Rapporto Legambiente: le famiglie spendono 100 euro in più al mese

Legambiente analizza oltre 500 edifici in 47 città italiane e presenta una radiografia aggiornata della qualità dell’isolamento termico degli edifici pubblici e privati in Italia. Architettura, geometria degli edifici, consumi termici e dispersioni di calore sono aspetti che incidono sul microclima interno alle nostre abitazioni. E gli italiani spendono 100 euro in più in bolletta.

Una radiografia energetica del patrimonio edilizio italiano

ll rapporto di Legambiente ci dice che i nostri edifici sono freddi d’inverno e caldi d’estate. Attraverso diverse termografi, ovvero fotografia ad infrarosso scattate a diversi edifici su tutto il territorio italiano, si evidenzia come l’isolamento termico sia un sogno.

Edifici freddi d’inverno e caldi d’estate

I contrasti cromatici  delle fotografie rappresentano il gradiente termico sulla superficie esterna dell’edificio, dove le zone più chiare rappresentano temperature maggiori. Dalle fotografia scattate è evidente come spesso le linee a temperatura maggiore seguano gli elementi strutturali dell’edificio (solai, pilastri). Sono le strutture portanti ad assorbire calore dall’interno e lo buttano all’esterno.

Questa situazione si chiama ” ponte termico”, e causa la perdita di calore negli edifici. Questa situazione nel periodo estivo è accresciuta dall’intensità dell’irraggiamento solare. Tale situazione si inverte, ovvero le superfici disperdenti iniziano a trasmettere calore verso l’interno, quando il calore prodotto dalla radiazione solare scalda l’ambiente fino a raggiungere temperature superiori di quelle degli edifici. In 6-8 ore le abitazioni raggiungerebbero temperature, seppur attenuate, simili a quelle esterne.

Isole di calore

La conseguenza di ciò è che in estate, l’alta densità costruttiva e la totale impermeabilizzazione dei suoli determinano aree urbane a temperatura di 4 o 6 gradi superiori a quelle delle aree meno urbanizzate

Come intervenire sulle isole di calore?

Il rapporto di Legambiente cita alcune misure legate alle prassi progettuali e costruittive del tessuto urbano da adottare  per poter diminuire l’effetto “isola di calore”

  • migliorare la coibentazione degli edifici, anche attraverso il tetto verde
  • privilegiare superfici esterne più chiare che riflettano i raggi del sole
  • diminuire pavimentazioni impermeabili a favore di quelle permeabili
  • aumentare le aree verdi all’interno della città

Un comune di riferimento è Bolzano, che cerca di integrare i sistemi urbanistici con la certificazione R.I.E ( Riduzione Impatto Edilizio) che viene applicata a tutte le nuove costruzioni.

Perfino le case di prestigio

Purtroppo anche in case progettate da architetti di fama internazionale e costruite negli ultimi dieci anni, come mostrano le termografie realizzate su edifici costruiti a Milano, Roma e Alessandria da Fuksas, Krier e Portoghesi, l’analisi a infrarossi ha dato risultati simili a quelli di altri palazzi recenti di firme meno prestigiose, con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi disperdenti nelle strutture portanti”, si legge nel documento.

L’Europa, intanto, ci chiede di rendere più virtuoso il patrimonio immobiliare italiano. Con laDirettiva 31/2010 si fissano date precise per un cambio radicale: dal primo gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici realizzati nell’Unione europea (dal 2021 anche quelli nuovi privati) dovranno essere neutrali dal punto di vista energetico, cioè dovranno ridurre i consumi e appagare il bisogno restante ricorrendo a fonti rinnovabili. L’Italia si deve adeguare inviando a Bruxelles entro il prossimo 30 aprile una “strategia a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione del parco nazionale di edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati”.

Secondo Legambiente ci sono diverse strade in parallelo da percorrere per riqualificare il sistema energetico edilizio nel quale viviamo:

1)    Controlli e sanzioni per garantire i cittadini sulle prestazioni energetiche e la sicurezza degli edifici

2)    Stabilire per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni edilizie oltre ad una certa dimensione lo standard minimo obbligatorio di Classe A

3)    Premiare nelle ristrutturazioni edilizie il miglioramento della classe energetica di appartenenza allargando gli incentivi

Come sappiamo e spesso ripetiamo noi si Sos Tariffe, è necessaria la buona coibentazione della propria casa, questa oltre ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’aria ci aiuta a spendere meno in bolletta

Secondo gli ultimi calcoli effettuati da Legambiente  una famiglia italiana spreca da 80 a 120 euro al mese per il consumo eccessivo di energia. In poche parole, all’anno, la nostra disattenzione alla gestione del caldo e del freddo domestici ci fa spendere tra i 1000 e i 1500 euro in più.

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