Quanto si risparmierebbe in Italia se le tasse fossero in linea con l’Europa

Siamo tra i Paesi con la maggior pressione fiscale d’Europa e, se le nostre tasse fossero in linea con la media dell’Eurozona, ci ritroveremmo a risparmiare circa 557 euro all’anno. Ma quali sono gli Stati dove ci sono meno tasse? C’è qualche Paese che paga più di noi? O cosa sono dovute queste differenze di pressione fiscale se la moneta è unica?

Quanto si risparmierebbe in Italia se le tasse fossero in linea con l'Europa
Quanto si risparmierebbe in Italia se le tasse fossero in linea con l'Europa

Peggio di noi, solo Francia, Belgio e Finlandia. L’Italia è oggi il quinto Paese europeo in ordine di pressione fiscale, con una percentuale di tributi, tasse e imposte pari al 43,6% del PIL. Un peso elevato per le tasche dei cittadini, che ricorrono sempre di più a prestiti personali per far fronte agli oneri fiscali. Se le nostre tasse fossero in linea con l’Eurozona, riusciremmo a risparmiare 557 euro ogni anno, per un totale nazionale di 34 milioni di euro spesi in oneri fiscali.

Governo centralizzato, pressione fiscale alle stelle

Questi dati interessanti sono stati ricavati da un recente studio svolto dall’Associazione Artigiani e Piccole Imprese CGIA di Mestre. L’Ufficio Studi CGIA, a seguito della sua indagine, è arrivato a ipotizzare l’idea di una tassazione comunitaria per tutti i Paesi d’Europa: uguali oneri per tutti gli Stati che utilizzano l’Euro, al fine di armonizzare il carico fiscale.
Sempre da questo studio, sembra che il peso delle tasse sia direttamente proporzionale alla centralità fiscale. Dove abbiamo un governo nazionale che gestisce centralmente il livello di tassazione di tutto il Paese, la pressione fiscale aumenta. Negli Stati dove invece è prevista un’amministrazione localizzata e quindi più segmentata tra le diverse zone del territorio, la percentuale di oneri rispetto al PIL si fa notevolmente più ridotta.
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Le tasse in Europa. Dove si paga di più e dove meno

L’analisi del CGIA di Mestre ha rilevato che la pressione fiscale italiana è molto simile a quella austriaca, mentre, più a Nord, troviamo tre Paesi dell’Eurozona che si ritrovano a pagare oneri maggiori.

In Finlandia, le tasse coprono il 43,9% del PIL e i cittadini si ritrovano a pagare circa 80 euro l’anno in più degli italiani. Un abitante del Belgio paga invece 982 euro in più di noi, a causa di una pressione fiscale che si attesta attorno al 47,3% del PIL. Il Paese europeo più gravato dai tributi risulta invece la Francia, dove il 48,1% del prodotto interno lordo va in tributi e dove i residenti pagano 1.195 euro in più rispetto ai “cugini” italiani.

Se le nostre tasse fossero uguali a quelle della Lituania, avremmo un carico fiscale del 27,7% e risparmieremmo 4.221 euro all’anno di tasse. In linea con questo Stato, sono Lettonia e Irlanda, dove il fisco pesa sul PIL rispettivamente al 28,8% e 30,3%.
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Europa ed Eurozona. Quanto si risparmierebbe in Italia?

Qualora l’Italia adottasse la pressione fiscale media dei Paesi che utilizzano l’Euro, passerebbe da un carico del 43,6% a uno del 41,5% sul PIL. Se la scelta di adottare differenti misure finanziarie portasse invece il nostro Paese a una tassazione in linea con tutti gli Stati dell’Unione Europea, comprendendo quindi anche le 9 realtà europee che non hanno optato per l’Euro quale moneta unica, il peso di tasse, tributi e altri oneri si ridurrebbe ancora di più, fino ad arrivare al 40% del PIL. I cittadini italiani risparmierebbero ben 956 euro all’anno, per un totale di oltre 58 milioni di euro su tutta la nazione.

Dalla Bce al Superministro delle Finanze

Lo Stato italiano sembra proprio andare nella direzione di una gestione fiscale armonizzata a livello europeo. Negli ultimi giorni l’Italia si è presentata a Bruxelles presentando una proposta che vede tre punti cruciali nella gestione finanziaria dei Paesi europei:
– la richiesta di trasformazione del Fondo salva Stati in un vero e proprio Fondo Economico Europeo;
– l’approvazione della proposta dell’UE di istituire la figura del Superministro delle Finanze per la gestione europea del budget;
– il completamento dell’Unione bancaria europea.

Questo denota un atteggiamento chiaro da parte del nostro Governo che punta verso la centralizzazione delle risorse a livello europeo.

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