Sospensione mutuo: in quali casi è concessa?

In alcune fattispecie – come la disoccupazione o l’insorgere di un grave handicap – è possibile richiedere la sospensione del mutuo, per un massimo di 12 rate, con domanda da effettuarsi alla propria banca. Qui di seguito, vediamo con più precisione quali sono i requisiti da rispettare per poter accedere a questa possibilità, resa praticabile grazie al Fondo di Solidarietà dei Mutui.

Tutte le fattispecie, dalla disoccupazione alla cassa integrazione

Che cos’è la sospensione della rata del mutuo

Il mutuo è il finanziamento a lungo termine per eccellenza: con il pagamento di una rata mensile per venti o trent’anni, possiamo comprare la casa dove viviamo e diluire nel tempo il costo d’acquisto. Al giorno d’oggi, però, tra il tramonto, per molti, del lavoro sicuro e a tempo indeterminato, è difficile poter assicurare con certezza che non ci saranno mai problemi nel pagamento puntuale delle rate. In alcuni casi, le difficoltà finanziarie dovute alla perdita del lavoro o a spese improvvise possono rendere impossibile sborsare una somma di mille e più euro senza un giorno di ritardo. In questi casi la possibilità a disposizione dell’acquirente è costituita dalla sospensione del mutuo.

Quando si può richiedere la sospensione

Il Fondo di Solidarietà dei Mutui è nato proprio per permettere a chi sta attraversando un periodo difficile di prendersi una pausa dal pagamento delle rate, ovviamente prolungando la durata del mutuo. La durata limite è di 12 rate e il periodo per il quale può essere consentita la sospensione è relativo alla rate in scadenza nel triennio 2015-2016-2017, ma non tutti possono accedere sempre e in ogni circostanza a questa possibilità, per limitarne il ricorso.
Confronta le proposte per i mutui
Il mutuatario può chiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per un massimo di due volte se:

  • è rimasto disoccupato, con perdita del posto di lavoro a tempo determinato o indeterminato o dei rapporti lavorativi di cui all’art. 409 del cpc (a tal fine dovrà essere presentato il provvedimento di licenziamento);
  • per un grave handicap che influisce sulle sue condizioni fisiche o condizione di non autosufficienza certificata dalle ASL;
  • in caso di morte (dovrà essere presentato il relativo certificato del de cuius);
  • per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’emanazione di provvedimenti di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito come Cig, Cigs, ammortizzatori sociali in deroga e così via (bisogna presentare la comunicazione del datore di lavoro).

Oltre a queste tre possibili condizioni, il reddito Isee non deve essere superiore a 30.000 euro e l’importo del mutuo non superiore a 250.000 euro per l’acquisto di un’immobile non di lusso adibito ad abitazione principale.

Infine, non bisogna essere stati soggetti non pagatori di rate per un periodo superiore a 90 giorni, altrimenti quelle per cui si è superato il limite di 90 giorni verranno considerate già come rate sospese e cumulate nel monte delle 12 rate massime spendibili.

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