Recchi (presidente Telecom): “Servono regole chiare per investire”

Al World Economic Forum di Davos, Giuseppe Recchi, presidente di Telecom Italia, ha parlato degli investimenti del gruppo e dell’obiettivo di realizzare in Italia una rete diffusa per la banda ultralarga, ricordando come la stessa Telecom, con 3 miliardi di investimenti l’anno programmati per il prossimo triennio, sia la prima azienda per investimenti nel Paese.

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Il presidente di Telecom ha parlato inoltre della necessità di un approccio diversificato

Recchi valuta positivamente lo stanziamento dei 6 miliardi di euro per la banda larga da parte del governo Renzi: «La filosofia scelta sembra condivisibile per un processo che gli operatori richiedono veloce ma differenziato a seconda del territorio». Recchi ha aggiunto che «per investire servono regole chiare e certe e il coordinamento fra obiettivi politici e regolamentazione».

In questi giorni intanto si gioca la partita sul futuro della fibra ottica di Metroweb; a dicembre il presidente di Telecom Italia aveva bocciato l’idea del “condominio” proposta dall’amministratore delegato di Wind, Maximo Ibarra, da realizzarsi con l’intervento dei vari operatori di tlc in Italia per trasformare Metroweb in un veicolo di collaborazione sulla rete.
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Recchi si è inoltre soffermato sulla necessità di un approccio differenziato. Tra le aree definite a “totale fallimento”, dove nessuno investirebbe e si prevedono pertanto sussidi, e quelle “a totale successo” dove gli investimenti hanno un ritorno in regime di libera concorrenza, ci sono infatti aree intermedie dove sarà cruciale il mix di agevolazioni fiscali e sussidi. L’importante è che il processo non sia drastico, ma «avvenga per passaggi successivi e che la rete venga potenziata e sviluppata guardando alla domanda reale e allo sviluppo progressivo delle tecnologie».

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