Russia - Ucraina: nessun accordo sul gas

Purtroppo, dopo le lunghe trattative tra Ucraina e Russia tenutesi a Bruxelles ieri, non c'è stato nessun accordo sul gas. Così, l'Unione Europea è soggetta a problemi di approvvigionamento, che si renderanno molto seri tra qualche mese, quando tornerà il freddo. Non c'è stato nessun accordo nemmeno sul prezzo del gas. Si aggiunge anche il problema della Bulgaria, che ha interrotto la costruzione del nuovo gasdotto che eviterebbe la Russia.

Russia - Ucraina: nessun accordo sul gas

Ieri a Bruxelles si è tenuta una riunione tra Russia, Ucraina e l’UE con l’obiettivo di trovare un accordo sull’approvvigionamento e prezzo del gas. Purtroppo però, non c’è stata nessuna intesa al riguardo.

La Russia chiede il pagamento di una bolletta gas da 1,47 miliardi di dollari, per le forniture consegnate da Gazprom all’azienda energetica ucraina Naftogaz tra novembre e dicembre 2013. Poi, vorrà altri 500 milioni per le forniture gas di aprile e maggio 2014, ma non c’è stato nessun accordo nemmeno sul prezzo.

Il problema diventa sempre più serio: attraverso l’Ucraina passa il gas diretto verso l’Unione europea, Italia compresa logicamente. Un’interruzione delle forniture gas provocherebbe non pochi problemi anche a noi, soprattutto tra qualche mese con il ritorno del freddo.

Gas: il problema della Bulgaria

A queste difficoltà si aggiunge anche la recente interruzione della costruzione del nuovo gasdotto in Bulgaria. Parliamo del “South Stream“, un altro gasdotto che è in costruzione in Bulgaria con l’obiettivo, appunto, di evitare di attraversare l’Ucraina per il rifornimento di gas.

Il gasdotto è gestito da Gazprom ed eni; parte dalla Russia, attraversa il Mar Nero, Bulgaria, Grecia e Italia, per proseguire verso Serbia, Ungheria, Slovenia e Austria.

Il problema è che l’appalto per la costruzione del gasdotto nel tratto bulgaro è stato affidato ad un consorzio guidato dalla società russa Stroytransgaz, la quale adesso è oggetto di sanzioni da parte degli USA, decise dopo la crisi sulla Crimea. La Commissione Europea ha annunciato una procedura d’infrazione contro la Bulgaria per irregolarità negli appalti del gasdotto e, in questa maniera, i bulgari hanno deciso d’interrompere la costruzione del South Stream.

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