate di 1,5 euro, sempre nell’arco del 2011, le spese variabili. In definiva quindi le spese di gestione di un conto corrente possono arrivare fino a 27,7 euro annui.

Ma oltre alle spese di imposta di bollo com’è stato l’andamento dei costi di gestione negli ultimi anni?

Diversamente da quanto si possa pensare e da quanto la nostra situazione economica lascia ad immaginare le spese di gestione e utilizzo del conto corrente hanno avuto una tendenza in diminuzione negli ultimi tre anni. Questo calo è senza dubbio da attribuire alla progressiva diminuzione delle spese fisse e di quelle relative alle commissioni, in questo caso arrivate ad annullarsi per alcune banche.

Secondo la recente indagine della Banca D’Italia la spesa di gestione del conto corrente (ovviamente calcolata secondo una media nazionale delle spese) è passata dai 114 euro previsti nel 2009 ai 110 del 2010 fino ad arrivare ai 105,7 del 2011.

Come scegliere il prodotto adatto alle nostre esigenze?

Trovare fra le varie proposte il prodotto più adatto alle nostre esigenze è senza dubbio una necessità e la scelta deve quindi essere effettuata valutando le nostre effettive richieste e l’utilizzo che andremo poi a fare dello strumento.
Attraverso il nostro strumento di comparazione inoltre si possono visualizzare anche le numerose offerte che varie banche mettono a disposizione degli utenti che attivano un conto direttamente via web.

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