di

Rc auto: la questione meridionale

Chi vuole comprare un’auto non deve mettere in conto solo il prezzo della macchina nuova o usata, il bollo, i costi della manutenzione, nonché tutte le tasse legate alla vettura: c’è anche la polizza obbligatoria Rca. Che al Sud raggiunge picchi vertiginosi, specie se si è a elevato rischio incidente, o se di recente si è stati causa di sinistri. Ma i deputati del Pd Valeria Valente e Leonardo Impegno criticano aspramente le differenze di prezzo della Rc auto tra Nord e Sud.

Rc auto: la questione meridionale

L’atto di accusa

“In tema di Rca, apprezziamo gli sforzi del Governo, ma quanto fatto finora non è sufficiente per contrastare in modo davvero efficace l’aumento ingiustificato dei prezzi e le ormai insostenibili, oltre che immotivate, differenze di prezzo tra province del Nord e del Sud”. Lo hanno dichiarato in una nota i deputati napoletani del Pd Valente e Impegno che hanno appena illustrato al ministero dello Sviluppo economico l’interpellanza presentata su prezzi e tariffe RcC auto. I due ritengono inaccettabile che, a parità di classe di merito, un automobilista napoletano debba pagare il quadruplo rispetto allo stesso automobilista di Bolzano: “Il punto è che per intervenire in maniera davvero risolutiva sui prezzi bisogna partire da un’impostazione diversa rispetto a quella adottata dal governo precedente e confermata, a quanto sembra, da quello attuale. Combattere il fenomeno delle frodi è giustissimo ma se non si mette mano al quasi totale oligopolio delle compagnie assicurative ogni misura sarà inefficace se non totalmente inutile”.

Una tariffa sola per tutta l’Italia

Valente e Impegno ritengono utile ripartire dalla tariffa unica nazionale, di cui s’era già parlato in passato: prevede di applicare agli automobilisti che non hanno compiuto incidenti negli ultimi 5 anni la miglior tariffa possibile a prescindere dalla regione o provincia di residenza. Nel marzo 2012, il senatore Franco Pontone presentava in commissione Industria del Senato un emendamento al decreto liberalizzazioni: prevedeva che gli automobilisti virtuosi versino la medesima Rca in tutta Italia. Un premio universale, senza discriminazioni tra Settentrione e Mezzogiorno: “Per le classi di massimo sconto, a parità di condizioni soggettive e oggettive, ciascuna delle Compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte“. Ma che cosa ne pensa l’Ania, l’Associazione delle Assicurazioni? “L’eliminazione della territorialità del premio punisce il 65% degli automobilisti bravi e premia il restante 35%. E i parametri sulla frequenza dei sinistri sono molto diversi da Provincia a Provincia. Sarebbe contrario anche alla normativa comunitaria che vieta interventi degli Stati sulla libertà tariffaria”. Perfino il ministero dello Sviluppo economica, già all’epoca, era per il no: “Una ragionevole e legittima interpretazione della norma dovrebbe includere nelle differenziazioni tariffarie quelle legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori“. E ancora: “Le indicazioni fornite applicano rigorosamente il testo legislativo che prevede ugual tariffa a parità di condizioni soggettive e oggettive. Tra queste ultime, la principale è l’incidentalità. Non esiste nessuna questione Nord-Sud, dal momento che l’incidentalità risulta differenziata anche tra aree interne al Nord e al Sud. Si tratta piuttosto di una questione basilare di equo trattamento dei cittadini italiani”.

Mezzogiorno di fuoco

Vediamo perché al Sud, specie a Napoli e Caserta (ma anche Foggia non scherza), le Rca vanno alle stelle. Uno dei guai più grossi è il danno alla persona, le lesioni fisiche lievi, come il colpo di frusta, troppo spesso in odore di truffa. Di recente, è emerso che sono le province del Mezzogiorno a presentare valori assolutamente fuori linea rispetto alla già elevata media nazionale (22,7%); e in particolare tutte quelle della Puglia, della Calabria e parte della Campania e della Sicilia. A titolo d’esempio: Brindisi 45%, Taranto 44%, Crotone 41%, Foggia e Lecce 39%. Fra le maggiori criticità che influenzano la struttura dei costi dei risarcimenti, particolare rilievo assumono le frodi diffuse che pesano nel risarcimento dei danni (sia alla persona sia ai veicoli) per un valore stimato di 1,5 miliardi euro e all’eccessivo numero dei danni alla persona di modestissima entità. Senza contare, secondo l’Ania, gli elevati valori economici stabiliti dai tribunali per risarcire i danni alla persona più gravi (valore complessivo circa 6 miliardi).

Quali soluzioni

In piccola parte, con il Governo Monti, s’è posto rimedio al problema: dal 2012, il colpo di frusta è risarcibile solo se dimostrato con un esame strumentale. Ma non basta. L’attività antifrode deve essere concepita come un sistema articolato, in cui le banche dati attualmente disponibili siano integrate da un organismo antifrode ad hoc, che possa utilizzare le informazioni raccolte e trattate per svolgere indagini di polizia giudiziaria mirate rispetto a situazioni che presentano elevati indicatori di frode. La costituzione e l’operatività di tale organismo costituiscono inoltre il presupposto necessario per ulteriori proposte operative in merito alla necessità di affrontare le pressioni ambientali che, nella fase della liquidazione del danno, possono essere esercitate verso i liquidatori in forza ai centri di liquidazione presenti sul territorio. A tutela dei tantissimi automobilisti del Sud onesti, che pagano Rca care come il fuoco per colpa di pochi disonesti, talvolta criminali. Nel caso in cui, in sede di liquidazione di un sinistro, dalle consultazioni della banca dati emergessero parametri di anomalia che denotassero un consistente rischio frode, i termini attualmente previsti per l’offerta o per il diniego della stessa dovrebbero essere ampliati per consentire i necessari accertamenti e eventualmente respingere la richiesta di risarcimento. Analogamente i termini per la formulazione della proposta di risarcimento dovrebbero rimanere sospesi nel caso in cui il danneggiato non renda disponibile il veicolo per l’accertamento dei danni. Una struttura per nulla facile da mettere in piedi, su cui si sta lavorando da anni.

Confronta assicurazioni auto »

Commenti Facebook: