Rca: serve la “carta d’identità” del veicolo

Come risolvere il caro-prezzi Rca che attanaglia, ormai dal lontano 1994, il nostro Paese? Una soluzione potrebbe essere una piattaforma condivisa contenente il database di numerose informazioni sui veicoli: lo scrive in una nota Ivan Catalano, vicepresidente della commissione Trasporti.

A caccia di soluzioni contro il caro-Rca

Una banca dati completa

Il database proposto da Catalano dovrebbe contenere tutte le caratteristiche dell’auto o della moto, più lo storico dei sinistri e degli interventi effettuati su ciascun veicolo marciante: si avrebbe così la “carta di identità del veicolo”.

Catalano si appella al Governo Renzi. In un momento in cui si cerca una soluzione al caro-Rca, adesso che è in ballo un disegno legge Rca Zanonato dell’ex Governo Letta (norme un po’ stantie, a dire il vero, visto che ricalcano quelle dell’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, stroncato dalla commissione Giustizia), e che sta per arrivare un interessantissimo disegno legge Rca delle sigle della Carta di Bologna (capitanata da Federcarrozzieri di Davide Galli), il nuovo Esecutivo potrebbe garantire un “campo di gioco neutrale”. A beneficio di automobilisti e Assicurazioni.

In questo contesto, tutti gli attori coinvolti devono operare in trasparenza e onestà a vantaggio della sicurezza dei veicoli marcianti e quindi, a vantaggio dell’intera comunità dei cittadini. Il “campo di gioco neutrale” dovrebbe comprendere la piattaforma condivisa contenente il database delle informazioni sui veicoli: In tal senso è stata depositata una risoluzione.

Una seconda proposta

Ma Catalano va oltre. Ho depositato anche una risoluzione che mira a unificare la Banca Dati dell’istituto Ivass (Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) con quella del ministero dello Sviluppo economico, già interfacciata con quella del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’Ivass ha il compito di raccogliere tutti dati relativi ai sinistri stradali per elaborare le pubblicazioni ufficiali, le statistiche assicurative, i bollettini, quaderni e la Relazione conclusiva annuale. “Vi domanderete il senso di questa risoluzione. La motivazione è una: semplificazione e massima possibilità di fruizione dei dati. Creare banca dati multiple dove vengono immagazzinate le stesse informazioni genera dei costi aggiunti. La risoluzione, inoltre, impegna il Governo a fare in modo che i dati possano essere consultabili tramite una piattaforma gestita dall’Istituto”.

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