Siria: tutte le news sul possibile conflitto

La guerra civile siriana, che ha animato ultimamente l’agenda della comunità internazionale, è l’evento di politica estera ad oggi più seguito e monitorato, visto che coinvolge l’area di influenza delle più importanti potenze mondiali, il medio oriente.

Consiglio di sicurezza ONU
Diplomazia ed ONU ancora a lavoro

E’ da qualche anno, esattamente dal 15 marzo 2011, che le truppe governative si affrontano con i miliziani della Coalizione Nazionale Siriana, un gruppo rivoluzionario che è nato con lo scopo di rovesciare il regime autoritario di Bashar Hafiz al-Asad, il rais che dal 2000 ha in mano il governo della Siria, dopo essere succeduto al padre.

Dopo parecchi mesi di “sordità” da parte dei media e della comunità internazionale, più concentrati nella situazione geopolitica e destabilizzante creatasi a seguito dell’ormai nota “Primavera Araba”, ultimamente i riflettori si sono spostati sempre più verso la Siria e verso Damasco, la capitale degli scontri. Viste le migliaia di vittime e soprattutto considerando le atrocità commesse da entrambi gli schieramenti, supportati sia dagli occidentali che dagli storici protettori della Siria, le stesse Nazioni Unite hanno deciso di procedere a tutte le verifiche del caso, per scongiurare il proseguimento del conflitto.

L’attività dell’ONU non ha però dato risultati significativi (politicamente parlando, visto che per i rifugiati gli sforzi compiuti sono stati immani), almeno fino a qualche giorno fa. Questo perché non appena il governo americano ed alcuni paesi occidentali hanno preso posizione contro l’uso sospetto di armi chimiche, bandite dalla comunità internazionale, da parte del regime di Assad, l’argomento è arrivato sul tavolo della comunità internazionale, con priorità assoluta.

I due blocchi, quello occidentale capeggiato dagli USA, e quello filo-governativo, supportato dalla Russia in particolare, sono arrivati quasi ad un conflitto armato, dopo i continui richiami delle Nazioni Unite, e dopo l’ennesimo genocidio compiuto nei confronti del popolo siriano. E così, minacciati interventi militari americani, e dislocate forze aero-navali sul mediterraneo, la crisi globale è arrivata quasi ad aprirsi in tutte le sue più tragiche conseguenze, dopo che la stessa Russia ha preso posizione nei confronti degli USA, come storicamente avviene, minacciando rappresaglie durissime all’azione militare.

E così, dopo l’ultimatum risolto con la diplomazia e col dialogo, che ha visto protagonisti i ministri degli esteri USA  Kerry e russo Lavrov, la soluzione è arrivata con un compromesso senza precedenti nella storia della diplomazia. Asad si è impegnato davanti all’ONU ad indicare i depositi di armi chimiche tempestivamente e chiaramente, ed a garantire la loro distruzione sotto il controllo della comunità internazionale, mentre gli USA, i più intraprendenti, allo stesso tempo hanno quindi rinunciato a qualsiasi rivalsa militare.

La mediazione della Russia, a nostro avviso fondamentale, ha quindi consentito di evitare l’ennesimo conflitto, che avrebbe potuto avere delle conseguenze terribili e globali. Proprio ieri la risoluzione delle Nazioni Unite (Consiglio di Sicurezza) che è stata approvata, ha visto un voto unanime di tutti i componenti per ratificare quanto pattuito, e per dare inizio alla fase operativa. Importante è stata l’esclusione dell’uso della forza, in caso di inadempimento degli obblighi; possibilità che gli USA non hanno comunque totalmente scartato in caso di mancata collaborazione del regime siriano.

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