Programmi in tv: guida completa

Parlare di “televisione”, ormai, è improprio: i contenuti video si spostano con noi, accompagnandoci su tablet e smartphone, pronti ad accoglierci sul PC o nelle nostre console di gioco. L’offerta in Italia, tra diretta, streaming, on demand e così via, è sempre più ricca e il palinsesto dei provider viene rinnovato con frequenza costante.

Come orientarsi tra tv in chiaro, streaming, on demand, pay tv

L’impossibilità di una guida

Fornire una guida completa ai programmi in tv, oggi, è praticamente un’impresa impossibile: tra la televisione in chiaro (Rai, Mediaset, La7 e così via) e pay tv nelle sue diverse versioni (Sky, Mediaset Premium, Netlifx, TIMvision, Chili), sono letteralmente decine di migliaia i contenuti disponibili, anche grazie alle offerte on demand.

Una delle innovazioni più apprezzate dagli utenti, infatti, è la possibilità di non dover più dipendere dalla dittatura del palinsesto, con i suoi rigidi orari, per guardare i propri programmi preferiti: se fino a pochi anni fa era necessario trovarsi di fronte al televisore a un’ora specifica (sopportando anche i continui break pubblicitari), oggi si inizia e si finisce quando si vuole, mettendo in pausa e riprendendo la visione anche con le dirette.

La televisione, dal canto suo, non si può più considerare come il centro dell’ecosistema domestico, visto che i contenuti stessi sono ormai disponibili su smartphone, tablet, PC, console di gioco, con un passaggio al dispositivo all’altro che è ormai molto fluido (Netflix è stata un’autentica maestra in questo). Qui di seguito, analizziamo cosa offre il panorama televisivo – in senso lato – del 2016.

La televisione in chiaro

È la più tradizionale e quella che, per molti versi, fa più fatica a rimanere al passo con le innovazioni, anche se non mancano i tentativi. Rai, Mediaset, La7 vantano ancora oggi di gran lunga la platea più ampia, con milioni di persone che si sintonizzano con il digitale terrestre per assistere soprattutto a show, approfondimento e fiction.

Proprio sul fronte della serialità televisiva, per lungo tempo abbastanza sclerotizzata su formule indubbiamente vincenti ma un po’ datate, soprattutto nel confronto con l’estero, si stanno affermando nuovi modelli: I Medici, con Dustin Hoffman e Richard Madden, non sarà forse riuscitissima ma almeno rappresenta un tentativo di seguire i modelli vincenti d’oltreoceano, senza allontanarsi troppo dalla produzione all’italiana.

La pay tv in abbonamento

Per molto tempo l’unica alternativa alla televisione in chiaro è stata la pay tv in abbonamento, e ancora oggi Mediaset Premium e Sky sono i due colossi che si spartiscono una fetta estremamente ghiotta di utenti: quelli disposti a pagare ogni mese un abbonamento di varie decine di euro per contenuti di qualità, anteprime e produzioni esclusive.
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Per quanto riguarda il cinema, i due contendenti vantano bene o male la grande maggioranza dei film da poco usciti nelle sale, oltre a un vasto catalogo di titoli degli anni scorsi e grandi classici. Un altro campo di battaglia decisamente agguerrito riguarda lo sport: per il 2015-2018 Mediaset ha sborsato una somma decisamente ingente per aggiudicarsi l’esclusiva dell’evento sportivo più amato, la Champions League di calcio, mentre Sky ha l’Europa League.

Per quanto riguarda la fiction, è Sky ad aver puntato più di tutto sulla nuova serialità televisiva, non solo proponendo alcuni dei titoli di maggior successo (come Game of Thrones, Fargo, True Detective, House of Cards, tra le novità Westworld) ma anche producendo titoli originali che hanno fatto scalpore: su tutti Gomorra e The Young Pope, esordio del premio Oscar Paolo Sorrentino come regista di una serie, con Jude Law protagonista e in programmazione proprio in questi giorni.
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E poi ci sono gli show: Mediaset Premium propone la folta schiera dei programmi della sua scuderia in chiaro con tanto di approfondimenti e speciali, mentre Sky ha due purosangue di razza in X-Factor, il talent musicale per eccellenza, e in Masterchef, che ha segnato un grande successo per i cuochi in tv.

La televisione on demand

Da non sottovalutare, infine, l’apporto della televisione on demand come Netflix o TIMvision (senza dimenticare Premium Play e NOW TV, le versioni di Mediaset Premium e di Sky che fanno tesoro di questo approccio).

Netflix, in particolare, è il colosso che ha sviluppato questo modello nel mondo, mentre TIMvision è l’unico caso in cui un fornitore di servizi ADSL e fibra ottica propone anche una televisione propria, con più di 8.000 contenuti e un decoder piuttosto avanzato, con tanto di comandi vocali e alta definizione.
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Uno dei grandi vantaggi è che qui non è necessario un abbonamento almeno annuale, ma mese per mese (e con canoni ridotti, che di solito non superano i dieci euro) e senza avere l’obbligo di rinnovo. È possibile avere un abbonamento all inclusive (come Netflix) oppure diviso in sezioni diverse o “ticket” (è il caso di Sky).

Una formula, insomma, più light, dedicata soprattutto a chi ama guardare i contenuti in mobilità, e che consente anche di costruirsi un pacchetto multi-abbonamento a un prezzo tutto sommato contenuto; in linea, se non inferiore, rispetto ai canoni dell’abbonamento classico.

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