Ristori a fondo perduto: tutte le novità sui contributi per le attività bloccate

Aiuti entro Novembre e misure anche per chi è rimasto escluso dai provvedimenti dei mesi scorsi, queste le promesse del Governo in vista di una chiusura delle attività. Il Decreto Ristori vara le direttive per i primi contributi per le aziende costrette a ridurre gli orari o ad abbassare le serrande ad Ottobre e Novembre per contenere il virus. Ecco quali sono gli aiuti e come ottenerli

Ristori a fondo perduto: tutte le novità sui contributi per le attività bloccate

«Gli indennizzi arriveranno entro metà Novembre, e saranno superiori alla volta scorsa», le imprese colpite alle nuove misure restrittive del DPCM di Ottobre si augurano che questa dichiarazione del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sia veritiera.

Il Governo ha dovuto attuare una nuova serie di provvedimenti per cercare di contenere il crescere dei contagi Covid 19 nel nostro Paese. Nel giro di due settimane il premier Conte è passato dalle frasi rassicuranti sulla tenuta del sistema sanitario a dover riconoscere che la diffusione del coronavirus ha raggiunto livelli di guardia.

L’ultimo bollettino del 28 Ottobre riportava 564.778 contagiati, in aumento di quasi 22 mila unità rispetto al giorno precedente. Anche i decessi sono risaliti e hanno raggiunto numeri preoccupanti, ieri ne sono stati registrati 221. Crescono i ricoverati con sintomi, sono stati quasi 14 mila le persone entrate nei pronto soccorso Covid. I posti in terapia intensiva occupati da pazienti con coronavirus hanno raggiunto quota 1.500.

Walter Ricciardi, consigliere del Ministero della Salute per l’emergenza Covid e docente di Igiene all’Università Cattolica, chiede che siano istituti dei lockdown totali per le città di Milano e Napoli. Anche Silio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha più volte richiamato l’attenzione sull’indice che indica il tasso di contagiosità, arrivato al valore 1 in tutte le Regioni, e ha dichiarato: “Epidemia largamente diffusa in Italia”.

Le nuove chiusure del mini lockdown

Per cercare di evitare un lockdown improvviso e totale come quello di Marzo il Governo sta operando delle chiusure progressive. Con il Decreto di Ottobre è stata decisa una stretta per limitare il contagio limitando gli orari di apertura di una serie di attività e la chiusura provvisoria di altre imprese.

Per un mese, cioè da lunedì 26 Ottobre e fino al 24 Novembre, sono stati chiusi:

  • Centri sociali, culturali e simili
  • Piscine
  • Centri benessere
  • Palestre
  • Cinema e teatri
  • Alberghi e sale gioco

E la lista continua con gli ambulanti, i gestori di stadi e club sportivi, i proprietari di discoteche e club e dei parchi divertimenti.  Ci sono poi coloro che si occupano di concerti e banchetti e di altri grandi eventi.

Una chiusa parziale invece è stata imposta a bar e ristoranti, le attività di pasticceria, i pub, ma anche gelaterie e altre attività del settore. Le disposizioni del DPCM impongono a queste imprese la chiusura anticipata alle 18, potranno servire i clienti quindi tra le 5 del mattino e le 6 del pomeriggio.

È anche stato deciso che sarà permesso per il momento solo il consumo al tavolo di gruppi di massimo 4 persone per volta, potranno essere di più solo se conviventi. In ogni caso si potrà consumare all’interno dei locali cibi e bevande solo fino alle 18, dopo questo orario non potranno essere serviti altri clienti. È consentito invece di operare consegne a domicilio o di preparare pasti take away fino alle 24.

Decreto Ristori, quali aiuti previsti dal Governo

Le proteste degli operatori del settore, già duramente colpiti dal precedente lockdown e che hanno investito per la messa in sicurezza e la sanificazione dei locali, sono state molto forti. Il Governo ha risposto con un nuovo Decreto Ristoro che dovrà servire per stanziare una serie di contributi a fondo perduto per aiutare le imprese in difficoltà.

Il provvedimento è ritenuto di massima urgenza per poter intervenire subito in supporto degli operatori delle attività chiuse per consentire di contenere il contagio. Si attende la pubblicazione del decreto attuativo per conoscere in dettaglio le modalità di erogazione e di presentazione delle domande per ottenere i nuovi sostegni annunciati.

Le nuove misure che prescrivono la chiusura totale degli impianti sportivi, di palestre piscine, cinema, teatri, centri sociali e ricreativi e quella anticipata di bar e ristoranti saranno compensate da nuovi fondi per le imprese.

I contributi a fondo perduto promessi dal Governo dovrebbero arrivare, stando alle parole del Ministro Gualtieri, entro metà Novembre. Vediamo quali sono i requisiti per ottenere un aiuto e come saranno distribuiti gli aiuti.

