Rendicontazione delle informazioni non finanziarie, Enel è pronta

Secondo la direttiva europea 2014/95/UE, i grandi gruppi e le imprese che impieghino più di 500 dipendenti (più le PMI, su base volontaria) saranno tenute a rendicontare, su base annua nel bilancio consolidato, le informazioni non finanziarie e che riguardano quindi fattori ambientali, sociali e di governance.

Sostenibilità
Un confronto per rendere la rendicontazione di sostenibilità una concreta opportunità di sviluppo

In questo modo tutto ciò che non rientra nelle attività economiche standard dell’azienda – dal rispetto dei diritti umani alle misure anticorruzione, fino alla diversity nella composizione dei cda – trova una sua espressione scritta.

Secondo quanto dichiarato da Marina Migliorato, CSR di Enel, il percorso di attuazione della direttiva in Italia «non rappresenta solo un obbligo, ma un’occasione di sviluppo e crescita per tutto il sistema Paese».

La direttiva dovrà ora essere ratificata dal Parlamento e poi attuata con un decreto legislativo, e in tutte le fasi di questo passaggio Enel (insieme alle associazioni imprenditoriali, come Confindustria, interessate alla cruciale questione) vuole far nascere un confronto aperto con le istituzioni.
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L’obiettivo è far sì che la rendicontazione di sostenibilità non sia vista solo come un ulteriore fardello burocratico a carico delle imprese ma una concreta opportunità di sviluppo. Se n’è cominciato a parlare al convegno di Roma curato da Marina Migliorato insieme al Global Compact Network Italia e al Network Italian Business Reporting, al quale hanno partecipato manager e rappresentanti delle istituzioni.

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