Riqualificazione energetica, a Milano riscaldare una casa costa il 50% in più rispetto a Parigi

Un appartamento di 80 metri quadri è responsabile di oltre il doppio delle emissioni inquinanti di un Suv. Questo dato, insieme a molta informazione di valore in materia di riqualificazione energetica, emergono da un’analisi Finlombarda e Rete Irene, una rete di imprese specializzata in riqualificazione energetica, e sono stati presentati  al Politecnico di Milano nell’ambito del convegno “Riqualificazione energetica a Milano: istruzioni per l’uso“.

Come risparmiare sulle bollette con la riqualificazione energetica degli edifici
Riqualificazione energetica: fondamentale per evitare inquinamento e risparmiare in bollette

Secondo i dati Finlombarda presentati al convegno, in Lombardia la riqualificazione energetica è una vera emergenza, con un’abitazione su due sulla quale non sono stati mai effettuati interventi di manutenzione e, per questo motivo, consuma più energia elettrica e inquina molto più del solito.

In effetti, in Lombardia oltre il 75% delle case hanno più di 30 anni (3.300.000 abitazioni), di cui il 47% non hai mai subito interventi di riqualificazione energetica.

A Milano soltanto un edificio su 100 è stato classificato come A o A+, mentre oltre il 50% delle case appartiene alla classe G, la peggiore di tutte in materia di efficienza energetica.

Rispetto Berlino, Parigi o Vienna, dove l’inverno è più rigido e l’energia costa meno, il fabbisogno energetico nella capitale lombarda è da 1,5 a 3,5 volte più alto, con un valore di 202,8 kWh/m2, considerando tutte le abitazioni certificate dal 2007 a oggi.

Il professor Niccolò Aste del Politecnico di Milano ha spiegato che «La maggior parte degli edifici che occupiamo è stata realizzata in epoche nemmeno troppo lontane, ma in cui l‘efficienza energetica era una tematica praticamente sconosciuta. La soluzione di ogni carenza veniva demandata agli impiantisti, cui spettava il compito di risolvere le problematiche legate al comfort interno a spese di ingenti consumi di combustibili”.

I nostri immobili – continua il professore – sono pesantemente energivori e necessitano di efficaci operazioni di retrofit, al fine di allinearli agli attuali standard. Tutto ciò è possibile solo attraverso operazioni coordinate ed integrate, in cui progettisti, tecnici, esecutori e consulenti interagiscono in maniera sinergica, non limitandosi a intervenire solo su alcuni ambiti».

Oltre allo spreco energetico che si verifica in una casa a bassa efficienza, l’inquinamento è un argomento serio. A Milano, un appartamento di 80 m2 consuma in un anno circa 20 m3 di combustibile per metro quadro (con un costo medio di 1.550 euro), e immette nell’atmosfera il doppio di CO2 di un Suv che percorre 10.000 km in città, ovvero 3,6 tonnellate di CO2.

Manuel Castoldi presidente di Rete Irene ha ricordato che “la riqualificazione energetica consente non solo di salvaguardare l’ambiente, ma anche di risparmiare sulle bollette del riscaldamento e addirittura di incrementare il valore delle singole abitazioni“.

«Intervenire sul patrimonio edilizio esistente è un impegno che noi amministratori dobbiamo sostenere – ha aggiunto il presidente Anaci Lombardia Claudio Bianchini – convincendo i cittadini condomini della necessità di interventi destinati ad aumentare il risparmio energetico».

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