Riforma tariffe elettriche, AEEGSI lancia nuova consultazione

Dopo le forti polemiche che si sono verificate con la riforma delle tariffe elettriche pensata dall’AEEGSI a febbraio di quest’anno, l’Autorità lancia una nuova consultazione al riguardo, che prevede un’applicazione più graduale, insieme a una diminuzione degli oneri in quota fissa della bolletta. Rimane però controversa la riforma delle tariffe elettriche, con l’81% delle famiglie italiane che subirebbe un aggravio.

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La riforma delle tariffe elettriche comporta aggravi per l'81% delle famiglie italiane

E’ finita lo scorso 16 marzo la consultazione pubblica lanciata dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) lanciata a febbraio, con l’obiettivo di raccogliere opinioni riguardanti la riforma delle tariffe elettriche, il cui metodo di calcolo è ritenuto obsoleto dall’AEEGSI.

L’idea è quella di modernizzare le tariffe luce, eliminando la loro progressività e beneficiando coloro che oggi consumano di più, come le famiglie numerose e le piccole imprese. Con il nuovo metodo tariffario proposto inizialmente dall’AEEGSI, la bolletta della luce del consumatore tipo rimaneva invariata, mentre le famiglie numerose potevano risparmiare ben 618 euro all’anno; ma le modifiche comportavano un aggravio, per i single (circa 75 euro in più all’anno), le coppie (44 euro in più) e la categoria dei non residenti con bassi consumi (+130 euro su base annua), penalizzando quindi chi consuma poca energia. Per maggiori informazioni sulla prima consultazione dell’AEEGSI, rimandiamo al nostro articolo su come cambiano le tariffe energia elettrica.

Autorità lancia nuova consultazione

Dopo le tante polemiche scatenate da associazioni ambientaliste e dei consumatori, l’Autorità ha pubblicato un secondo documento di consultazione, che sarà in vigore fino al 4 settembre, e che riguarda sempre la riforma delle tariffe elettriche.

L’AEEGSI non ha modificato profondamente le proposte, ma suggerisce un’applicazione più graduale delle misure, lasciando senza modifiche la distinzione tra residenti e non residenti e, fondamentalmente, tagliando la percentuale degli oneri che da quota variabile finiscono in quota fissa.

L’Autorità propone l’avvio della riforma il 1° gennaio 2016, con l’introduzione della struttura non progressiva solo per i servizi di rete, insieme alle modifiche sugli impegni di potenza. La riforma dei servizi di vendita comincerebbe nel 2017 e quella degli oneri generali nel 2018. In alternativa, c’è una seconda opzione con l’avvio della riforma nel 2017 ma con gli oneri modificati nel 2018.

Modifiche sugli oneri in bolletta

Il primo documento di consultazione di quest’anno prevedeva lo spostamento sulla quota fissa del 100% degli oneri di distribuzione e del 50% degli oneri di sistema. Dopo le tante preoccupazioni manifestate dalle associazioni dei consumatori, l’Autorità ha rivisto al ribasso queste soglie, dato che «secondo alcuni partecipanti alla consultazione, investimenti in efficienza energetica e per l’autoconsumo perderebbero parte del proprio valore».
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Nella nuova consultazione l’AEEGSI propone di lasciare intatta la distinzione tra residenti e non residenti, per quanto riguarda gli oneri di sistema. Così, i residenti pagherebbero gli oneri unicamente in relazione ai kWh di energia elettrica consumata, mentre i non residenti pagherebbero anche un 25% in relazione al numero dei punti di prelievo (struttura binomia). Questa distinzione consente un’applicazione più graduale della riforma per i residenti, penalizzando i non residenti.

Le modifiche sugli oneri di rete

La nuova proposta dell’AEEGSI riguardante gli oneri di rete prevede che la quota fissa copra unicamente i costi delle attività di misura e commercializzazione. I costi della distribuzione invece saranno coperti solo dalla quota potenza, e quindi in funzione dei kW impegnati, e i costi di trasmissione verrebbero calcolati secondo il prelievo, ovvero in quota energia.

In cifre, e secondo le tabelle che pubblica l’Autorità nel documento di consultazione, rimane però una notevole diseguaglianza. Una famiglia tipo (ovvero residente con potenza di 3kW e consumo fino a 2.700 kWh/anno) pagherà tra i 19 e i 71 euro in più all’anno.

Chi è non residente e ha consumi bassissimi (900 kWh), sempre con contratto di 3 kW di potenza, sborserà 117 euro in più, mentre i residenti con elevata potenza contrattuale e alti consumi (6 kW e 6.000 kWh) risparmierebbero la bellezza di 582 euro all’anno.

Nuove tariffe elettriche pregiudicano le famiglie

In conclusione, le nuove tariffe elettriche pensate dall’AEEGSI colpiscono ancora le famiglie. I nuovi prezzi in effetti avrebbero un impatto negativo per l’81% delle famiglie italiane, che consumano meno di 2.640 kWh all’anno, come hanno denunciato le associazioni dopo un recente incontro con l’Autorità.

Al riguarda il senatore del Movimento 5 stelle, Gianni Girotto, ha commentato: «La riforma continua a pesare su chi consuma meno, che si troverà a pagare di più. Rende economicamente inefficaci gli interventi di efficientamento energetico e di consumo dell’energia prodotta tramite le fonti energetiche rinnovabili. Si pone in contrasto con le direttive europee sull’efficienza energetica e gli obiettivi di riduzione dei consumi di energia e delle emissioni».
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