Semplificare il processo di domanda e l’erogazione dei fondi a sostegno delle attività, queste le priorità per permettere di intervenire in modo rapido e dare respiro alle imprese. Rispetto al precedente Decreto legge, il Dl Rilancio, sarà eliminato il tetto massimo di fatturato di 5 milioni di euro e per coloro che sono già risultati beneficiari del bonus il nuovo ristoro sarà assegnato in automatico. La certezza arriverà solo con la pubblicazione del decreto di attuazione della legge.

L’ente preposto ad accogliere e gestire le richieste dei contributi a fondo perduto è l’Agenzia delle Entrate. Come già avvenuto con il bonus Rilancio, sarà l’ente ha accreditare sui conti correnti dei beneficiari l’importo del contributo entro 10 giorni dall’approvazione della richiesta.

Se le ipotesi avanzate dal ministro Gualtieri saranno confermate, il Governo riconoscerà un indennizzo pari almeno al 20% delle perdite subite in seguito alle chiusure imposte per contenere il Covid.

Come funzioneranno i nuovi contributi

Sono state più di 2,3 milioni le domande per ottenere il contributo del Decreto Rilancio, il valore complessivo degli aiuti è stato pari a 6 milioni di euro. Il nuovo provvedimento andrà a coprire una platea molto più ampia, dato che il diritto all’aiuto è stato estero anche alle imprese con un fatturato superiore a 5 milioni di euro. Le coperture per questo contributo dovrebbero essere reperite nel Fondo da 4 miliardi previsto nella Manovra finanziaria 2021.

Le prime ipotesi rispetto alla distribuzione delle risorse a disposizione prevedono 4 fasce di contributo. L’indennizzo sarà proporzionale al danno che le attività subiranno con le chiusure imposte. Il tetto massimo del contributo dovrebbe essere di 150 mila euro, ma non è ancora stato ufficializzato.

Le attività che avranno diritto al 400% di indennizzo le sale da ballo e le discoteche, del 200% è la percentuale ipotizzata per le attività culturali, cinema e teatri, palestre, piscine, sale scommesse, centri benessere, fiere e sale giochi.

Arriveranno fino al 150% delle somme i ristori per le attività che potranno aprire solo a pranzo o con modalità da asporto, come pizzerie, pub, paninoteche e ristoranti. Per chi è costretto alle chiusure delle 18 invece la somma dell’indennizzo sarà del 100% delle somme già previste dal Decreto Rilancio.

Queste percentuali non devono trarre in inganno, il contributo non potrà essere del 400% delle perdite dell’impresa. L’indice si riferisce ad una maggiorazione degli aiuti previsti dal Decreto Rilancio. Quindi se secondo la normativa precedente il contributo ricevuto è stato di 2.000 euro e si rientra nelle categorie con diritto al 150%, si avrà un aiuto di 3.000 euro.

Le disposizione del Decreto Rilancio

Nel Decreto Rilancio era stato stabilito come criterio per calcolare l’importo dell’indennizzo una percentuale tra il 10% e il 20% delle perdite registrate nei mesi di lockdown rispetto al fatturato dell’anno precedente.

Per la precisione veniva considerata la differenza dei corrispettivi mese su mese tra 2019 e 2020 e si applicavano i seguenti valori per i contributi:

  • 20%, se la differenza tra i ricavi e i compensi dell’anno 2019 è inferiore o pari a 400.000 euro
  • 15%, per chi ha avuto ricavi e compensi dell’anno 2019 superiori a 400 mila euro ma inferiori ad 1 milione
  • 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 rientrano tra 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro

Il contributo minimo è  di 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti giuridici o diversi dalle persone fisiche e il tetto massimo del Decreto Rilancio è stato posto a 150 mila euro. Per le attività aperte nel 2019 è stato riconosciuto il bonus minimo.

Stop a contributi e IMU, tutte le misure per le aziende

Oltre al contributo a fondo perduto, gli aiuti messi in campo per le imprese prevedono il prolungamento della cassa integrazione e sono anche previsti dei rinnovi dei bonus affitti. I dettagli su queste misure dovrebbero essere resi noti con la pubblicazione del Decreto.

Per quel che riguarda gli affitti è stata annunciata l’estensione dell’agevolazione sul credito di imposta del 60% sugli affitti per i mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre.  Non è ancora chiaro se questo provvedimento sarà attivato anche per le imprese con fatturato superiore a 5 milioni di euro e se sarà richiesto il requisito di perdita del 50% del fatturato rispetto al 2019 per fare domanda. L’agevolazione prevede che gli affittuari possano cedere il credito al proprietario a cui dovrebbero versare l’affitto.

Nel nuovo DPCM è anche stata disposta la cancellazione del pagamento della seconda rata IMU per le attività che saranno costrette alla chiusura parziale o totale. È anche stato rinnovato il blocco dei pignoramenti immobiliari fino alla fine dell’anno.

Chi sarà costretto per decreto potrà anche non pagare i contributi ai dipendenti per il mese di Novembre. È stato anche stabilito con il Decreto di Ottobre un esonero del pagamento di contributi per 3 anni per chi assume gli under 35 enni.

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