Spagna: i siti P2P sono legali

In Spagna le reti P2P (peer to peer) di file sharing per scaricare musica, film e videogiochi sono più legali che mai. La sentenza spagnola passerà alla storia e apre le porte a un dibattito ancora tutto da intavolare sulla violazione del copyright. I motori di ricerca per P2P sono legali, anche se istigano all’illegalità.

Il tribunale di Barcellona ha assolto il primo sito ‘peer to peer’ (P2P, di scambio files in internet) ad essere stato portato in tribunale per un presunto reato contro i diritti d’autore.

Questo almeno è la dottrina che è derivata dalla Corte N. 7 di Barcellona respingendo la richiesta della Società Generale degli Autori ed Editori (SGAE) contro Gesù Guerra, accusato di aver violato attraverso il sito web della Elrincondejesus la proprietà intellettuale delle opere musicali.

Il giudice ha stabilito che offrire link che rimandano ad altri contenuti – anche coperti da copyright, come succede nei P2P – non è illegale.

“In senso lato”, spiega la sentenza, “il sistema di links costituisce la base stessa di internet ed una moltitudine di pagine (come Google) fanno ciò che si vuole impedire con questa causa”.

Secondo il giudice inoltre “le reti P2P, in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non vulnerano alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale”.

Tuttavia, secondo la nostra opinione, la differenza tra un sistema di link finalizzato all’informazione (come Google) e un sistema che ha come oggetto il scambio di file per la quasi totalità illegali (caso di Thepiratebay) è determinante. Il mezzo non giustifica sempre il fine.

e reti P2P (peer to peer) di file sharing per scaricare musica, film e videogiochi sono più legali che mai. La sentenza spagnola passerà alla storia e apre le porte a un dibattito ancora tutto da intavolare sulla violazione del copyright. I motori di ricerca per P2P sono legali, anche se istigano all’illegalità.

Il tribunale di Barcellona ha assolto il primo sito ‘peer to peer’ (P2P, di scambio files in internet) ad essere stato portato in tribunale per un presunto reato contro i diritti d’autore.

Questo almeno è la dottrina che è derivata dalla Corte N. 7 di Barcellona respingendo la richiesta della Società Generale degli Autori ed Editori (SGAE) contro Gesù Guerra, accusato di aver violato attraverso il sito web della Elrincondejesus la proprietà intellettuale delle opere musicali.

Il giudice ha stabilito che offrire link che rimandano ad altri contenuti – anche coperti da copyright, come succede nei P2P – non è illegale.

“In senso lato”, spiega la sentenza, “il sistema di links costituisce la base stessa di internet ed una moltitudine di pagine (come Google) fanno ciò che si vuole impedire con questa causa”.

Secondo il giudice inoltre “le reti P2P, in quanto mere reti di trasmissione di dati tra privati, non vulnerano alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale”.

Tuttavia, secondo la nostra opinione, la differenza tra un sistema di link finalizzato all’informazione (come Google) e un sistema che ha come oggetto il scambio di file per la quasi totalità illegali (caso di Thepiratebay) è determinante. Il mezzo non giustifica sempre il fine.

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