Ritiro patente: quando è previsto

In alcuni casi, in seguito a una violazione delle regole del Codice della Strada si può andare incontro al ritiro della patente, che di norma può essere restituita seguendo determinate procedure. Non è stata approvata in tempo, invece, la sospensione immediata del documento in caso di uso del cellulare alla guida, come da progetto della Legge di Bilancio.

Non è stato approvato il ritiro immediato per chi telefona alla guida

Un po’ d’ordine: ritiro, sospensione, revoca (e revisione)

Il ritiro della patente è un’eventualità in cui talvolta si può incorrere quando si tengono dei comportamenti non corretti alla guida, e a cui – di norma – è possibile rimediare adempiendo a delle prescrizioni che abbiamo volato. La materia, però, è abbastanza complessa. Per cominciare, spesso si parla di “ritiro della patente” alludendo in realtà a fattispecie molto differenti tra loro, comprese la sospensione e la revoca, oltre alla revisione imposta dalle Autorità. È bene, quindi, fare un po’ di chiarezza su questo punto.

  • Il ritiro della patente avviene in caso di infrazioni non eccessivamente gravi, oltre che come pena accessoria in tutti gli altri casi di cui si parla (come appunto sospensione e revoca); nel primo caso, la patente viene restituita una volta che si è provveduto ad adempiere a una prescrizione omessa, come ad esempio la classica circolazione con patente scaduta. In caso di sospensione e revoca, invece, la patente viene restituita solo dopo un certo lasso di tempo o addirittura mai più.
  • La sospensione della patente riguarda infatti violazioni più gravi, e può andare da 15 giorni (ad esempio quando si causa un danno a un’altra vettura e si fugge dal luogo dell’incidente) fino a 5 anni (investimento di persona con mancato soccorso dei feriti). La sospensione temporanea è disposta dal prefetto, dalla Motorizzazione Civile e dal giudice. Da 1 a 3 mesi può esserci sospensione anche in caso di recidiva in un biennio legata alla violazione di una norma del codice della strada, nei casi riguardanti precedenza, divieto di sorpasso (casi di minore gravità), passaggi a livello, distanza di sicurezza, incrocio tra veicoli e uso delle cinture di sicurezza.
  • La revoca della patente è di gran lunga la sanzione più grave, e corrisponde a un annullamento permanente della patente stessa. Si verifica in caso di violazioni molto gravi o quando il patentato è giudicato non più idoneo alla guida. Ad esempio, la patente viene annullata quando si percorre contromano un’autostrada, si partecipa a gare clandestine o si violano una o più norme del Codice della strada in stato di ubriachezza o di ebbrezza da droghe. Dopo un anno dalla data esecutiva del provvedimento di revoca, è possibile sottoporsi nuovamente all’esame di guida per il conseguimento di una nuova patente.

Da ricordare anche la possibilità per il prefetto o per la Motorizzazione Civile di disporre la revisione della patente in caso di dubbi sul permanere dei requisiti minimi fisici e psichici richiesti e/o sulle conoscenze e capacità tecniche dell’individuo, nonché nei casi previsti dagli articoli 186 e 187 del Codice della Strada.
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Il ritiro della patente: quando avviene

Il ritiro della patente avviene dunque in casi ben precisi secondo quando stabilito dal Codice, ovvero i seguenti:

  • Guida con patente scaduta di validità
  • Guida senza essersi sottoposti all’esame di revisione nei termini prescritti
  • Dichiarazione di non idoneità temporanea alla guida, a seguito di accertamento sanitario
  • Sistemazione errata del carico sull’autoveicolo e mancata correzione su invito degli organi di polizia o comunque secondo le modalità previste dal codice.

Casi a cui, come si ricordava più sopra, vanno aggiunte le violazioni che comportano la sospensione a tempo determinato o la revoca permanente della patente stessa.

Per chi è stato sorpreso a guidare con la patente scaduta, è necessario prima di tutto effettuare la visita medica presso i centri autorizzati e poi esibire all’Ufficio Patenti il certificato medico conseguito – in caso di superamento della visita – che conferma l’idoneità a condurre veicoli. A questo punto al titolare viene restituita la patente e, conservandola insieme al certificato medico che attesta l’idoneità, può continuare a guidare, in attesa che arrivi l’adesivo previsto dal Ministero dei Trasporti (o la nuova patente plastificata).

Attenzione perché se la guida senza patente rinnovata viene considerata un’infrazione minore – ovviamente se è stata conseguita in passato – non è così per l’assicurazione: chi circola senza un’assicurazione auto valida, infatti, oltre a dover risarcire in caso di incidente con il proprio patrimonio tutti i danni provocati a cose e persone, rischia una sanzione economica dai 779 ai 3119 euro; ancora peggio se circola con un’assicurazione auto falsificata, situazione per cui oltre alle sanzioni pecuniarie (e a quelle relative all’articolo 485 del codice penale) si va incontro alla sospensione della patente per un anno.

E per chi usa il cellulare?

Usare il cellulare mentre si guida è un’abitudine molto pericolosa e, purtroppo, assai diffusa nel nostro Paese, ma la legislazione italiana si è dimostrata ancora una volta troppo lenta nell’approvare l’istituzione di sanzioni più aspre per chi, invece di prestare attenzione alla strada, conversa tenendo lo smartphone all’orecchio o addirittura manda messaggi e si impegna in conversazioni su Whatsapp. La nuova Legge di Bilancio infatti non conterrà le norme previste per rendere più severe le pene a carico di chi non usa il vivavoce con la telefonia mobile alla guida.

Secondo il progetto, infatti, chi fosse stato sorpreso già la prima volta a parlare al cellulare avrebbe dovuto pagare una multa tra i 322 e i 1.294 euro, con sospensione della patente fino a 3 mesi e la perdita di 5 punti, con raddoppiamento di tutte le sanzioni in caso di recidiva. Restano valide, invece, le vecchie norme: multa tra i 152 e i 608 euro (il 30% in meno per chi paga entro 5 giorni dalla violazione) e sospensione della patente da 1 a 3 mesi solo in caso di recidiva durante il biennio.

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