Rimborsi per fatturazione 28 giorni, continua la guerra: Tim e Vodafone impugnano la sentenza

Il caso legato ai rimborsi per gli utenti derivanti dal sistema di fatturazione a 28 giorni continua ad essere un argomento da “prima pagina”. TIM e Vodafone, infatti, hanno impugnato la sentenza del Tar del Lazio chiedendone la sospensiva. I due operatori si oppongono, infatti, a quanto stabilito dal tribunale alcuni giorni. Ecco tutti i dettagli su questa spinosa situazione. 

Il caso dei rimborsi sulla fatturazione a 28 giorni non è ancora chiuso

A distanza di pochi giorni dall’arrivo della sentenza del Tar del Lazio sui rimborsi legati al sistema di fatturazione a 28 giorni, TIM e Vodafone annunciano un ricorso, impugnando la sentenza e richiedendo una sospensiva del provvedimento. Il tribunale, nei giorni scorsi, aveva confermato i provvedimenti dell’Agcom sul ristoro per gli utenti mediante la posticipazione della fatturazione dei servizi di telefonia fissa in misura pari ai giorni erosi dal sistema di fatturazione ogni 28 giorni.

Stando a quanto stabilito dal Tar, entro il 31 dicembre del 2018 le società telefoniche sono obbligate a restituire in bolletta i giorni “erosi” agli utenti con l’introduzione del sistema di fatturazione ogni 28 giorni che, per diversi mesi, ha sostituito, in modo forzato, il tradizionale sistema di fatturazione mensile comportando l’introduzione di una mensilità extra per i clienti. Il Tar ha anche annullato le sanzioni dell’Agcom per TIM, Vodafone, Fastweb e Wind Tre legate al mancato rispetto dell’obbligo di cadenza mensile delle fatturazioni.Scopri le migliori offerte fibra e ADSL

Rimborsi per fatturazione a 28 giorni: la posizione del Movimento Consumatori

Ecco quanto dichiarato da Alessandro Mostaccio, segretario generale del Movimento Consumatori, in merito alla scelta di TIM e Vodafone di impugnare la recente sentenza del Tar e, quindi, di portare avanti la battaglia legale sui rimborsi legati alla fatturazione ogni 28 giorni.

“Abbiamo appreso che Tim e Vodafone, nonostante cause perse e condanne dell’Agcom, confermate dal Tar Lazio, non si arrendono e anche se non sono state ancora pubblicate le motivazioni con le quali il Tar dà ragione all’Autorità, procedono tamburo battente a impugnare una sentenza di cui conoscono solo il dispositivo” Mostaccio sottolinea che “le notizie apprese ci confermano che si continuerà una guerra contro tutti”. Il segretario del Movimento Consumatori si augura, inoltre, che “Wind Tre e Fastweb non seguano le orme di Tim e Vodafone e rispettino le delibere Agcom”

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