Riciclaggio Fastweb: licenziato il direttore marketing

L’amministratore delegato di Fastweb, Stefano Parisi ha annunciato che la società ha licenziato oggi due dipendenti infedeli: Si tratta di Bruno Zito, Marketing Director, e di Giuseppe Crudele che ricopriva la posizione di trade marketing.

bruno-zito-fastweb

L’AD ha affermato che i due responsabili hanno portato dentro l’azienda delle altre aziende che erano gestite in modo criminale.

Stefano afferma che potrebbe venire il dubbio che i meccanismi di controllo non abbiano funzionato a meraviglia, visto che centinaia di milioni di euro di fatturato dovrebbero notarsi su un totale di 1 miliardo e 700 milioni.

Ed è davvero strano che Stefano Parisi non ne sapesse niente visto che nel 2007 succedeva questo:

In seguito sono scattate le iscrizioni nel registro degli indagati per Silvio Scaglia, fondatore e azionista di riferimento del gruppo tlc milanese, e altri 5 manager che lavorano o hanno lavorato nella società: Emanuele Angelidis, Mario Rossetti, Lorenzo Macciò, Bruno Zito e Alberto Trondoli. Le ipotesi di reato sono quelle di associazione a delinquere, false comunicazioni sociali, dichiarazioni infedeli mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. L’inchiesta non riguarda la sola Fastweb e dei 170 milioni di importo di Iva non versata, circa 30 milioni farebbero riferimento alla sola Fastweb.

atore delegato di Fastweb, Stefano Parisi ha annunciato che la società ha licenziato oggi due dipendenti infedeli: Si tratta di Bruno Zito, Marketing Director, e di Giuseppe Crudele che ricopriva la posizione di trade marketing.

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L’AD ha affermato che i due responsabili hanno portato dentro l’azienda delle altre aziende che erano gestite in modo criminale.

Stefano afferma che potrebbe venire il dubbio che i meccanismi di controllo non abbiano funzionato a meraviglia, visto che centinaia di milioni di euro di fatturato dovrebbero notarsi su un totale di 1 miliardo e 700 milioni.

Ed è davvero strano che Stefano Parisi non ne sapesse niente visto che nel 2007 succedeva questo:

In seguito sono scattate le iscrizioni nel registro degli indagati per Silvio Scaglia, fondatore e azionista di riferimento del gruppo tlc milanese, e altri 5 manager che lavorano o hanno lavorato nella società: Emanuele Angelidis, Mario Rossetti, Lorenzo Macciò, Bruno Zito e Alberto Trondoli. Le ipotesi di reato sono quelle di associazione a delinquere, false comunicazioni sociali, dichiarazioni infedeli mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. L’inchiesta non riguarda la sola Fastweb e dei 170 milioni di importo di Iva non versata, circa 30 milioni farebbero riferimento alla sola Fastweb.

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