di

Risparmio energetico casa passiva

Quando si parla di risparmio energetico, la casa passiva si propone come una soluzione perfetta. Questo modello abitativo consente di ridurre i consumi energetici fino allo zero, eliminando gli sprechi e tagliando considerevolmente le bollette elettriche. Queste passivhaus non sono ancora molto diffuse in Italia come nei Paesi nordeuropei ma si conta almeno un centinaio nel nostro territorio, consumando dieci volte in meno di un'abitazione tradizionale.

Risparmio energetico casa passiva

Risparmio energetico e casa passiva

Una casa passiva o passivhaus (nome originale in tedesco) è un’abitazione che soddisfa la maggior parte del suo fabbisogno di energia elettrica o gas per riscaldamento e raffrescamento interno attraverso metodi passivi, ovvero senza un minimo impianto di riscaldamento interno all’edificio tradizionale.

Il benessere termico di questo modello abitativo è assicurato dalla somma degli apporti passivi di calore, provenienti dall’irraggiamento solare e trasmesso dalle finestre, insieme al calore generato all’interno dell’abitazione dalle persone ed elettrodomestici, fino al punto di compensare le perdite dell’involucro durante l’inverno. E’, detto in altre parole, un’abitazione con isolamento termico perfetto.

Taglia le spese per il riscaldamento qui»

Storia della casa passiva

La casa passiva è nata in Svezia dalla collaborazione tra l’università svedese di Lund e il tedesco Wolfgang Feist, e finanziati in parte dal land tedesco Assia. Si tratta di un modello abitativo ormai molto diffuso principalmente in Germania, Austria, Francia e Paesi Bassi.

In Italia si contano oltre cento casse passive, distribuite su tutto il territorio con una maggior quantità in Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma con alcune passivhaus anche in provincia di Catania. In Austria, a partire da quest’anno, questo modello abitativo sarà lo standard prescritto per tutti i nuovi edifici, e in certe regioni del Paese (Vorarlberg) la casa passiva è obbligatorio sin dal 2007.

Malgrado il termine “passivhaus“, questa modalità di costruzione include anche altri tipi di edifici, persino pubblici, così come i condomini e tutti gli immobili in generale.

In Italia, il primo immobile passivo, costruito e certificato dal PHI è la sede dell’impresa KLAS a Malles Venosta. Invece, uno dei primi edifici pubblici passivi è l’Expost a Bolzano, progettato dal architetto Michael Tribus nel 2004. Si tratta dell’adeguamento dell’ex edificio postale in sede per gli uffici della Provincia autonoma di Bolzano. L’immobile ha una cubatura di circa 20.000 m³ e vanta un consumo energetico pari 7 kWh/m²a, che si traduce in meno di un litro di olio combustibile per metro quadrato annuo.

Casa passiva: requisiti per la costruzione

L’istituto di case passive tedesco PHI (Darmstadt) ritiene che una casa passiva è quella che presenta un fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento ≤ 15 kWh/(m²a), ovvero:

  • carico termico invernale ≤ 10 W/m²;
  • fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento ≤ 15 kWh/(m²a);
  • carico termico estivo ≤ 10 W/m²;
  • tenuta all’aria n50 ≤ 0,6/h;
  • fabbisogno energetico primario di energia ≤ 120 kWh/(m²a)

Quanto costa costruire una casa passiva?

Sicuramente costruire una casa passiva costa di più rispetto alla media dell’edilizia tradizionale, però è importante sottolineare che questa spesa un 6-8% superiore viene ammortizzata in meno di dieci anni, grazie al taglio nei costi di raffreddamento e riscaldamento dell’abitazione.

L’architettura passiva punta a coprire i fabbisogni energetici degli immobili tramite i flussi di caldo e freddo tratti dall’ambiente esterno.  A questa fine, si avvale di “masse di accumulo termico“, ovvero una certa quantità di materiali con una gran capacità termica mirata all’ottenimento di efficaci accumuli termici (es. pietra, calcestruzzo, laterizio, nonché a materiali di nuova concezione come PCM-phase change materials).

Nelle passivhaus si utilizzano, inoltre, contropareti in argilla cruda o cotta, o rivestimenti con lastre caricate con materiali a cambiamento di fase (che sono pressoché costose) ai fini di incrementare le capacità di accumulo termico interno.

E’ possibile costruire casse passive con diversi materiali di costruzione, tra cui legno strutturale, mattone o cemento armato.

Come funziona una casa passiva?

L‘energia termica che serve per pareggiare il bilancio termico dell’immobile è solitamente fornita con sistemi non convenzionali, come pannelli solari o una pompa di calore per riscaldare l’aria dell’impianto di ventilazione controllata a recupero energetico.

E’ possibile eliminare l’impianto di riscaldamento convenzionale purché il fabbisogno energetico della casa sia molto basso, convenzionalmente inferiore a 15 kWh al m² anno. Per ottenere queste prestazioni è fondamentale una progettazione molto attenta, soprattutto per quel che riguarda il sole, con l’uso di sistemi di isolamento termico a elevate prestazioni su murature perimetrali, tetto e superfici vetrate e attraverso l’adozione di sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico.

Tagliare le bollette con una casa convenzionale: come fare

Abbiamo parlato di risparmio energetico casa passiva, ma non tutti gli italiani si possono permettere di effettuare una costruzione del genere. Finché non ce ne siano aiuti dallo Stato, sicuramente le case passive continueranno a diffondersi molto lentamente nel territorio italiano.

Nel frattempo, si può approfittare dei prezzi più bassi garantiti dal mercato liberalizzato. Il mercato dell’energia elettrica in effetti è stato liberalizzato in Italia nel 2007, il che vuol dire che ogni consumatore può autonomamente decidere quale tariffa vuole pagare, scegliendo naturalmente quelle più adatte alle proprie esigenze. Chi non sceglie una nuova offerta commerciale, rimane nel servizio di maggior tutela, dov’è l’Autorità per l’energia (AEEGSI) a stabilire i prezzi di riferimento dell’energia elettrica e il gas ogni tre mesi. A volte, l’AEEGSI decide un taglio, ma altre impone un aumento delle tariffe.

Passando al mercato libero invece è possibile risparmiare cifre considerevoli, grazie alle proposte commerciali delle società che scelgono in molti casi prezzi più bassi rispetto all’Autorità, ovviamente per attirare clienti. Ad esempio, con alcune offerte energia elettrica attuali, è possibile risparmiare fino a 150 euro all’anno sulla bolletta della luce, e altri 200 euro sul gas (calcolato per una famiglia di almeno 5 persone con consumi pari a 6.300 kWh e 2.100 m3 all’anno).

Per individuare le migliori proposte, rimandiamo ai comparatori di SosTariffe.it disponibili qui sotto:

Migliori Tariffe Elettriche »

Commenti Facebook: