Rc auto: la futura battaglia sulle lesioni fisiche gravi

Le Assicurazioni insistono: se davvero si vuole che le tariffe Rc auto scendano in maniera consistente, allora si deve mettere mano alle lesioni fisiche gravi. Occorre cioè che le ferite da incidente con più di nove punti di invalidità permanente valgano, in termini di risarcimento, meno di prima. E per questo le Compagnie stanno facendo la loro battaglia, andando in pressing sul Governo Renzi, dopo aver fatto lo stesso col Governo Letta e con quello di Monti.

Sinistri molto gravi: primavera calda

Colpo di frusta: non basta

Va detto che già nel 2012, con l’Esecutivo Monti, sono stati introdotti criteri più stringenti e rigorosi nella valutazione medico-legale delle lesioni di lieve entità (sotto i nove punti di invalidità) per contrastare il fenomeno dei falsi incidenti: così, in effetti, è arrivato qualche piccolo risultato, ossia minime riduzioni delle tariffe Rc auto. Perché occorre dimostrare il danno biologico permanente (i postumi invalidanti conseguenti alla lesione) attraverso un accertamento clinico-strumentale. Ma questo non basta, come ha appena ricordato l’Ania, la Confindustria delle Assicurazioni.

Confronta assicurazioni auto

La tabella unica nazionale

Oggi, per lesioni gravi (sopra i nove punti di invalidità), ogni tribunale si regola un po’ a modo suo per determinare il risarcimento che l’Assicurazione dovrà effettuare a beneficio del danneggiato. L’Ania mira infatti al punto unico nazionale, che uniformi i criteri di valutazione in tutta Italia eliminando le diversità dovute all’apprezzamento dei vari tribunali: “Il Governo affronti il nodo dell’approvazione delle tabelle per il risarcimento dei danni fisici, da cui dipende in gran parte il disallineamento dei prezzi delle polizze italiane rispetto a quelli medi europei”.

L’opinione delle vittime

Ma l’Associazione vittime della strada si oppone strenuamente alla volontà dell’Ania: la tabella del punto unico è considerata ingiusta perché determina un’iniqua diminuzione dei risarcimenti alle vittime. L’Associazione spinge invece a favore della tabella del tribunale di Milano, la cui applicazione presso tutti i tribunali è stata già indicata dalla Cassazione con sentenza numero 12408 del 7 giugno 2011.
 Per le Vittime, col punto unico si dimezza il risarcimento del danno alla persona con grave pregiudizio del danneggiato: “È un’affermazione demagogica ed incivile, offensiva non solo per le vittime, perché fa vergognosamente pesare sul più debole l’interesse delle Assicurazioni, ma anche per l’intelligenza dei cittadini: la diminuzione delle tariffe va correlata non ai risarcimenti, ma alla diminuzione degli incidenti stradali e a una seria lotta alle innumerevole micro truffe effettuate con sinistri simulati”. In Parlamento, come si vede, si annuncia una primavera di battaglia dialettica.

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