Scende il prezzo del gas ma la bolletta aumenta: ecco perché

Dopo l’ultimo taglio sul prezzo del gas ad aprile, si potrebbe pensare che la spesa sarà più bassa. Tuttavia, gli effetti positivi non si vedono: i conti addirittura sembrano essere sempre più elevati. La colpa è di alcune voci in bollette (tasse, incentivi, contributi, etc.) che pesano molto sul costo finale e che fanno lievitare la spesa, anche non necessariamente essendo chiaro il perché.

le voci di costo della bolletta del gas
Se il prezzo del gas metano scende, perché le bollette salgono?

Nella bolletta del gas ci sono diverse voci che fanno lievitare la bolletta, tra tasse, incentivi e perfino un contributo per tagliare il gas agli utenti morosi. Oppure una polizza contro i rincari del metano, che anziché tutelare i consumatori, il suo costo continua a aumentare.

Il prezzo de gas scende ma gli effetti positivi non si vedono in bolletta perché altre voci salgono. Una famiglia media infatti paga 1.200 euro l’anno per la spesa di gas, mentre il costo della stessa quantità di gas (1.400 m³) sui mercati è di appena 420 euro.

Accise, oneri e balzelli rendono troppo complicate le bollette, e per questo motivo si lamentano le associazioni dei consumatori, mentre l’Autorità per l’energia elettrica e il gas è riuscita ad ottenere una riforma a partire dai prossimi mesi.

Le voci di spesa della bolletta del gas

Per capire com’è formata la bolletta del gas, facciamo un piccolo riassunto. I servizi di vendita sono la voce principale, che pesa per oltre il 46% sul totale. E’ composta in piccola parte da una quota fissa e per la maggior parte da una quota variabile in base ai consumi.

Questa voce rappresenta il costo del gas, ma non è così semplice: ad essa vengono aggiunti alcuni oneri di gradualità (Grad, Cpr, Ccr) che pesano di molto sulla bolletta. I contratti “Take or pay” sono quasi completamente superati – ora il gas si compra soprattutto a prezzi di mercato (spot) – ma le compagnie fornitrici di gas scaricano sui clienti i costi dell’adeguamento alle nuove modalità di calcolo.

La “Quota energia” è la voce che rappresenta il prezzo del gas (0,29 centesimi al metro cubo), il cui valore rispecchia le borse internazionali. Tuttavia, questa tariffa viene applicata soltanto ai consumi sotto i 334 metro cubi. Siccome una famiglia media consuma almeno quattro volte tanto, per la parte eccedente le società applicano un rincaro che può raggiungere il 45%.

La seconda voce che più incide sulla bolletta sono le Imposte, con il 36% sul totale, il triplo rispetto la bolletta energia elettrica. Sono l’imposta sul consumo, (17%), l’addizionale regionale (2%) e l’Iva (15% sul totale); quest’ultima viene applicata sulla somma di tutte le voci in bolletta, quindi una sorta di tassa sulle tasse, ed è, negli usi civili, pari al 10% per i primi 480 metri cubi consumati e del 22% sugli altri consumi e sulle quote fisse.

Infine, quasi il 18% della spesa per il gas è composta dai servizi di rete, cioè tutte le attività che servono a portare il gas ai consumatori, comprese le attività di stoccaggio e gestione del contatore domestico.

Questa voce include però i polemici “oneri di sistema“, quali la componente RE per la realizzazione di progetti di risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas, la componente Rs per l’incentivazione della qualità del servizio e la componente Ug1 per coprire gli eventuali squilibri dei sistemi di perequazione per la distribuzione e misura del gas.

C’è anche il contributo Ug3, “Oneri connessi all’intervento di interruzione”, che consente alle società di staccare il gas agli utenti morosi, una spesa quindi che va pagata dagli utenti in regola. C’è anche una polizza che dovrebbe tutelare gli utenti finali contro i rincari del metano: quest’ultima, sin da quando è entrata in vigore continua a salire, mentre il prezzo del gas metano sul mercato sta scendendo.

C’è anche una quota Gs, a copertura del Bonus Gas per le famiglie disagiate, e incentivi alla produzione di energia termica ricavata da fonti rinnovabili.

Complessivamente, tra costi per i consumi, incentivi, contributi, oneri più o meno comprensibili e polemici, senza dimenticare le tasse sulle tasse, la bolletta del gas sale sempre di più, mentre il prezzo del gas metano scende progressivamente.

Prezzi più bassi sul mercato libero

Sull’unica voce che possiamo intervenire in maniera diretta noi consumatori è sul prezzo del gas. In effetti, con molte delle offerte gas del mercato libero, i costi sono più bassi rispetto quello stabilito dall’Autorità per l’energia per la tariffa a Maggior tutela, ovvero quella che pagano coloro che non hanno mai cambiato fornitore sin dalla liberalizzazione del servizio nel 2003.

Così, grazie ai prezzi più bassi che genera la maggior concorrenza, nel mercato libero ci sono offerte che offrono un risparmio che può raggiungere i 100 euro all’anno, a seconda dei propri consumi.

Per individuare le offerte gas più vantaggiose secondo il proprio profilo, rimandiamo al nostro comparatore gratuito ed indipendente.
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