Quali tasse si pagano su un conto corrente?

I conti correnti come tutti i prodotti finanziari hanno alcune imposte obbligatorie che si devono pagare secondo le cadenze previste in fase di apertura.
Come è successo per altri prodotti finanziari e bancari anche per il conto corrente, senza dubbio lo strumento più diffuso in Italia per il risparmio e per la movimentazione di somme, nel 2013 si sono avuti dei cambiamenti sulle spese relative e legate all’ordinaria gestione dello strumento stesso.

Essenzialmente le spese legate al conto corrente fanno riferimento alle imposte di bollo ossia tasse e spese di gestione che nel complesso formano un quadro del quale bisogna tenere conto al momento dell’apertura del conto stesso.

Molte di queste spese infatti possono essere ridotte o comunque investite a favore di un prodotto che si avvicini il più possibile alle nostre esigenze. Per questa scelta affidarsi alle proposte presenti all’interno del comparatore di SOS Tariffe può rappresentare una prima opportunità per vedere le offerte dei vari istituti per poi approfondire maggiormente le caratteristiche consultando le pagine informative dedicate. Andiamo ora a vedere nel dettaglio quali sono le somme e gli importi specifici per ciascuna tipologia di conto e quali sono le maggiori novità introdotte a partire dal 2013.

L’imposta di bollo

Tradizionalmente l’imposta di bollo annua ammonta a 34,20 euro ma da gennaio 2013 sostanziali differenze sono state introdotte in quanto per chi ha diritto al conto base questa imposta non è più dovuta. Gli aventi diritto a conto base sono stabiliti per legge come quei soggetti che hanno un reddito molto basso, ossia che non superi i 7.500 euro di ISEE. L’esenzione dall’imposta è prevista sia per i titolari di conti correnti bancari che postali senza alcuna distinzione in base all’istituto che fornisce il servizio.
L’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo è prevista anche per i correntisti che non superano i 5000 euro di giacenza all’interno del conto corrente. Per questa tipologia di esenzione è però necessario segnalare le distinguo che il documento dell’Agenzia delle Entrate segnala come vincolanti che si basano essenzialmente sui resoconti forniti dalla banca. In base alla cadenza di questi ultimi viene garantita o meno l’esenzione ossia se la cadenza è semestrale e nel primo semestre si sono superati i 5000 euro di giacenza l’imposta di bollo dovrà essere corrisposta ugualmente, in somma proporzionale al periodo dell’anno (ossia pari alla metà per il semestre, al quarto per il trimestre e via dicendo) anche se non si raggiunge tale soglia nel secondo semestre.

E’ bene quindi fare attenzione alle somme che vengono versate all’interno del conto corrente e monitorarle costantemente per essere certi di rientrare nelle categorie descritte e in caso godere dell’esenzione.

La mini patrimonialerisparmio soldi

Una delle novità introdotte con la circolare applicativa dell’Agenzia delle entrate del dicembre 2012 è la tassa cosiddetta mini patrimoniale che va a tassare il valore di tutti gli investimenti finanziari all’1 per mille per il 2012 e l’1,5 per mille nel 2013.

Questa tassa va ad includere anche tutti quei prodotti che fino all’anno scorso rappresentavano i prodotti più convenienti del settore ossia i conti deposito online, i buoni fruttiferi postali con valore di rimborso superiore ai 5000 euro e le polizze unit linked. Anche se non va a toccare direttamente i conti correnti questa tassa rappresenta una vera e propria novità che sicuramente andrà a variare le proposte del mercato e le opportunità offerte dagli istituti bancari.

Le spese di gestione e i prodotti correlati al conto corrente

Oltre all’imposta di bollo che si deve pagare obbligatoriamente nelle circostanze indicate l’apertura di un conto corrente ha sicuramente dei costi praticamente fissi che fanno riferimento ai podotti corollari offerti dal conto stesso dei quali difficilmente si può fare a meno ossia bancomat e carte di credito, addebito di bollette e rate di mutui e infine bonifici, prelievi e rendimenti.
Per quanto riguarda la gestione di carte di credito e bancomat (i servizi più utilizzati dai consumatori) per le prime le spese di gestione annue ammontano in media a 36 euro mentre per i secondi a 15 euro. Tali somme che possono sembrare irrisorie sono però cresciute negli ultimi anni arrivando a queste cifre.
Considerevole è il calo dei rendimenti, che del resto non hanno mai rappresentato uno dei plus dei conti correnti, che sono passati dallo 0,10% del 2010 allo 0,02% del 2012.
Nonostante questi rincari il conto corrente rimane comunque uno degli strumenti più utilizzati per potenzialità e per flessibilità viste le svariate necessità che può soddisfare.

All’interno del comparatore di SOS Tariffe si possono però trovare le offerte più vantaggiose delle banche per conti correnti a costo zero o con servizi inclusi al momento dell’apertura. Selezionando il servizio di nostro interesse è infatti possibile filtrare i risultati trovando quindi il prodotto più adatto alle nostre esigenze sul mercato sia per servizi offerti e disponibili sia per rendimento.

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