Risparmio energetico fai da te

Sprechiamo troppa energia. È un fatto assodato, che non riguarda soltanto l’ammontare delle nostre bollette ma anche il rapporto col mondo, con le fonti energetiche (rinnovabili o meno)  la ricerca di una sostenibilità che possa garantire soddisfazione per le necessità di tutti. Eppure, quando si affrontano questi argomenti, di solito le giustificazioni sono sempre le solite: gli interventi necessari per spendere meno paradossalmente sono troppo costosi. In realtà, in molti casi questo è un luogo comune. Vediamo quindi qualche trucco per il risparmio energetico fai da te.

Risparmiare
Come tagliare le bollette con un investimento minimo

Le lampadine a LED: un investimento che conviene

Le lampadine a LED, che attualmente rappresentano il meglio disponibile sul mercato per quanto riguarda la tecnologia dei punti luminosi, sono, è vero, più costose di quelle tradizionali o di quelle a fluorescenza (anche se il prezzo si è drasticamente ridotto negli ultimi mesi, e ormai è possibile trovare eccellenti modelli di marca a circa 10 euro). Ma sul medio-lungo termine rappresentano uno dei metodi più efficienti per il risparmio energetico fai da te.

La bolletta, infatti, diventa più leggera fin da subito. Una lampadina a LED permette di risparmiare anche l’80% rispetto a quelle classiche e ha una vita media di 50.000 ore, contro le 1.500 delle lampadine a filamento. I vantaggi non si fermano qui. A differenza dei vecchi esemplari che ci costringevano a scegliere all’inizio tra luce “calda” e “fredda”, molte lampadine a LED dispongono di regolatori che consentono di cambiare il colore in un secondo, e in più esistono vari sistemi integrati di controllo remoto tramite app su smartphone con cui creare dei profili luminosi personalizzati a seconda delle necessità e dell’umore. La luce di una lampadina a LED è costante, non scalda come un filamento a incandescenza e, in più, segnala quando è giunta a fine vita con una graduale diminuzione della luminosità: addio quindi alla luce del bagno che si fulmina di colpo lasciandoci al buio mentre facciamo la doccia.

Attenzione, quando si scelgono le lampadine a LED per la casa è bene sapere che la misurazione della luminosità non va più fatta in Watt (per il risparmio energetico superiore, appunto), ma in lumen (lm), il parametri che indica non tanto il consumo quanto la luminosità effettiva. In altre parole, una vecchia lampadina a incandescenza da 60 Watt trova il suo corrispettivo a LED in un modello a 12 Watt e così via.

E per chi non vuole affrontare la spesa necessaria a cambiare tutte le luci di casa in una volta sola? Niente paura: molti operatori prevedono particolari soluzioni rivolte agli utenti e in grado di ammortizzare la spesa. Ad esempio Energia Semplice di Illumia offre in comodato d’uso un kit di lampadine a LED del valore di 200 euro (300 per la versione riservata alle imprese e a chi è titolare di partita IVA) che consentono di risparmiare ogni anno 100 euro in bolletta. Un’iniziativa analoga è quella di Enel Energia, che permette di ammortizzare i costi relativi all’acquisto dei LED con una spesa irrisoria di pochi euro direttamente nella bolletta bimestrale della luce.

I led “cattivi”: diffidiamo delle luci di standby

Ce ne accorgiamo tutte le volte in cui nel cuore della notte andiamo in cucina per un bicchiere d’acqua: le nostre case, con il buio, sono il regno di migliaia di lucette rosse, azzurre, bianche, che segnalano lo stato di “riposo” o standby degli apparecchi elettronici che non dispongono di un interruttore fisico per lo spegnimento.

Televisioni,  stereo, decoder, monitor dei PC, router, tutti sono dotati di LED di standby che consumano molto poco, ma moltiplicati per ogni apparecchio rappresentano una spesa sicuramente evitabile. Ecco perché è buona norma spegnere del tutto gli apparecchi in standby, anche se non dotati di luci che lo segnalano, visto che in minima parte sono responsabili di consumo di energia. La soluzione più adatta è cercare di collegare quanti più dispositivi elettronici possibile a una ciabatta dotata di interruttore e spegnerla ogni sera prima di andare a dormire.

Risparmio energetico? Riguarda anche il calore

Se la bolletta dell’energia elettrica è una spesa non indifferente, spesso ancora più onerosa è quella del gas. Qui le operazioni di risparmio energetico fai da te riguardano soprattutto buone abitudini come quella di non tenere mai il termostato, anche durante l’inverno, sopra i 18 °C, ricorrendo invece a maglioni e coperte quando fa troppo freddo. Un’ottima idea è quella di dotare i nostri termosifoni di valvole termostatiche, in grado di gestire singolarmente la temperatura di ciascun radiatore senza agire su tutte le altre: così è possibile tenere fresche le stanze, come la cucina, dove dopo una certa ora non si sta più e riscaldare camera e salotto.

Anche spendere quei dieci minuti per imparare a usare il cronotermostato e far accendere e spegnere in automatico il riscaldamento a ore prefissate è un’idea da valutare attentamente, visto che il risparmio può raggiungere facilmente il 25% in case che rimangono vuote almeno otto ore al giorno.

Infine – ma qui si comincia a esulare dal vero e proprio “risparmio energetico fai da te” – il modo più efficace per limitare gli sprechi di calore è quello di intervenire sugli infissi di casa (i doppi vetri sigillati con tanto di guarnizione riducono drasticamente la dispersione di calore) che su muri, tetti e solai, con la coibentazione e l’isolamento. Si tratta naturalmente di lavori che costano ben di più dei piccoli accorgimenti segnalati finora, ma che nel giro di dieci anni e anche meno si ripagano abbondantemente: soprattutto quando si acquista una casa nuova o si procede a una ristrutturazione, sarà meglio non dimenticarsene, per il ben dei nostri portafogli.

In ogni caso, non va mai sottovalutata la possibilità di risparmiare parecchio cambiando operatore energetico grazie al nostro comparatore, disponibile cliccando sul pulsante qui sotto.
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