Quanto costa crescere un figlio in Italia? 171mila euro a famiglia

Secondo recenti dati Federconsumatori, crescere un figlio in Italia costa in media 171mila euro per una famiglia con reddito disponibile netto di 34.000 euro annui. Il primo anno di vita del bambino rappresenta una delle fasi più costose, con una spesa che va dai 6.800 ai 14.500 euro circa; da sottolineare anche l’aumento del 2-3% rispetto al 2013. Latte e pappe le voci di spesa più salate, seguite da vestiario, calzature e visite mediche.

quanto costa crescere un figlio e come risparmiare
Crescere un figlio in Italia costa ma si può risparmiare

Secondo uno degli ultimi osservatori di Federconsumatori, crescere un figlio costa in media 171mila euro, almeno ad una famiglia con reddito annuo netto di 34mila euro.

Durante il primo anno di vita del bambino la spesa minima è di 6.766,90 euro, con un massimo di 14.427,73 euro. Rispetto al 2013, si tratta di un rincaro del 2-3% in media.

Tra le voci di spesa più significativa vi sono il latte e le pappe, per le quali si spende dai 1.650 euro ai 3.459 euro. Per il vestiario e le calzature la spesa parte da un minino di 1.028 euro ad un massimo di 2.639 euro (anche in questo caso con un aumento del 2-3% rispetto all’anno scorso). Per le visite mediche si arriva a pagare 1.839 euro in media.

Sono da considerare anche i costi sostenuti prima della nascita (analisi, visite mediche, etc), che secondo Federconsumatori si aggirano intorno ai 2000 euro (il 2% in più rispetto al 2013) e le eventuali spese per asilo nido o baby sitter, che possono raggiungere i 750 euro per il nido e i 10 euro all’ora per la baby sitter.

Abbattere i costi di crescere un figlio: come fare

Federconsumatori spiega nel suo osservatorio che è possibile risparmiare, ad esempio, facendo ricorso al prestito tra familiari e amici, o addirittura sconosciuti, attraverso i gruppi Internet e certe reti sociali (come Freecycle, tra le più vecchie associazioni del genere) che propongono lo scambio o donazione di oggetti, corredo, vestiti e accessori, tanto nuovi come usati.

Se il bambino ancora deve nascere, l’associazione ritiene molto conveniente stilare una sorta di “lista dei desideri“, con gli oggetti di cui davvero si ha bisogno, per evitare di ricevere doppioni o oggetti inutili.

Infine, vi sono anche alcuni aiuti quali voucher per l’asilo o la baby sitter rivolti alle mamme che rinunciano al congedo di maternità facoltativo per tornare al lavoro, veri e propri prestiti o alcune agevolazioni regionali. Vi è inoltre il Fondo di credito per i nuovi nati o Bonus Bebè.

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Tagliare le spese domestiche per risparmiare

Vogliamo ricordare ancora che è possibile risparmiare sulle spese domestiche cambiando fornitore dei servizi, per avere più liquidità per affrontare le spese di crescere un figlio. In questo senso, SosTariffe.it ha eseguito numerosi osservatori che hanno dimostrato che cambiando gestore è possibile risparmiare cifre significative.

In particolare, uno degli ultimi osservatori dell’anno scorso -“Cambiare gestore diventa ancora più conveniente“- dimostra che nel 2013 è cresciuta la convenienza nel cambiare fornitore luce, gas, ADSL e telefono, con un risparmio in bolletta del 45,5% in più rispetto al 2012.

Attualmente, ad esempio, una famiglia di 5 persone può risparmiare circa 100 euro con una nuova tariffa gas, più di 100 euro cambiando gestore luce e oltre 400 euro con le migliori offerte ADSL + Telefono Fisso.

Per identificare le offerte più convenienti, rimandiamo ai nostro comparatori di tariffe, che consentono di trovare con alcuni semplici click quella più conveniente per il vostro caso.

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