Rimborso 730 busta paga: quando si riceve

Il Decreto Rilancio ha apportato alcune significative modifiche anche ai termini e alle scadenze fiscali di quest’anno. Ecco quali sono le novità introdotte per quel che riguarda la presentazione del 730 e dei relativi rimborsi Irpef in busta paga

Rimborsi 730, le novità del Decreto Rilancio

Il 2020 è un anno straordinario anche per quel che riguarda le dichiarazioni dei redditi. Con il Decreto del 19 Maggio 2020 sono state infatti cambiate le scadenze per presentare il documento fiscale 2020 e così anche il periodo in cui si riceverà il conguaglio Irpef.

Il modello 730, cos’è

Il 730 è un documento che viene richiesto a dipendenti e pensionati e serve per comunicare al Fisco la propria situazione reddituale in modo da calcolare correttamente le tasse da imporvi. Compilare correttamente e inviare per tempo questo documento è utile anche agli utenti per poter recuperare eventuali imposte pagate in surplus e detrarre le spese per sé e i propri familiare sugli importi versati lanno precedente.

Il modulo precompilato deve essere inviato all’Agenzia delle Entrate dai contribuenti che rientrino in una delle seguenti categorie: lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi occasionali, coloro che abbiano recepito redditi da terreni e fabbricati. In alcuni casi possono utilizzare il modello 730 anche coloro che hanno redditi di capitale.

Quali spese si possono scaricare con il 730

Secondo quanto riportato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dal quale è possibile scaricare il modulo precompilato, le spese che si possono scaricare con questo modello sono: mediche, d’affitto, tasse scolastiche o universitarie, i costi del nido, le spese di ristrutturazione, gli interessi passivi sul mutuo, contributi previdenza sociale e riscatto della laurea.

E ancora, nel lungo elenco ci sono le spese assicurative, quelle veterinarie, costi per l’assistenza di disabili, donazioni ad enti di carità, abbonamenti ai trasporti pubblici.

I documenti per compilare il modello

Non c’è una documentazione univoca da presentare insieme alla propria domanda del 730, la lista delle informazioni, e quindi dei documenti, da allegare al modello è diversa per ciascun tipo di contribuente. I documenti da inviare dipenderanno dalle spese che si chiederà di detrarre.

Ogni utente dovrà però fornire una copia del proprio documento di identità (e se la dichiarazione è congiunta con il coniuge anche la copia del documento del partner), tessera sanitaria propria e dei componenti del nucleo familiare (solo se a carico di chi presenta il modello), e dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Poi si dovranno allegare i vari documenti delle spese che si vogliono detrarre. Questa lista include i conti delle spese sanitarie sostenute (e detraibili), le spese del mutuo o quelle per l’affitto di casa, se si hanno collaboratori come colf o badanti la documentazione relativa ai pagamenti dei collaboratori domestici, ecc…

Chi non deve presentare il 730

Ci sono dei cittadini che non possono utilizzare il modello 730 per comunicare al Fisco i propri redditi e sono:

  • coloro che hanno redditi d’impresa, i professionisti con partita IVA
  • chi non risulta residente in Italia negli anni delle dichiarazioni da presentare

I lavoratori autonomi e le persone giuridiche (imprese e pmi) sono tenuti a presentare la documentazione 770, IRAP e IVA, anziché il 730.

Le nuove scadenze di invio delle dichiarazioni

Per il 2020 sono state stabilite una serie di modifiche rispetto agli anni scorsi rispetto alla presentazioni delle dichiarazioni dei redditi, le nuove scadenze stabilite dal Decreto Rilancio avranno un effetto anche sull’accredito dei rimborsi Irpef del 730 del 2020.

La data per l’invio del 730 è slittata dal 23 Luglio al 30 Settembre 2020. Oltre alla modifica per la ricezione dei modelli, il Decreto Rilancio ha anche dettato un nuovo calendario per l’accredito dei rimborsi per i contribuenti. Ecco quali sono i nuovi termini per le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate e per ricevere i conguagli sulle imposte.

Rimborsi Irpef, quando arriveranno

I cittadini riceveranno i rimborsi Irpef a partire dalla busta paga di Luglio, la data in cui ciascun contribuente si vedrà corrispondere gli importi dovuti dipenderà dalla data in cui è stata presentata la scorsa dichiarazione.

Il nuovo meccanismo introdotto dal Decreto di Maggio ha infatti rivisto le vecchie abitudini. Fino allo scorso anno c’erano due tranche di pagamenti dei rimborsi del modello 730, per i pensionati ad Agosto e per i lavoratori a Luglio. Con le novità imposte dal Governo, i rimborsi Irpef inizieranno a Luglio ma solo per chi ha inviato la documentazione del 730 a Maggio.

L’accredito in busta paga o sul conto corrente sarà quindi ricalendarizzato sulla base delle date di invio delle dichiarazioni e dei modelli all’Agenzia da parte di professionisti e CAF. I prossimi termini per gli invii delle domande sono: dal 16 Luglio al 31 Agosto e dal 1° Settembre al 30 Settembre. Per chi presenta i modelli entro queste date i termini del nuovo Decreto sono il 15 Settembre e il 30 Settembre 2020.

