Seggiolini anti abbandono: nuova legge in arrivo

Saranno obbligatori anche in Italia i seggiolini che impediscono di dimenticare i bambini in auto: manca soltanto il decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per sapere se basterà adeguare i seggiolini già esistenti con appositi allarmi o se sarà obbligatorio comprare nuovi dispositivi, per tutti coloro che in auto trasportano minori inferiori ai 4 anni.

Ancora da decidere le specifiche dei nuovi dispositivi

I nuovi seggiolini obbligatori da luglio

Specialmente durante la stagione più calda, purtroppo, nelle pagine della cronaca dei giornali si leggono notizie relative a neonati o bambini piccoli dimenticati dai genitori sul seggiolino posteriore dell’auto, con conseguenze che possono essere fatali. Per scongiurare simili situazioni, da tempo sono allo studio soluzioni in grado di avvertire il guidatore che sta per lasciare l’auto della presenza dei bambini, e proprio per questo a partire dal 1° luglio 2019 tutti i genitori dovranno per legge munirsi di dispositivi come i nuovi seggiolini anti-abbandono.
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Chi è soggetto all’obbligo

L’obbligo riguarda i conducenti di veicoli di categorie M1, N1, N2, N3 immatricolati in Italia, ma anche immatricolati all’estero e guidati da residenti in Italia, che trasportano bambini con età non superiore a quattro anni. La norma (che si aggiunge a quella già esistente sull’obbligo del seggiolino) è stata approvata a settembre da Camera e Senato e ora l’ultimo passaggio è il decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per stabilire le specifiche dei dispositivi. 

Questo significa che ancora non si sa se sarà possibile dotare di sensori specifici un seggiolino già esistente o sarà obbligatorio acquistarne uno nuovo (con una spesa che si ipotizza tra i 150 e i 350 euro, che va quindi ad aggiungersi alle altre per la sicurezza del veicolo come l’assicurazione auto).

Le sanzioni per chi non si adegua

Per quanto riguarda le sanzioni comminate a chi non si adegua, si parla di multe da 81 a 326 euro e di una decurtazione di 5 punti sulla patente, con pene più gravi per chi è recidivo; un’infrazione del genere rilevata una seconda volta entro due anni causa la sospensione della patente da 15 a 60 giorni.

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