Quanto incidono le bollette sul reddito familiare?

In Italia i costi delle bollette e dell’affitto incidono sul reddito familiare molto di più che negli altri Paesi d’Europa. I bassi stipendi sembrano essere la causa di questa disparità. Come fare quindi a risparmiare almeno sulle utenze domestiche? Qual è la situazione negli altri Stati del vecchio continente?

Quanto incidono le bollette sul reddito familiare?
Quanto incidono le bollette sul reddito familiare?

Puntuali e irrinunciabili, arrivano sui nostri conti correnti gli addebiti per il pagamento mensile dell’affitto della casa e delle bollette delle diverse utenze. Gli importi variano da famiglia a famiglia in base al valore della casa e all’importo definito a contratto e in base alle tariffe scelte per la fornitura dei servizi base di Gas ed Energia Elettrica. È bene, infatti, controllare di tanto in tanto quali sono le offerte aggiornate dei maggiori fornitori di utenze di prima necessità. Per fare questo, si può consultare gratuitamente e tutte le volte che vogliamo, il comparatore di offerte del portale SosTariffe.it.

Quanto spendiamo in bollette in Italia?

Pagare le bollette in Italia significa impiegare in media il 6,3% del reddito mensile di una famiglia. È una percentuale molto alta se si calcola che nel resto d’Europa la media è intorno al 4,6%. In termini monetari, vuol dire che ognuno paga mediamente 160 euro al mese per le varie utenze di Gas, Energia Elettrica e acqua, mentre negli altri Paesi europei si spendono 145 euro.

Tuttavia, si potrebbero risparmiare anche 170 euro all’anno, solo sulla luce: con le offerte energia elettrica del mercato libero, in effetti, è possibile tagliare la spesa di circa il 13-14% annuo, che per una famiglia di cinque componenti si traduce in quasi 170 euro. Stesso ragionamento con il gas naturale. Per capire quali sono le tariffe più vantaggiose del momento, cliccate sul bottone verde qui sotto:

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Anche l’affitto grava sulle tasche degli italiani

L’affitto è l’altra spesa fissa che impatta maggiormente sul reddito degli italiani e arriva ad incidere su un terzo delle entrate. Senza allontanarsi troppo dal nostro Paese, scopriamo che in Germania affittare una casa intacca poco meno di un quarto del reddito di un cittadino tedesco, circa il 23%. Tuttavia, contratti alla mano, si rileva che in Italia si risparmia circa 100 euro al mese, rispetto agli altri Paesi, sui canoni di affitto.
Come è possibile, quindi, che in Italia il costo dell’affitto incida così tanto sul budget familiare nonostante le spese siano minori?

Reddito più basso, minore potere d’acquisto

La risposta alla domanda precedente è molto semplice. In Italia i redditi sono più bassi rispetto alla media europea. A parità di impiego, in Germania si guadagna circa il 30% in più, mentre, se usciamo dall’Eurozona, vediamo che nel Regno Unito gli stipendi sono più alti di circa il 50%. I calcoli sono presto fatti e si scopre facilmente perché le spese di affitto e utenze domestiche arrivino ad incidere sul 38% del reddito degli italiani, mentre negli altri Paesi d’Europa la media si attesta attorno al 33,1%.

Alle famiglie italiane resta quindi solo il 60% del proprio stipendio per far fronte ad altre spese obbligatorie, quali alimentazione, vestiario e istruzione, e accessorie, come l’automobile e altri mezzi di trasporto. Questo porta a un bassissimo potere d’acquisto che incide, a sua volta, sugli introiti delle aziende di commercio.

In Europa, la “virtuosa” delle spese fisse è la Svezia. Le bollette incidono sul 2,5% del reddito mensile e, se uniamo le spese per l’affitto, possiamo vedere che i cittadini svedesi investono solo il 24,8% del loro reddito in casa e relative utenze.
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