Rincaro tariffe, in Italia le più care d’Europa

Energia elettrica, gas, trasporti e adesso la TARI – che ci ha fatto pagare per i rifiuti un 12% in più – sono le spese che più pesano sull’economia delle famiglie e piccole imprese italiane. Negli ultimi 4 anni in Italia le tariffe pubbliche sono aumentate del 19,1%, mentre la media dei rincari nella zona euro è stata pari all’11,8%. Secondo la CGIA alcuni degli aumenti, come quelli dei rifiuti, sono “ingiustificabili“.

aumento tariffe, come risparmiare
Perché aumentano le tariffe in Italia e come si può risparmiare?

Soltanto in Spagna le tariffe pubbliche sono aumentati più che nel nostro Paese, pagando gli spagnoli adesso un 23,7% in più rispetto il 2010. In Irlanda i rincari segnano un 19.1% come in Italia, mentre i francesi hanno subito un aumento medio del 12,9% e i tedeschi soltanto del 4,2%.

A pubblicare le cifre è stato l’Ufficio studi della CGIA, che ha comparato l’andamento delle tariffe pubbliche nei principali Paesi europei e registrato, inoltre, i prezzi praticati negli ultimi 10 anni sui principali servizi pubblici italiani.

Bolletta dell’acqua aumentata di quasi l’80%

Tra il 2004 e il 2014 l’aumento dell’inflazione è stato del 20,5%; tuttavia, molti sono i servizi che sono cresciuti di più. Rincari da capogiro per l’acqua +79,5%, i rifiuti +70,8%, mentre per le tariffe energia elettrica oggi si paga il 48,2% in più che 10 anni fa,  per i pedaggi autostradali il 46,5% e per i trasporti ferroviari il 46,3%.

Le tariffe gas costano un 42,9% in più, mentre per quanto riguarda i trasporti urbani si sono verificati rincari del 41,6% e del 31,6% per i taxi; infine, c’è stato un aumento dei servizi postali pari al 27,9%.

Tra tutte le voci analizzate dalla CGIA, soltanto le tariffe telefoniche sono scese, in particolare del 15,8%.

Famiglie producono meno rifiuti ma pagano sempre di più

Nel nostro Paese i rincari maggiori hanno interessato le tariffe locali”, afferma il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi. “Se per quanto concerne l’acqua i prezzi praticati rimangono ancora adesso tra i più contenuti d’Europa, gli aumenti registrati dai rifiuti sono del tutto ingiustificabili”.

“A causa della crisi economica, negli ultimi 7 anni c’è stata una vera e propria caduta verticale dei consumi delle famiglie e delle imprese: conseguentemente è diminuita anche la quantità di rifiuti prodotta“, spiega Bortolussi. “Pertanto, con meno spazzatura da raccogliere e da smaltire, le tariffe dovevano scendere, invece, sono inspiegabilmente aumentate“.

Il segretario CGIA ricorda che nell’ultimo anno, con l’introduzione della TARI in sostituzione della TARES, le famiglie italiane hanno dovuto sborsare il 12,2% in più, contro un’inflazione che è salita soltanto dello 0,3%.

Perché aumentano le tariffe?

L’analisi della CGIA esamina anche le cause che hanno fatto salire le tariffe in Italia. Secondo Bortolussi, l’aumento del gas è dovuto al maggior costo della materia prima e del tasso di cambio, mentre per la bolletta della luce si parla dell’andamento delle quotazioni petrolifere e il rincaro degli oneri generali di sistema. Pesano sul trasporto urbano il caro carburante e l’aumento del costo del lavoro.

“Non va nemmeno dimenticato – sottolinea Bortolussi – che molti rincari sono riconducibili anche al peso fiscale che grava sulle tariffe che, purtroppo, da noi tocca punte non riscontrabili nel resto d’Europa. Inoltre, nonostante i processi di liberalizzazione avvenuti in questi ultimi decenni abbiano interessato gran parte di questi settori, i risultati ottenuti sono stati poco soddisfacenti”.

“In linea di massima – conclude il segretario CGIA – oggi siamo chiamati a pagare di più, ma la qualità dei servizi resi non ha subito sensibili miglioramenti. Speriamo che la riduzione del prezzo del petrolio registrata in questi ultimi mesi comporti per l’anno venturo una contrazione delle tariffe, soprattutto di luce, gas e trasporti che sono le principali voci di spesa che gravano sui bilanci delle famiglie e delle piccole imprese italiane”.

Con le tariffe del mercato libero si può risparmiare

Le tariffe aumentano, ma i servizi in mercato libero consentono di risparmiare. Per esempio, con le offerte del mercato libero si tagliano le bollette del 10% circa.

Parliamo di risparmi che, per una famiglia di 5 persone, rappresentano circa 380 all’anno (consumi 6.300 kWh e 2.100 m3); il passaggio al mercato libero è gratuito, la maggior parte delle tariffe bloccano il prezzo per 1 a 3 anni e si può tornare in qualsiasi momento al servizio a maggior tutela.

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