Renzi: taglio alla bolletta luce di 8400 euro per ogni PMI

Matteo Renzi ha presentato la scorsa settimana un piano di interventi pensato per dare una boccata di ossigeno alle imprese e i loro dipendenti con stipendio sotto i 25mila euro lordi. Le imprese beneficeranno del taglio dell’Irap e dei costi dell’energia elettrica. Secondo la CGIA di Mestre, ogni PMI potrà risparmiare 8400 euro sulla bolletta luce.

taglio della bolletta luce, PMI risparmiano 8400 euro
Il taglio del 10% della bolletta della luce consentirà alle PMI di risparmiare oltre 8000 euro

Il primo piano del neo-premier è dedicato a imprese e dipendenti. A favore delle prime, è stato previsto il taglio dell’Irap, che incide parecchio sui bilanci delle aziende (anche perché va versata pur se i conti della compagnia hanno il segno rosso), così come una riduzione dei costi energia elettrica.

Secondo la CGIA di Mestre ogni piccola-media impresa italiana risparmierà, in media, 8.400 euro sulle spese energetiche.

Il costo dell’energia nel nostro Paese rappresenta un reale problema per imprese, afferma la CGIA. Questo perché le bollette della luce in Italia sono tra le più alte in Europa, secondo i dati Eurostat, che segnalano che una PMI in Italia paga ogni KW circa 18 centesimi, a fronte dei 12 centesimi di Germania e Spagna, agli 11 centesimi della Gran Bretagna e perfino i 9 centesimi della Francia.

Questa situazione è confermata anche da Legambiente e il Club Kyoto, che ritengono che il caro energia è un falso mito per famiglie e imprese energivore, ma che le PMI vengono penalizzate in Italia; in effetti, per consumi tra 500 e 2000 MWh/anno il costo italiano è pari a 0,1951/kWh, un 30% più alto della media europea.

In generale, secondo la CGIA le imprese italiane pagano il 68% in più per l ‘energia elettrica rispetto agli altri Paesi UE.

Il piano di Renzi è ben visto, quindi, con un taglio del 10% della bolletta della luce, che comporta un risparmio di 8.400 euro all’anno per una piccola-media impresa, secondo i dati CGIA.

[caption id="attachment_92248" align="aligncenter" width="300" caption="Fonte: Cgia di Mestre"][/caption]

L’associazione è arrivata a questa cifra, come si evince dalla tabella qui sopra (clicca per ingrandire), prendendo come campione un’impresa con un consumo medio annuo di 500 MWh, che nel 2013 ha speso 84.000 euro per la spesa energetica e che, adesso, ne spenderà 75.600 euro. Purtroppo, una PMI italiana continuerà a spendere 12.150 euro in più dei suoi concorrenti europei.

Tuttavia, come dichiarato da Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia, si tratta di “Un taglio importante, che sommandosi alla riduzione dell’Irap, allo sblocco dei debiti della Pubblica amministrazione, all’aumento di 500 milioni di euro del fondo contro il credit crunch mette finalmente gli interessi delle imprese al centro dell’attenzione. Certo, tutto ciò non basta, comunque è un ottimo segnale che ci consente di dire che probabilmente la politica ha cambiato atteggiamento nei confronti dell’impresa“.

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