Shale gas: la Merkel apre le importazioni di gas scisto

Angela Merkel apre all’importazione di shale gas dagli Stati Uniti, come alternativa per rompere la dipendenza dalla Russia. Entro 3 mesi, il Consiglio europeo dovrebbe stabilire i percorsi da seguire per individuare una reale alternativa al gas russo che, stando ai dati statistici del 2010, rappresenta oltre il 32% delle importazioni totali di energia dell’Unione Europea.

shale gas, la posizione europea
La Germania potrebbe importare gas scisto dagli USA

Qualche giorno fa il Consiglio europeo di Bruxelles è stato testimone di una svolta impensata, ovvero l‘apertura della cancelliere tedesca all’importazione di shale gas americano. Alla base di questa decisione, logicamente, vi è la crisi ucraino-russa, che rimetterebbe in gioco tutti gli equilibri energetici del pianeta.

Con l’annessione della Crimea, la Russia fa risparmiare alla Gazprom una cifra che si aggira, secondo i diversi specialista, intorno ai 10 miliardi di dollari (secondo Andràs Jenei, consulente del ministero dello Sviluppo ungherese) o addirittura ai 20 miliardi di dollari (secondo il periodico russo Ekspert). Per questo motivo, la Merkel ha deciso di guardare verso ovest e aprire ad un’eventuale diversificazione delle fonti di energia in Europa.

I capi di stato e di governo dell’Unione Europea hanno dato mandato alla Commissione di stabilire entro 3 mesi gli eventuali percorsi da seguire in alternativa al gas russo che nel 2010 rappresentava il 32% del totale delle importazioni di energia dell’UE. In futuro, si stima che il tasso di dipendenza energetica dell’UE da risorse extraeuropee passerebbe dal 60% all’80%.

Nel caso particolare della Germania, per tagliare le importazioni dalla Russia si potrebbe importare shale gas americano (gas scisto), “se gli USA decideranno di esportarlo”, ha dichiarato la cancelliere.

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