Quali spese si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi?

La detrazione delle spese sostenute durante l’anno per la propria dichiarazione dei redditi (quest’anno la precompilata sarà disponibile online già da lunedì 16 aprile) è regolata da una serie di norme che cambiano di frequente, e per questo è comprensibile avere dei dubbi. Meglio chiarirli, quindi, visto che il 9 e il 23 luglio ci sono le scadenze per la presentazione della dichiarazione.

Tutto ciò che si può detrarre al 19% dalla dichiarazione dei redditi

Le spese sanitarie detraibili

Sono diverse le spese che è possibile detrarre dai propri redditi per pagare meno tasse e non alleggerire troppo il proprio conto corrente. In primo luogo, le più note sono le spese sanitarie, che possono essere detratte al 19%, con una franchigia di 129,11 euro; per queste non c’è un limite massimo di detraibilità, e se superano i 15.493,71 euro annuali è possibile ripartire la detrazione in quattro anni per altrettante quote di pari importo.

Tra le altre spese di carattere sanitario detraibili, le prestazioni rese da medici generici e da psicologi, l’acquisto di medicinali da banco o con ricetta, l’acquisto di prodotti omeopatici, le cure termali, le prestazioni specialistiche, l’affitto o l’acquisto di attrezzature sanitarie e dispositivi medici.

Per la detrazione dei farmaci, si considerano i prodotti acquistati presso le farmacie, i supermercati e anche le farmacie online, avendo però cura che l’esercizio compaia nell’elenco di quelli autorizzati presso il sito del Ministero della Salute. Ogni spesa medica deve essere certificata dalla fattura o dallo scontrino fiscale (“parlante”, cioè deve identificare il medicinale acquistato ed essere collegato al codice fiscale del destinatario).

Più precisamente, possono essere detratte le seguenti spese:

  • Prestazioni chirurgiche e specialistiche
  • Analisi, radiografie, mammografie, colonscopia, rettoscopia, tac, risonanza magnetica, ricerche e applicazioni
  • Acquisto o affitto di protesi sanitarie
  • Prestazioni rese da un medico generico
  • Prestazioni rese nella medicina omeopatica
  • Ricoveri a seguito di operazione chirurgica o degenze: in caso di ricovero di una persona anziana presso un istituto, la detrazione spetta solo nella misura delle spese mediche e non sulla retta mensile o annuale
  • Acquisto di farmaci
  • Acquisto di dispositivi medici qualora dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico contrassegnato dal marchio CE
  • Spese relative all’acquisto o all’affitto di attrezzature sanitarie come aerosol, misuratore di pressione, sedia a rotelle ecc.
  • Spese relative al trapianto di organi
  • Ticket pagati al Servizio sanitario nazionale
  • Assistenza infermieristica e riabilitativa: fisioterapia, laserterapia ecc.
  • Prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona
  • Prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo
  • Prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale
  • Prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale
  • Spese sanitarie per disabili senza limite di importo
  • Spese per acquisto e riparazione veicoli per disabili, con limite massimo detraibile di 18.075,99 euro per singolo veicolo
  • Spese per cani guida senza limite di importo
  • Spese per il mantenimento del cane guida.

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Le spese per l’istruzione e l’università

Anche l’istruzione è una delle più importanti categorie di spesa che può essere oggetto di detrazione, dall’asilo fino all’università. Iniziamo proprio con il nido (cioè le strutture per la formazione dei bambini da tre mesi e tre anni): la detrazione è anche in questo caso del 19%, fino a un massimo di 632 euro per ogni figlio. Per l’istruzione non universitaria (scuole materne, elementari, medie e istituti superiori, private e pubbliche, oltre a conservatori di musica e istituti musicali pareggiati) la detrazione è sempre al 19%, per un tetto di spesa massima che in questo caso è di 717 euro per ogni figlio. Fanno parte della detrazione anche le spese sostenute per mense e per gite scolastiche, a patto che si siano conservate le ricevute per i costi relativi.

Per quanto riguarda l’università, la detrazione è al 19% per i corsi universitari, i corsi di specializzazione, i corsi di perfezionamento, i master universitari, i corsi di dottorato di ricerca, per le università pubbliche e per quelle private, oltre ai corsi frequentati all’estero e quelli per le università telematiche. Da sempre una delle voci più importanti per gli studenti fuori sede è quella relativa all’affitto dell’alloggio: per questo il legislatore ha pensato alla detraibilità anche dai canoni di locazione, sempre per il 19%, e anche per chi frequenta un corso di laurea in un’altra nazione dell’Unione Europea.

La detrazione riguarda i canoni derivanti dai contratti di locazione stipulati e rinnovati, i canoni legati ai contratti di ospitalità e, infine, gli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati dagli studenti con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative. Il tetto per la detraibilità ammonta a 2.633 euro.

Le spese veterinarie e per l’attività sportiva dei ragazzi

Le spese sanitarie sopra ricordate valgono anche per quanto riguarda la cura degli animali domestici. La detrazione per le spese veterinarie, sempre al 19%, ha un tetto massimo di 387,40 con una franchigia di 129,11 euro, e riguarda chi dimostra la proprietà dell’animale (è sufficiente il certificato rilasciato dalla ASL o il certificato di adozione). Non rientrano tra le cure veterinarie detraibili quelle relative ad animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare, oppure allevati nell’esercizio di attività commerciali o agricole.

Altre spese che si possono detrarre – ma l’elenco è veramente lungo e il consiglio è di studiare con attenzione i documenti scaricabili liberamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate – sono ad esempio quelle per le attività sportive dei figli tra i 5 e i 18 anni, con il 19% di detrazione riguardo all’iscrizione annuale e all’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica per un massimo di 210 euro.

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