Risarcimento diretto: come funziona

Se avete subìto un danno a seguito di un incidente stradale, è vostro diritto ottenere il risarcimento. Esistono due diverse procedure: quella ordinaria e quella di risarcimento diretto, applicabili alternativamente in presenza di determinate condizioni. Ma la seconda scatta nel 90% dei casi. Ed è di questa che ci occupiamo.

Sinistro, come muoversi

Quando scatta

Il risarcimento diretto prevede che facciate richiesta di rimborso alla vostra Compagnia e si applica se ci sono le seguenti tre condizioni (e quasi sempre ci sono).

Primo: l’incidente deve aver coinvolto soltanto due veicoli entrambi identificati, assicurati e immatricolati in Italia.

Secondo: se uno dei due veicoli (o entrambi) è un ciclomotore, quest’ultimo deve essere targato secondo il nuovo regime di targatura obbligatorio dal 13 febbraio 2012.

Terzo: se oltre alle cose trasportate e al veicolo, avete riportato danni fisici, deve trattarsi di lesioni non gravi, cioè di danni alla persona con invalidità permanente non superiore al 9%.

Se ci sono altre persone?

La procedura di risarcimento diretto si applica anche se sul tuo o sull’altro veicolo coinvolto erano presenti, oltre ai conducenti, altre persone (trasportati) che hanno subìto lesioni anche gravi.

Invece, non si applica in caso di danni fisici subiti da passanti. Attenzione: questo è un dettaglio che spesso si dimentica.

Mai sbagliare

Per ottenere il risarcimento nei termini indicati dal Codice delle Assicurazioni, è fondamentale che la richiesta sia completa di tutti gli elementi previsti dalla legge.

Per predisporre la richiesta, potete rivolgervi alla vostra Compagnia, che è tenuta a fornirti tutta l’assistenza necessaria anche ai fini della quantificazione dei danni alle cose e al veicolo.

Un disastro

Purtroppo, l’indennizzo diretto, introdotto nel 2007, s’è rivelato un disastro. Proposto dal legislatore per abbassare le tariffe, ha causato solo aumenti di prezzi Rc auto.

Il motivo? È complicatissimo e concepito male il meccanismo con cui in Stanza di compensazione le Assicurazioni aggiustano i conti fra loro. Secondo, sono cresciute le truffe, con le stesse Compagnie che non fanno adeguati controlli, accontentandosi di ricevere il rimborso dall’Assicurazione del danneggiante.

Ad azzeccare la previsione, ossia che l’indennizzo diretto sarebbe era un colossale errore, furono Stefano Mannacio, attuale numero uno del Cupsit (Patrocinatori stragiudiziali), e Gianni D’Agata (Sportello dei diritti).

Tant’è vero che oggi il legislatore vuole cambiare l’indennizzo diretto, mentre le sigle della Carta di Bologna, capitanate da Davide Galli (Federcarrozzieri), e a cui aderiscono anche Mannacio e D’Agata, vuole rottamare quella procedura attraverso un disegno legge Rca ispirato a criteri di massima libertà.

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