Rimodulazioni telefoniche TIM, Vodafone, Wind Tre: perché si applicano

 La pratica della rimodulazione di una tariffa è piuttosto diffusa nella telefonia, soprattutto quando, in seguito a sanzioni e modifiche obbligate da parte dell’Agcom, gli operatori cercano di recuperare quanto perduto maggiorando le attuali offerte per un ammontare che normalmente va da qualche centesimo a pochi euro. Fortunatamente, nei casi di modifica unilaterale, il cliente ha sempre la possibilità di recedere dal contratto e di migrare verso un altro fornitore di servizio.

Il recesso è sempre permesso, e senza penali, in caso di modifica unilaterale

Che cosa sono le rimodulazioni nella telefonia

Poche cose fanno storcere il naso, nel mondo della telefonia mobile, come ricevere notizia che la propria tariffa – con la quale ci trovavamo benissimo – verrà rimodulata: pagheremo qui di più, o avremo diritto a qualche servizio in meno, sempre con la possibilità di recedere senza penali (ma con la scocciatura di trovare un’altra offerta su misura per le nostre esigenze).

È abbastanza naturale quindi chiedersi se una pratica simile sia del tutto legale: purtroppo per i consumatori la risposta è sì, quindi è inutile pensare che possa servire a qualcosa lamentarsi con chi ci fornisce il servizio (a meno che, naturalmente, non cerchino di impedire il legittimo recesso).
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Gli interventi dell’Agcom

Le rimodulazioni vengono applicate agli utenti in seguito, di solito, a ricavi che non sono più considerati leviti: l’esempio più noto è chiaramente quello della famigerata “tredicesima della telefonia”, quando, prima dell’intervento dell’Agcom, il canone veniva pagato ogni 4 settimane (e quindi 13 volte all’anno, rispetto agli attuali 12). In seguito alla decisione di impedire questa pratica, molti operatori hanno scelto di effettuare una rimodulazione per rientrare, e in diversi casi anche questi aumenti sono stati oggetto di proteste e sanzioni.

C’è da dire che di solito la rimodulazione non va a totale svantaggio dell’utente: se il costo aumenta, di norma ci sono più minuti, SMS o traffico dati per il consumatore, anche se non sono stati richiesti (e di norma non sono necessari, altrimenti avremmo scelto un’altra promozione).

Che cosa fare con le rimodulazioni

In caso di rimodulazione unilaterale, le possibilità a disposizione sono quelle di accettare la nuova tariffa, passare a un altro operatore (senza penali né costi di disattivazione) o tentare di richiedere la vecchia tariffa, teoricamente possibile ma in pratica difficilissima da ottenere. 

Il recesso dal contratto è sempre disponibile, e l’operatore deve indicare chiaramente come farlo; in alternativa, i siti di TIM, Vodafone, Wind Infostrada, Tre e così via presentano sempre una sezione che indica come comunicare la propria disdetta dal contratto in seguito a modifica unilaterale, con tutti i moduli da compilare.

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