Quando la polizza vita configura donazione indiretta?

Hai ricevuto (o stai per ricevere) un’eredità ma il patrimonio si è esaurito? E’ possibile che i diritti da erede legittimo siano stati lesi da una donazione a terzi estranei. Può accadere quando la polizza vita configura donazione indiretta, cioè nei casi in cui il beneficiario dell’assicurazione caso decesso, non rientra fra gli aventi diritto alla successione ereditaria.

Diritti da erede legittimo. Il terzo estraneo può infrangere i principi della successione ereditaria

La legge italiana vuole che al decesso di un membro della famiglia si apra la successione ereditaria, cioè la divisione fra eredi del patrimonio a questi appartenente al momento della sua morte. Può capitare però che l’integrità dell’asse ereditario venga lesa, come quando la polizza vita configura donazione indiretta. In questa ipotesi i diritti da erede legittimo vengono infranti dall’erogazione ad un terzo estraneo del risarcimento, quando quest’ultimo è stato nominato beneficiario.
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Quando la polizza vita configura donazione indiretta?

Con due successive sentenze la Corte di Cassazione ha chiarito in quali casi i diritti da erede legittimo possono essere lesi dalla nomina di estranei quali beneficiari di assicurazioni vita. In Italia accade spesso che le persone prossime alla morte, preferiscano donare i propri beni, parte del patrimonio o un risarcimento causa morte ad altri soggetti piuttosto che ai propri figli, alla moglie, al marito o agli altri eredi legittimi, magari per un semplice litigio o perché si è lontani da anni.

In tema è importante sapere che ogni atto compiuto in violazione dei diritti da erede (quello ad una quota del patrimonio questo caso) è annullabile, tanto quando sono stati nominati estranei nel testamento, tanto quando una polizza vita configura donazione indiretta.

Per sapere meglio quando la polizza vita configura donazione indiretta, vediamo chi, secondo la legge, può accedere legittimamente alla successione ereditaria.

A chi spettano i diritti da erede legittimo nella successione ereditaria?

Il Titolo II del Codice Civile, intitolato “Delle successioni legittime”, riporta l’elenco delle persone ammesse alla divisione: ecco la lista dei legittimari contenuta nel Codice Civile:

  • art.566 c.c.: al padre ed alla madre succedono  i figli legittimi e naturali, in parti uguali;
  • art.567 c.c.: ai figli legittimi sono equiparati i legittimati  e gli adottivi. I figli adottivi sono estranei alla successione dei parenti dell’adottante;
    art. 568 c.c.: a colui che muore senza lasciare prole, né fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono il padre e la madre in eguali porzioni, o il genitore che sopravvive;
  • art. 569 c.c.: a colui che muore senza lasciare prole, ne genitori, ne fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono per una metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra meta gli ascendenti della linea materna.
    Se però gli ascendenti non sono di eguale grado, l’eredità è devoluta al più vicino senza distinzione di linea;
  • art. 570 c.c.: a colui che muore senza lasciare prole, né genitori, ne altri ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali. I fratelli e le sorelle unilaterali conseguono però la metà della quota che conseguono i germani;
  • art. 572 c.c.: se alcuno muore senza lasciare prole, ne genitori, né altri ascendenti, ne fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea.
    La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado;
  • art. 573 c.c. : le disposizioni relative alla successione dei figli naturali si applicano quando la filiazione è stata riconosciuta o giudizialmente dichiarata, salvo quanto è disposto dall’Art. 580.

I soggetti beneficiari di polizze vita non considerati della legge legittimi eredi, non hanno diritto al risarcimento dell’assicurazione e, in queste ipotesi, la polizza vita configura donazione indiretta.

Le sentenze della Corte di Cassazione

Nella Sentenza n°3263/2016 la Corte di Cassazione ha espresso un principio importante su quando la polizza vita configura donazione indiretta, eccolo:

Costituisce donazione indiretta compiuta con spirito di liberalità anche l’indicare come beneficiario di un’assicurazione sulla vita un terzo che non sia legato all’assicurato da alcun vincolo di mantenimento o dipendenza economica.

Secondo i giudici infatti, con la stipula di queste assicurazioni viene eliminata dall’asse ereditario parte della quota che spetta ai diritti da erede legittimo. Ancora, con la Sentenza n°6531/2016, la Corte di Cassazione ha ribadito la sua posizione esprimendosi in tal senso:

Deve escludersi che il contratto di assicurazione sulla vita in favore dell´erede legittimo o testamentario possa qualificarsi quale donazione indiretta del contraente in favore dei terzi designati. Ed infatti la corresponsione dell´indennità in favore del beneficiario, pur se derivante dal contratto stipulato dal contraente assicurato a favore del terzo designato, non determina un corrispondente depauperamento del patrimonio del contraente assicurato e, pertanto, non può ritenersi costituire oggetto di un atto di liberalità ai sensi dell´art. 809 c.c. assoggettabile alle norme sulla riduzione delle donazioni per integrare la quota dovuta ai legittimari. Il solo depauperamento che si verifica nel patrimonio del contraente assicurato è costituito dal versamento dei premi assicurativi da lui eseguito in vita e, pertanto, solo le somme versate a tale titolo possono considerarsi oggetto di liberalità indiretta a favore del terzo designato come beneficiario, con conseguente assoggettabilità all´azione di riduzione proposta dagli eredi legittimi.

Quando la polizza vita configura donazione indiretta, il rimedio a disposizione per esercitare i diritti da erede legittimo è la richiesta di annullamento giudiziale dell’atto e l’azione di riduzione prevista dagli articoli 533 e ss. del Codice Civile, che consente ai legittimari di ottenere la reintegrazione della quota lesa mediante la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre.
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