Roaming 2017: 90 giorni per telefonare all’estero come in Italia

Il 5 settembre sono state rese note le linee guida della Commissione europea per la regolamentazione del roaming estero, abolito così come lo conosciamo oggi dal 2017. In questo modo sarà possibile spendere anche fuori Italia quello che paghiamo a casa, con alcuni limiti: il più importante riguarda i 90 giorni di permanenza in uno Stato straniero.

Limite di 90 giorni all'estero o di 30 giorni consecutivi per non avere sovrapprezzi

L’incubo del roaming è davvero finito?

Può una semplice parolina in inglese gettare nel terrore milioni di persone? Sì, se quella parola è “roaming”, spauracchio per anni di chiunque dovesse telefonare dall’estero. Per fortuna i tempi delle bollette astronomiche di telefonia mobile per pochi minuti di conversazione sembrano essere finiti, visto che a partire dal 2017 il roaming, secondo quanto stabilito dalla Commissione europea, dovrebbe diventare una volta per tutte un ricordo.

In realtà, secondo la bozza di regolamento della Commissione Ue pubblicata il 5 settembre – con misure che verranno discusse con le autorità nazionali per essere adottate dal 15 dicembre prossimo, il sovrapprezzo non verrà abolito sempre e in ogni caso; e, del resto, già così le proteste delle compagnie telefoniche sono state veementi, oltre a quelle delle Associazioni di consumatori per le quali il roaming non è finito davvero. L’obiettivo, in particolare, è distinguere il viaggiatore da chi più propriamente, anche se magari non è un semi-residente in un Paese straniero, beneficerebbe in modo eccessivo delle eventuali tariffe più vantaggiose di casa per periodi di permanenza troppo lunghi.

I 90 e 30 giorni

Più nello specifico, le compagnie telefoniche saranno tenute a garantire (almeno) 90 giorni all’anno di roaming senza sovrapprezzi, e non consecutivi, ma al massimo 30 alla volta, numeri pienamente dentro i soggiorni medi dei cittadini europei, anche i più internazionali come i lussemburghesi (fuori dal loro Paese per 24 giorni all’anno). Durante questo periodo, anche se si è fuori dai confini italiani le telefonate, gli SMS e il traffico Internet costeranno esattamente quanto in Italia. E se si supera questo limite, in una volta sola o sommando più periodi all’estero? In questo caso gli operatori potranno applicare un aumento a minuti, messaggi e connessioni secondo i limiti stabiliti dall’Unione.
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Per la precisione, il tetto al sovrapprezzo per chi sta all’estero più di 90 giorni non consecutivi o 30 consecutivi sarà di 4 centesimi al minuto in più per le telefonate, 1 centesimo in più per gli SMS e 0,85 centesimi in più per ogni mega di traffico: almeno per quanto riguarda telefonate e messaggi, tariffe comunque decisamente più “umane” che in passato, mentre il sovrapprezzo per il traffico dati potrebbe essere più problematico: del resto, se col tempo non cambia la durata delle nostre telefonate, non così si può dire per le connessioni a Internet, che con il progredire della tecnologia sono sempre più avide di dati, anche tenendo conto del 4G e del futuro arrivo del 5G.

Le eccezioni

Ci saranno però alcune eccezioni, la più rilevante dei quali riguarda i frontalieri, cioè chi, di solito vivendo vicino a un confine, vive in un Paese ma lavora ogni giorno nell’altro: per loro il limite dei 90 giorni non ci sarà. In genere, comunque, nella bozza la Commissione raccomanda che sia possibile «poter consumare volumi di servizi equivalenti almeno alla media di quelli consumati nel Paese d’origine dai consumatori del piano tariffario in questione» senza sovrapprezzi.

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