Rca con scatola nera: pro e contro

Fenomeno scatole nere: questi apparecchi che registrano la dinamica dei sinistri sono sempre più numerose sulle auto degli italiani. Stimate in 1,2 milioni a fine 2012, hanno superato i 2 milioni di esemplari secondo la nuova rilevazione effettuata nelle scorse settimane dall’Ania, l’Associazione delle imprese di assicurazione. Un numero che fa della penisola, addirittura, il Paese leader mondiale dei dispositivi telematici per auto. Nessuno come noi, neppure negli Usa e in Gran Bretagna, dove le black box, da parecchi anni, vanno fortissimo.

Black box, molti vantaggi

Tariffa Rc auto più bassa

All’origine del successo c’è un fattore ben preciso: chi installa la scatola nera avrà, come contropartita, uno sconto medio dell’8,5% dalle Assicurazioni. Ma il prezzo può arrivare a calare pure del 15%. Il motivo? Semplice: con le scatole nere, è molto più difficile organizzare una truffa, inventare di sana pianta un incidente, gonfiare un risarcimento.

E in un momento delicato come quello attuale, con la disoccupazione dilagante, gli automobilisti italiani sono attratti parecchio dalla possibilità di ottenere un risparmio sulla tariffa Rc auto. Che al Sud raggiunge picchi notevoli: proprio nel Mezzogiorno (specie a Napoli), le scatole nere sono diffusissime. Qui c’è il 49% del totale di black box presenti lungo tutto lo Stivale.

Oltretutto, con la scatola nera, si può avere uno sconto (molto variabile, in base alla zona di residenza e al tipo di vettura) anche sulle polizze accessorie rispetto alla Rc auto obbligatoria: ci riferiamo soprattutto alla garanzia contro incendio e furto. Infatti, diventa più facile prevenire il furto o comunque recuperare la vettura se questa è dotata di black box. Anche se, questo va detto, un ladro di media esperienza porta via la macchina a prescindere dal localizzatore satellitare montato sul veicolo, e al di là di qualsiasi antifurto.

Ma è davvero infallibile?

C’è però anche il rovescio della medaglia. Primo, in caso di incidente con responsabilità controversa (non si sa esattamente di chi sia la colpa del sinistro), può essere la scatola nera a definire in modo preciso come sono andate le cose. O meglio, la registrazione della scatola nera offrirà all’Assicurazione la possibilità di capire la dinamica dell’incidente.

Ma che succede se la registrazione della scatola nera è errata? Come difendersi se la black box ci attribuisce una colpa che non abbiamo? Non solo: la Compagnia, in caso di incidente in cui abbiamo pienamente ragione, potrebbe ridurre leggermente il risarcimento perché dalla registrazione della scatola nera emerge che il nostro comportamento non è stato impeccabile. Ci riferiamo a un piccolo eccesso di velocità, in particolare. Insomma, il rischio è che uno strumento tecnico, la scatola nera, talvolta diventi un oracolo contro cui è impossibile opporsi, anche davanti a un giudice in caso di controversia con l’Assicurazione.

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