In totale sono stati previsti 5 slot temporali per la presentazione dei modelli e i rimborsi 2020. I primi 3, già scaduti: sono stati quelli  delle dichiarazioni presentate entro il 31 Maggio (esito rimborsi entro il 15 Giugno); tra il 1° e il 20 Giugno con comunicazione dei risultati entro il 29 Giugno; e per i modelli inviati dal 21 Giugno al 15 Luglio con risultati entro il 23 Luglio.

Secondo quanto riportato dalle modifiche apportate i rimborsi Irpef saranno poi corrisposti ai contribuenti sul primo stipendio successivo a quello in cui è stato ricevuto il prospetto di liquidazione.

I controlli e i rimborsi Irpef

L’invio della domanda non dà automaticamente diritto ai rimborsi. La legge fiscale italiana infatti prevede un meccanismo di controllo delle dichiarazioni e dei modelli precompilati e si dovrà superare questa verifica per ottenere la restituzione degli importi.

Sarà l’Agenzia delle Entrate ad effettuare le opportune operazioni di controllo, in precedenza invece erano i datori di lavoro o i sostituti di imposta. La verifica avverrà se saranno riscontrati elementi di incoerenza nel modello oppure se il rimborso Irpef richiesto sarà superiore a 4 mila euro. Per elementi di incoerenza si intendono delle modifiche tra il modello di rimborso e la dichiarazione dei redditi.

Tutto quello che occorre sapere sul nuovo 730

Per non rischiare di compilare e inviare in ritardo o in modo scorretto il 730, perdendo quindi la possibilità di ricevere il rimborso, ecco una mini guida con le informazioni più importanti da tenere presente su questo documento fiscale.

I contribuenti con un lavoro dipendente o con lavoro autonomo occasionale, ricevono i rimborsi del 730 direttamente all’interno della busta paga. In genere la data di accredito è Luglio, ma come detto con le nuove disposizioni la ricezione del conguaglio dipenderà dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi 2020.

Non tutti i cittadini ricevono il rimborso Irpef, questo credito si matura se le spese in detrazione per sé stessi e per i componenti del nucleo familiare, che risultano a carico del contribuente, sono superiori all’imposta Irpef dovuta allo Stato. L’importo ricevuto potrà poi essere riutilizzato per pagare le tasse o come rimborso Irpef.

Per semplificare al massimo la spiegazione, il rimborso di cui stiamo parlando viene riconosciuto a quei cittadini che risultano aver pagato delle imposte in più. L’importo in eccedenza viene quindi restituito a questi contribuenti o in busta paga, o con un accredito extra sull’assegno della pensione.

Ad essere stato modificato rispetto agli anni passati non è il meccanismo di calcolo dei rimborsi o la modalità di presentazione dei modelli del 730, il Decreto Rilancio ha modificato le scadenze per la comunicazione dei redditi e i documenti delle dichiarazioni sono necessari per il calcolo dei rimborsi. Dunque come diretta conseguenza dello slittamento delle date di comunicazione dei redditi è stato anche istituito un nuovo calendario dei rimborsi Irpef 2020 per la restituzione dei crediti.

Il rimborso con o senza sostituto di imposta

Per Legge il rimborso può essere effettuato sia con un sostituto di imposta che senza. Per i lavoratori italiani dipendenti questa figura giuridica, in genere, coincide con il datore di lavoro. Nel caso dei pensionati dipende da qual è il proprio ente pensionistico, INPS o enti privati. Il sostituto di imposta è una figura che deve provvedere agli oneri previdenziali fiscali dei contribuenti.

In alcuni casi è possibile anche presentare il 730 senza indicare alcun sostituto di imposta e si possono comunque ottenere i rimborsi Irpef. Per coloro che optino per questa modalità di presentazione del modello 730 sarà necessario:

  • presentare all’Agenzia delle Entrate documentazione bancaria (IBAN del contribuente)
  • intestatario conto e titolare del rimborso 730 dovranno corrispondere

Sarà inoltre necessario presentarsi presso lo sportello dell’Agenzia delle Entrate qualora fossero necessari degli accertamenti. Si potrà ottenere un rimborso Irpef in contanti entro il tetto massimo di 1000 euro. Se la somma riconosciuta dalle verifiche come rimborso risultasse superiore, il cittadino dovrà far riferimento alla Banca d’Italia.

Il debito Irpef

Il 730 non è solo un modello che indica se i contribuenti hanno diritto ad un rimborso, ma anche se dalla documentazione emerge un debito Irpef del cittadino. In questo caso vuol dire che i lavoratori (o i pensionati, ma è molto raro che accada) abbiano percepito dei redditi ingiustamente. Uno dei casi riportato come esempio è il bonus Renzi, magari riconosciuto per errore in busta paga al cittadino.

In questi casi quindi il 730 evidenzierà un debito del lavoratore verso il Fisco e il contribuente dovrà versare la somma del debito Irpef emersa durante la verifica del 730.

Così come nel caso del rimborso Irpef, anche in caso di debito verso il Fisco i cittadini che hanno presentato le domande con sostituto di imposta vi vedranno sottrarre in automatico le cifra dalla busta paga (o dalla pensione). Per chi ha presentato il 730 senza sostituto di imposta il versamento non sarà automatico, il cittadino una volta ricevuta la comunicazione dovrà quindi provvedere ad effettuare il pagamento all’Agenzia delle Entrate per ripianare la situazione fiscale.

Commenti Facebook: