Quando ritirare contanti fa scattare i controlli fiscali

Controlli fiscali per chi ritira i contanti? La disciplina del Fisco oggi controlla con molta attenzione i passaggi di denaro dai nostri conti e verso di essi, ma entro una certa soglia si può stare tranquilli. Qui di seguito vediamo ogni fattispecie e quando l’Agenzia delle Entrate ha il diritto di chiederci spiegazioni per prelievi senza giustificazione e di notevole entità.

Come cambia la disciplina per contribuenti comuni e imprenditori

Le normative su versamenti e prelievi

È bene ricordare che i conti correnti non sono, come erroneamente qualcuno ancora crede, uno scrigno sicuro e a prova di sguardi indiscreti delle proprie finanze: al contrario, il Fisco ha diversi strumenti in grado di analizzare i mostri movimenti, e i comportamenti anomali non vengono ignorati. I dati delle comunicazioni bancarie vengono infatti automaticamente inviati all’Agenzia delle Entrate. Normale a questo punto chiedersi quale sia il destino dei prelievi di contanti, soprattutto se oltre una certa cifra, e in base alla natura di chi li effettua: normale cittadino privato oppure imprenditore?

L’attuale normativa prevede che, proprio per la massima trasparenza e per ridurre al minimo la possibilità di evasione fiscale, i passaggi di denaro di qualsiasi tipo – dalla donazione al pagamento di una fornitura a qualsiasi altra fattispecie – non possono avvenire in contanti se superano la soglia dei 2.999 euro: dai 3.000 euro in su è necessario utilizzare bonifici, assegni, carte di credito o di debito e così via, in altre parole strumenti tracciabili.
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Non solo: anche i versamenti sul conto corrente inoltre devono sempre essere giustificati; se ciò non provoca problemi per la pensione o per le normale busta paga, la situazione è più complessa per i versamenti come i bonifici che non trovano indicazione nella dichiarazione dei redditi e per i quali la prova della provenienza del denaro fa conservata fino a 5 anni dal periodo di imposta relativo (termine oltre il quale il Fisco non ha più diritto a effettuare questo genere di controlli).

La disciplina per i cittadini comuni e gli imprenditori

Per il comune cittadino i prelievi dal conto corrente sono sempre liberi, quindi c’è da stare tranquilli: di norma il contribuente non deve alcuna spiegazione al fisco per i contanti prelevati, a meno ovviamente che non si voglia portare in detrazione la spesa sostenuta, nel qual caso è necessario conservare la ricevuta. La disciplina è diversa per gli imprenditori, che hanno invece una soglia oltre la quale devono documentare i loro prelievi: ovvero le somme superiori a 1.000 euro al giorno o 5.000 euro al mese. Tutte le società, in altre parole, devono sempre poter dimostrare che i loro prelievi in contanti hanno un riscontro nelle scritture contabili, altrimenti la presunzione è che il ritiro sia fatto a scopi evasivi.

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