Robot Journalism, fanno notizia negli USA le redazioni robotiche

Con l’avvento del digitale, coprire diverse news in tempo reale su tutto l’arco della giornata è diventato tutto sommato più semplice. La cosa che però ha destato l’allarme nella produzione dei contenuti in tutte le redazioni del mondo è proprio però dettata dal fatto che se è più agevole produrli grazie al bombardamento mediatico effettuato dal web, ce n’è anche sempre più bisogno per annichilire i competitors sempre più agguerriti.

Nelle redazioni arrivano i Bot!

Scrivere di più e a tutte le ore del giorno adesso è possibile grazie a Quakebot. Saranno appunto dei bot i fautori degli articoli, che quando nel pieno della notte accenderemo i nostri laptop per eventuali aggiornamenti, ci daranno spunti, informazioni e notizie, parola di Ken Schwenke, il suo inventore. Quakebot è un algoritmo che di sicuro non passerà inosservato.

Cosa può fare il robot giornalista? Dunque, il robot giornalista secondo i comandi di Quakebot può fare molte, moltissime cose. Questa curiosa tipologia di cronista può coprire le news più calde in tempo reale, traducendo notizie, bollettini e tutte le informazioni necessarie per stendere articoli esaurienti soprattutto circa i terremoti emessi dallo US Geological Survey, che è il nostro equivalente dell’Istituto Nazionale di Geofisica.

Quakebot, inoltre in base alla magnitudo dei terremoti, potrà anche stabilire il peso stesso della notizia con la possibilità ovviamente di produrre un testo più che perfetto dal punto di vista grammaticale. Il caso ha già fatto un certo scalpore negli Stati Uniti. Si tratterebbe dunque di robot journalism, non proprio un caso isolato, l’invenzione di Schwencke, giornalista informatico di Los Angeles, infatti non è del tutto nuova da quelle parti.

Nell’Illinois la Northwestern University ha elaborato un programma in grado di realizzare resoconti sulle gare di baseball completamente in automatico. Roba nemmeno troppo tecnologica se vogliamo, ma i resoconti appaiono talmente tanto ben fatti che nessun lettore pare avesse avuto alcun dubbio su chi forgiasse i contenuti fino all’ammissione dell’editore.

Che l’intelligenza artificiale abbia fatto passi da gigante è più che vero. C’è poco da stupirsi. Anche la redazione del celebre Forbes pare essere stata affascinata dal potenziale di scrittura dei bot, tanto da costruire una piattaforma dove le news vengono costruite in maniera automatica, pescando fra i dati che arrivano in tempo reale dalle agenzie di stampa.

Nuovo giornalismo o nuovo modo di andare a danneggiare un così precario e meraviglioso mestiere, come quello del ‘creatore di contenuti’? Saranno i postumi a dover erogare una così ardua sentenza, adesso non ci resta che fidarci in alcune occasioni degli aggiornamenti automatici dei quasi infallibili robot di alcune testate.

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