Recesso e cambio operatore per modifiche unilaterali: AGCOM fa chiarezza

Sono sempre più frequenti i casi di “modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali” da parte degli operatori di telefonia in Italia. Al fine di rendere più trasparente il processo di recesso e cambio operatore l’AGCOM ha fatto chiarezza su alcuni punti focali di questi aspetti. Vediamo tutti i dettagli.

AGCOM fa chiarezza su alcuni aspetti centrali del processo di recesso e cambio operatore

Il numero di casi in cui gli operatori di telefonia ricorrono ad una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali è in costante crescita. Gli operatori sfruttano l’articolo 70 comma 4 del Decreto Legislativo 259 del 2003 che permette la modifica unilaterale delle condizioni tariffarie offrendo, nello stesso tempo, una serie di garanzia agli utenti.

Secondo una delibera dell’AGCOM, gli operatori devono informare delle modifiche i loro clienti interessanti dando un preavviso non inferiore ai trenta giorni. I clienti che non accettano le nuove condizioni possono recedere senza penali e senza costi di disattivazione ed hanno anche la possibilità di passare ad altro operatore.

E’ l’operatore che comunica al cliente le modalità per richiedere il recesso e la data entro cui è necessario avviare la domanda. Il recesso ha efficacia a far data dall’entrata in vigore delle modifiche alle condizioni contrattuali. La richiesta deve arrivare all’operatore entro i termini indicati.

Come prescritto dalla normativa vigente, gli operatori di telefonia devono permettere ai clienti di poter richiedere il recesso dal servizio anche recandosi in uno dei loro punti vendita, un aspetto che non sempre viene messo in evidenza ma che è stato chiarito dalla legge del 4 agosto 2017, n. 124 “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”.

In caso di passaggio ad altro operatore, inoltre, nel periodo necessario per completare la richiesta di passaggio stessa verranno applicate le condizioni precedenti alle modifiche unilaterali avviate dall’operatore. E’ importante sottolineare, inoltre, che l’operatore ha il compito di rimborsare l’utente di quanto pagato in eccesso nel caso in cui, per questi di natura tecnica, non sia stato possibile evitare l’applicazione delle nuove condizioni contrattuali.

AGCOM mette a disposizione un apposito canale per permettere ai clienti di denunciare comportamenti scorretti degli operatori. Collegandosi al sito www.agcom.it, infatti, è possibile scaricare il Modello D, un modulo, dopo essere stato compilato in ogni sua parte, potrà essere trasmesso all’Autorità tramite l’indirizzo di posta elettronica denunce_ugsv@cert.agcom.it.

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Recesso e smartphone a rate: ecco cosa succede

Nel caso in cui il cliente che richiede il recesso abbia in corso un pagamento rateale di servizi o prodotti accessori come, ad esempio, uno smartphone, in caso di modifica unilaterale e successiva richiesta di recesso dal contratto tale pagamento dovrà continuare con modalità rateale.

L’utente ha facoltà, in ogni caso, di saldare la cifra residua in un’unica soluzione. L’operatore non può obbligare l’utente a pagare in un’unica soluzione le rate residue in quanto andrebbe a trattare il diritto di recesso, legittimamente esercitato dall’utente, come un inadempimento contrattuale. Si tratta di un aspetto centrale da tenere ben presente per accertarsi che l’operatore segua, alla lettera, la normativa.

E’, inoltre, importante considerare la presenza di un’eventuale rata finale che potrebbe essere addebitata all’utente in caso di recesso e che verrebbe scontata (l’utente non la pagherebbe) nel caso non venga effettuato alcun recesso e la propria SIM resti attiva sino alla fine del pagamento rateale.

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